UNIVERSO SANITÀ

GbSapri tutela medici e ospedali
«Le nostre polizze sono abiti su misura
Con la nuova legge c’è più equilibrio»

Tommaso Strambi
TALAMONE (Grosseto)

«REALIZZIAMO abiti su misura, proprio come i sarti. Per questo tendiamo a costruire non solo un rapporto di fiducia, ma di completa trasparenza. Anche perché una polizza ben fatta – pienamente adeguata al cliente – costituisce l’unica modalità per una protezione effettiva e durevole nel tempo». Mentre l’eco di ‘Fenomenale’, il recente successo di Gianna Nannini, si dissolve nella notte di Talamone, Carlo Bassi, amministratore delegato di GbSapri, respira la brezza marina che arriva dalla costa maremmana. È qui che, ogni anno, la società da lui guidata riunisce i propri clienti per un evento esclusivo con un artista della musica moderna. Un momento di bilancio e di programmazione delle nuove attività. La GbSapri è una società con oltre 60 anni di esperienza, leader nel brockeraggio assicurativo e, particolare non insignificante, con capitale interamente italiano. Negli ultimi anni ai settori tradizionali si è specializzata nel campo della sanità: tra i principali clienti in portafoglio l’Asl di Napoli, l’Ats Sardegna, l’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, per citarne alcuni.

Come mai la scelta della sanità?

«Il settore della sanità per noi costituisce un’area alla quale abbiamo sempre riservato la massima attenzione. E proprio in quest’ambito ritengo che emerga una delle nostre principali caratteristiche, ovvero la capacità di immedesimarsi totalmente nel cliente; prestiamo grande attenzione in ogni fase dell’attività di consulenza che forniamo, cominciando dalla verifica del profilo professionale e quindi dalla identificazione delle sue esigenze di sicurezza. Partendo proprio da questa esperienza è stato agevole ampliare la nostra attività al servizio degli operatori sanitari pubblici, privati e per liberi professionisti ».

Qual è la principale innovazione introdotta dalla legge Gelli?

«La legge stabilisce limiti alla responsabilità di carattere penale e riconduce la responsabilità civile dell’operatore sanitario presso una struttura nel profilo della extracontrattualità ».

E questo cosa comporta?

«La legge si pone l’obbiettivo di ristabilire un miglior equilibrio tra la tutela del medico e quella del paziente. Alla fine, una maggior attenzione al medico tornerà molto utile e vantaggiosa soprattutto ai pazienti e alla collettività. Forse si potrà ricreare quella ‘alleanza solidale’ tra paziente e medico ancor più forte rispetto al passato, quando un mancato successo terapeutico non veniva automaticamente considerato motivo di reclamo».

Questo vale sia nel pubblico che nel privato?

«Un altro aspetto regolamentato dalla legge è proprio quello che riguarda i sanitari che operano all’interno delle strutture, pubbliche o private. La legge ha parificato, in termini di ampiezza della responsabilità, tutte queste figure prescindendo dalla tipologia del rapporto intrattenuto con la struttura».

Cosa consigliate ai professionisti che si rivolgono a voi?

«In primo luogo consigliamo di rivolgersi sempre a consulenti professionali e specialisti. Il mondo delle assicurazioni è molto ampio e non c’è più spazio per i ‘tuttologhi’. In seconda battuta, diciamo di collaborare attivamente con il consulente nel momento della raccolta delle informazioni sulla loro attività, ruolo e specializzazione. Una dichiarazione non corretta o omessa potrebbe mettere in forse l’efficacia della polizza. Infine suggeriamo ai medici di porre quesiti sul contenuto della copertura assicurativa. Ad esempio l’efficacia temporale delle garanzie (la ormai famosa clausola del claims made), la retroattività e la postuma; il massimale e la tipologia di danno garantite ».

Quali sono le principali richieste che vi fanno?

«La principale richiesta è quella del prezzo basso. E questo si può capire, specialmente tra i giovani medici. Ma il nostro compito è proprio quello di resistere alle pressioni sul prezzo quando queste risultano inadeguate al profilo di rischio del medico».

E per i medici cosa è cambiato alla luce della legge Gelli?

«Nella nuova legge ci sono molte cose positive. In termini generali, la legge ha assolto ad un compito che è quello di regolamentare, secondo uno scenario coerente e integrato, tutte le diverse prospettive dalle quali si può osservare il tema della ‘sicurezza in sanità’, dalla informazione e trasparenza, alla prevenzione, fino alla responsabilità ed alla assicurazione».

La ricerca Ecco le figure emergenti dell’ingegneria

MILANO

LA DOMANDA di laureati nel settore ingegneristico è in continua crescita, soprattutto grazie al piano Industria 4.0 che ha progressivamente portato a una digitalizzazione dei processi. La richiesta si estende sia a figure nell’ambito produttivo sia a quelle più strettamente legate alla progettazione, segnala una ricerca di Kelly Services. Ecco le figure più ricercate. Process engineer. Si occupa di ricerca di tecniche e strumenti per migliorare l’efficienza dei processi produttivi in modo da ridurre tempi e scarti. Le aziende valutano profili con almeno due anni di esperienza nella mansione. Il percorso di laurea richiesto è in Ingegneria gestionale o meccanica. Lo stipendio varia dai 33mila ai 35mila euro all’anno. Electrical equipment & test designer. Laurea in Ingegneria elettrica, deve essere in grado di creare l’intelligenza dei collaudi e assicurare la funzionalità dei prodotti finiti. All’interno di un contesto di Industria 4.0, questi professionisti si occupano di progettare equipaggiamenti elettrici dei prodotti e di gestire l’attività di test in laboratorio. Una paga tra i 28mila e 30mila euro l’anno. Field service engineer. È coinvolto in attività di programmazione, sviluppo, commissioning e startup di sistemi in ambito industriale presso cantieri in Italia e all’estero. L’attività si svolge per la gran parte del tempo all’estero Le aziende richiedono figure con un’esperienza quinquennale nella mansione e una laurea in Ingegneria Meccanica. Lo stipendio di partenza è 45mila euro, variabile in base all’anzianità. Programmatore plc. Laurea in Ingegneria dell’Automazione, si occupa della programmazione software dei macchinari e del relativo collaudo. Paga annua dai 45mila ai 55mila euro.

Di |2018-10-02T09:24:22+00:0031/07/2018|Lavoro|