VERSO LA FINE DEL QUANTITATIVE EASING

L’altra faccia dell’effetto-Draghi
«I risparmi acquisteranno valore
Più convenienti i titoli di Stato»

Andrea Telara
MILANO

MARIO DRAGHI, presidente della Banca centrale europea, ha annunciato la fine del Quantitative easing e dell’era del tasso-zero. Ma Giorgio Ghezzi, co-general manager di Controlfida, società di gestione indipendente con sede a Lugano, non vede all’orizzonte un cambiamento epocale, né per il mercato azionario, né per quello obbligazionario e neppure per i conti delle famiglie e delle imprese indebitate. «Di solito, le fasi di rialzo dei tassi d’interesse non sono particolarmente positive per le borse – dice Ghezzi –, ma oggi bisogna tenere conto dello scenario particolare in cui si muovono le piazze finanziarie, dopo le manovre delle banche centrali». Inondando di liquidità il mercato e comprando a man bassa obbligazioni e titoli di Stato, le maggiori autorità monetarie mondiali come la Banca centrale europea (Bce) o la Federal Reserve (Fed) americana hanno infatti provocato una discesa di tutti i rendimenti dei bond sul mercato, anche di quelli di media e lunga scadenza superiore a 10 anni.

ORA CHE GLI STIMOLI della Bce stanno venendo meno, però, i rendimenti delle obbligazioni di lunga durata si apprestano a imboccare la strada del rialzo, come del resto sta già avvenendo negli Stati Uniti. Dopo l’aumento dei tassi deciso dalla Fed, per esempio, nel giro di un mese e mezzo il rendimento dei buoni del Tesoro americani è cresciuto dall’1,5 al 3%. In Europa questa risalita sarà più graduale ma, quando ci sarà, per Ghezzi avrà un duplice effetto. In primis vi sarà un miglioramento della redditività delle banche che, potendo incassare cedole più alte con i titoli a reddito fisso acquistati, saranno spinte a dare ancora più soldi in prestito alle imprese. Il secondo effetto sarà una maggior redditività delle attività finanziarie delle famiglie italiane «che – ricorda Ghezzi – restano pur sempre delle grandi risparmiatrici». Se dunque i titoli a reddito fisso e a basso rischio diventeranno più generosi in termini di interessi, anche i bilanci delle famiglie ne trarranno beneficio. Per questo, oggi non bisogna guardare con troppa apprensione alla fine dell’era dei tassi a zero che, non va dimenticato, rappresentano un’anomalia nella storia finanziaria dei paesi industrializzati.

SE I RISPARMI diventano un po’ più redditizi, contemporaneamente c’è anche un altro particolare importante da non trascurare: come annunciato nei giorni scorsi dallo stesso Draghi, il rialzo dei tassi d’interesse a breve termine nel Vecchio Continente sarà graduale e inizierà soltanto nell’estate del 2019. Non ci sarà dunque una impennata della rate dei mutui o dei prestiti per tutte le famiglie che oggi hanno un debito sulle spalle o sono in procinto di indebitarsi. «Più semplicemente», dice il manager di Controlfida, «ci sarà un ritorno alla normalità e, già entro un paio d’anni, forse rivedremo i rendimenti dei buoni del Tesoro statunitensi con scadenza decennale attorno al 5%, mentre quelli europei di uguale durata si adegueranno al trend con un po’ di ritardo».

IN QUESTA FASE transitoria, ovviamente, i bond già collocati sul mercato negli anni scorsi sono destinati a deprezzarsi un po’, visto che si tratta di titoli che hanno poco appeal poiché offrono interessi molto risicati rispetto alle obbligazioni di nuova emissione. Di conseguenza, nella gestione dei loro portafogli obbligazionari, i money manager di Controlfida preferiscono giocare in difesa, tenendo una duration (cioè una durata media finanziaria) molto corta. Tradotto in parole povere, ciò significa che vengono privilegiate soprattutto le obbligazioni di scadenza più breve, i cui prezzi di solito subiscono fluttuazioni minori di fronte alla variazioni di tassi d’interesse.

Prestiti tra cittadini Cento progetti finanziati

TORINO

TERZOVALORE.COM, la piattaforma web di social lending di Banca Prossima (Gruppo Intesa Sanpaolo), ha finanziato il centesimo progetto raggiungendo così quota 10 milioni di euro prestati dall’avvio nel 2011. La piattaforma di Banca Prossima, permette di raccogliere denaro in prestito a tassi straordinariamente favorevoli tra i cittadini per la realizzazione di un progetto, come la trasformazione di un oratorio, la costruzione di una piscina o di un’ala di una scuola. Il meccanismo è semplice: Banca Prossima concede il finanziamento consentendo a chi lo riceve di coinvolgere prestatori privati a condizioni molto migliori di quelle di mercato o addirittura a tasso nullo. Accettando di ridurre il prestito, la banca offre al ‘cittadino-banchiere’ una garanzia completa sul capitale. «Terzovalore è una soluzione che fa bene a tutti sia sul piano finanziario sia su quello comunitario – dice Marco Morganti, ad di Banca Prossima (nella foto) –, cementando la relazione fra un’organizzazione di terzo settore e la società. Nel grande cambiamento che attende il welfare italiano sarà questo l’elemento abilitante. Formule di prestito spontaneo esistono, ma l’intervento di Banca Prossima e di Intesa Sanpaolo offre massima tutela, trasparenza e rispetto pieno delle regole vigenti».

LA CENTESIMA RACCOLTA di finanziamenti ha permesso l’acquisizione di CasaTo, un edificio del quartiere Barca a Torino, da parte della cooperativa Arcobaleno. Con il finanziamento l’immobile sarà acquistato, ristrutturato e destinato ai lavoratori soci secondo i principi del social housing.

Di | 2018-06-18T16:05:20+00:00 18/06/2018|Dossier Economia & Finanza|