Vino e cultura, l’abbinamento perfetto
La cantina che pensa al futuro dei territori

Le iniziative dell’Enoteca regionale dell’Emilia Romagna

Attive collaborazioni con i Consorzi di tutela e le associazioni di categoria
La nuova sfida? Puntare a una maggiore sostenibilità economico-ambientale

di Paola Benedetta Manca
DOZZA (Bologna)

Dal 1970, l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna opera per la promozione del patrimonio vinicolo, con diverse iniziative sul territorio nazionale e internazionale, con lo scopo di elevare l’immagine e la qualità del vino emiliano- romagnolo. Una finalità riconosciuta, nel 1978, anche dalla Regione Emilia Romagna che, con un’apposita legge, definì l’Enoteca Regionale «lo strumento più idoneo per promuovere il vino regionale in Italia e all’estero ». L’Enoteca Regionale ha sede all’interno della Rocca Sforzesca di Dozza (Bologna), un borgo medievale collinare posto proprio ‘al confine’ tra l’Emilia e la Romagna, noto per i dipinti sulle pareti esterne delle case, realizzati da artisti di fama internazionale nel corso di un quarantennio di Biennale Muro Dipinto.
Per garantirsi una costante presenza sul mercato, le principali fiere specializzate, italiane ed estere, per l’Enoteca Regionale Emilia-Romagna sono ormai appuntamenti immancabili. A diffondere la presenza dei vini emiliano- romagnoli sulle tavole degli italiani, sono gli stretti rapporti di collaborazione allacciati dall’Enoteca con associazioni di categoria, enoteche, ristoranti, winebar e negozi di gastronomia. L’Enoteca si occupa anche della diffusione di una corretta educazione al bere. Con un occhio di riguardo alle nuove generazioni, l’ente opera avvalendosi della collaborazione di istituzioni, ricercatori e degli stessi produttori associati. L’associazione conta 215 aziende, grandi, medie e piccole, tra produttori di vino, aceto balsamico e distillati, enti pubblici, consorzi di tutela e valorizzazione e associazioni rappresentative dei sommelier della regione. Chi sono i suoi associati? Dal vignaiolo che vinifica per sé e i propri amici sino alle più grandi realtà cooperative: a unirli il filo comune della passione per il vino e per i frutti della propria terra. «La nostra realtà – spiega Ambrogio Manzi (nella foto), 55 anni, direttore generale di Enoteca Emilia-Romagna – è molto variegata, rappresentiamo, con le nostre aziende associate, l’84% delle Dop e il 75% delle Igp. Siamo rappresentativi, oggi, in questo comparto, ma non in modo autoreferenziale: diverse regioni italiane, infatti, sono venute a studiare il nostro modello proprio perché funziona».
Importanti passi avanti sono stati fatti nel cercare di tenere sempre più vicini i vini alla cultura ed alle tradizioni del territorio, attraverso una forte collaborazione con i diversi Consorzi di tutela dei prodotti tipici della regione. A questo scopo l’Enoteca promuove e partecipa a diverse attività sinergiche che enfatizzano l’abbinamento dei vini emilianoromagnoli alle altre eccellenze gastronomiche dell’Emilia-Romagna. Si inserisce in quest’ottica, il corso organizzato dall’Enoteca Regionale ‘L’Emilia Romagna e il piacere degli abbinamenti cibo – vino’, rivolto a coloro che vogliono scoprire il connubio perfetto tra vini e prodotti tipici della regione che si terrà giovedì 20, 27 febbraio e 5 marzo 2020 nella rocca sforzesca di Dozza, con degustazioni e assaggi di vino e cibo. Le nuove sfide di Enoteca Regionale riguardano la sostenibilità sociale, economica e ambientale. «Su quella a livello ambientale – spiega Manzi – abbiamo costituito dei tavoli di lavoro per ricerche sui territori, in collaborazione con il mondo scientifico e diverse università della Regione, per cercare di rendere sempre più sostenibile il territorio. Più lo rispettiamo, in termini di sanità, più ci ripaga in termini di benessere. Anche il nostro messaggio di comunicazione parla di rigenerazione ».