Cure ai non autosufficienti
Aviva sostiene i ’caregiver’

L’accordo con Jointly

Il progetto pensato per le persone che forniscono assistenza
in modo continuativo a familiari non in grado di badare a se stessi

di Cosimo Firenzani
MILANO

Garantire in azienda un supporto ai caregiver, le persone che forniscono assistenza in modo continuativo a familiari non autosufficienti. Si stima siano 8 milioni in Italia e nell’80% dei casi l’assistenza è «fai da te». Per questo motivo la compagnia assicurativa Aviva ha lanciato il progetto di welfare aziendale Jointly Fragibilità a sostegno dei caregiver. Nel dettaglio, Aviva ha firmato un accordo con Jointly – Il welfare condiviso, realtà che affianca le imprese nella progettazione e realizzazione di soluzioni di welfare aziendale (negli ultimi 3 anni ha gestito oltre 30 milioni di budget welfare) costruite intorno ai bisogni concreti delle persone.
La compagnia assicurativa britannica, che ha 300 anni di storia e 33 milioni di clienti in 14 Paesi, in Italia è presente con 500 agenzie plurimandatarie, consulenti finanziari e accordi con banche come Ubi Banca, Unicredit, Banca Popolare di Bari. In Italia, tra l’altro, l’utile netto del gruppo è cresciuto nel 2018 e i dipendenti sono oltre 500. L’accordo con Jointly nasce grazie all’impegno delle Aviva Communities, gruppi di lavoro interni ad Aviva che puntano a sviluppare un ambiente inclusivo e paritario nel rispetto della diversità di genere, anagrafica e di abilità.
L’iniziativa permetterà alle persone che lavorano in Aviva di accedere ad un servizio di consulenza gratuita telefonica, online e tramite sportello fisico per ascoltare e orientare il dipendente, fornendogli un aiuto mirato sul suo bisogno e su quello del suo familiare. Si tratta di una sorta di guida gestita da operatori sociali qualificati e appositamente formati per strutturare un piano assistenziale personalizzato. Inoltre, dopo una settimana dal primo contatto lo stesso operatore effettuerà una chiamata per fornire eventuale altro supporto. Il servizio prevede inoltre un portale online dove le persone che lavorano in Aviva potranno acquistare servizi rivolti alla cura della persona forniti da partner qualificati e a tariffe convenzionate e omogenee su tutto il territorio.
L’iniziativa si inserisce all’interno di un contesto che in Italia riguarda una fetta di popolazione sempre più ampia. Secondo una ricerca condotta da Jointly – Il welfare condiviso in collaborazione con il Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica, nel nostro Paese ci sono infatti 8 milioni di caregiver e un lavoratore su tre si fa carico di un familiare anziano o non autosufficiente. Di questi, circa l’80% organizza le attività di assistenza in maniera «fai da te» e nel 15% dei casi viene valutata l’uscita dal mondo del lavoro per almeno uno dei due familiari impegnati in queste pratiche di sostegno.
«Siamo orgogliosi di poter annunciare il via di un progetto che per noi è particolarmente importante. In Aviva Italia siamo convinti che le persone siano il patrimonio aziendale più prezioso e per questo ci impegniamo ad offrire loro benefit concreti che possano sostenere tutti i nuclei familiari, senza alcuna discriminazione – spiega Enrico Gambardella, People Lead di Aviva in Italia – Il progetto che lanciamo grazie alla collaborazione con Jointly si aggiunge dunque a tutte le altre iniziative di welfare aziendale come il congedo parentale fino a 11 mesi sia per le mamme che per i papà – Aviva è l’unica azienda in Italia ad aver concesso un periodo così lungo – e l’Aviva for Children, centro ricreativo a disposizione dei più piccoli».
Grazie al progetto Jointly Fragibilità, Aviva metterà a disposizione delle proprie persone una rete di operatori sociali abbinata a uno sportello di ascolto per sostenere tutti coloro che devono conciliare il proprio lavoro e la necessità di assistere un familiare non autosufficiente.

Lo stress da lavoro sparisce con lezioni di yoga

Per i dipendenti del Gruppo Miroglio

ALBA (Cuneo)

Può l’introduzione del lavoro agile migliorare la vita delle mamme lavoratrici? Possono delle lezioni di yoga in una ‘quiet room’ dedicata alle attività rilassanti abbassare notevolmente i livelli di stress dei dipendenti? Il Gruppo Miroglio, azienda del settore tessile e moda di Alba, non ha dubbi, e prosegue il suo percorso di iniziative rivolte ai propri lavoratori, con progetti pensati per aumentare il livello di ingaggio, migliorare le dinamiche di interazione tra i team e favorire il benessere dei collaboratori. In questo contesto di attenzione per l’ambiente lavorativo e le esigenze dei dipendenti si inserisce il progetto ‘Engagement Journey’, nato con l’obiettivo di misurare il livello di engagement dei dipendenti per poi attivare azioni di miglioramento.
Per la prima volta tutti i dipendenti del Gruppo sono stati coinvolti in un progetto di valutazione del livello di coinvolgimento e di soddisfazione nelle proprie attività lavorative, attraverso un’indagine dedicata. Dal confronto è emerso un primo report, seguito poi da un piano d’azione che tutti i leader, dopo essere stati espressamente formati, dovranno sviluppare lavorando con i propri team. Tra le novità, anche un piano per l’introduzione di forme di lavoro agile, rivolto ai dipendenti delle società, Miroglio Fashion e Miroglio Group dove spicca una percentuale superiore al 90% di personale femminile.
Il progetto ha naturalmente l’obiettivo di favorire la conciliazione tra i tempi di lavoro e vita privata, ma nasce soprattutto con l’idea di promuovere un’evoluzione della cultura aziendale, sviluppando nuovi atteggiamenti manageriali, responsabilizzando i collaboratori e utilizzando strumenti digitali di collaborazione per aumentare l’efficacia della comunicazione tra colleghi e tra team.
Per favorire il benessere psico-fisico sul posto di lavoro, il Gruppo ha inoltre inaugurato presso l’Head Quarter di Alba una ‘Quiet Room’, uno spazio dedicato alle iniziative di Wellbeing e lezioni di Yoga, Pilates e Mindfulness, tenute in pausa pranzo da istruttori specializzati, per aiutare i dipendenti a gestire meglio lo stress, stimolare la creatività, migliorare la qualità della giornata lavorativa e di conseguenza della vita privata.