UNIVERSITÀ E IMPRESE

A lezione da Ferrari e Lamborghini
Nasce nella Motor valley emiliana il corso per manager delle supercar

Giuseppe Catapano
BOLOGNA

I PARTNER sono prestigiosi: Dallara, Ducati, Ferrari, Lamborghini, Maserati, Magneti Marelli e Toro Rosso, in rigoroso ordine alfabetico. E allora il ‘Global Mba Supercars, Superbikes e Motorsports’ – un master in business administration per formare i futuri manager delle aziende che realizzano auto e moto ad alte prestazioni – non poteva che nascere nell’Emilia della Motor valley. A organizzarlo è la Bologna Business School: il master comincerà nella città felsinea a settembre (iscrizioni entro il 16 luglio), durerà un anno, avrà studenti italiani e stranieri, i top manager dell’automotive si alterneranno in aula per offrire le loro competenze specialistiche.

«L’IDEA – spiega Massimo Bergami, professore di Organizzazione aziendale e Dean di Bologna Business School – nasce in modo naturale, se si considera il luogo in cui ci troviamo, ragionando con le imprese nostre partner. Un territorio forte crea imprese forti che restituiscono a loro volta forza al territorio. Nel mezzo ci sono le istituzioni educative e quindi anche noi che conosciamo le esigenze delle aziende».

IL PROGETTO risponde alla necessità di creare competenze professionali specifiche in un settore profondamente specialistico e ambito come quello dei veicoli ad alte prestazioni. Bologna Business School parte dal successo degli altri suoi Global Mba: il 90% degli oltre 300 studenti che negli ultimi 5 anni sono arrivati da 68 Paesi del mondo hanno trovato occupazione entro sei mesi dalla fine del corso. L’ultima sfida è questo master. «Il progetto, unico al mondo, offre ai partecipanti la possibilità di entrare nel mondo delle supercar e superbike che, in Emilia Romagna, vede la più alta concentrazione di leader globali – continua Bergami –. Insomma, c’è l’opportunità di entrare in questo settore dalla porta principale. Alle imprese offre l’opportunità di attrarre talenti internazionali, già in possesso di esperienza aziendale, mossi dalla passione e dalla motivazione a lavorare in questo specifico settore. Mettiamo insieme il talento dei partecipanti e i bisogni delle aziende». Veri e propri colossi del settore che non si fanno la guerra, ma che collaborano in nome del talento. Il master – programma full-time, in lingua inglese, rivolto a giovani provenienti da tutto il mondo con almeno 2 anni di esperienza professionale – produrrà persone in grado di ricoprire incarichi manageriali.

PER L’ANNO ACCADEMICO 2018/2019, sono disponibili borse di studio parziali e totali da 10mila euro a 27mila per i candidati più meritevoli. Tutti i candidati ammessi potranno anche beneficiare di un prestito sull’onore.

 Waseda L’ateneo nipponico è global: «Studenti italiani, venite»

Claudia Marin
ROMA

CERCANSI talenti italiani. L’università Waseda di Tokio guarda al nostro Paese attraverso un accordo internazionale che potrebbe creare importanti opportunità di studio e lavoro. A firmare la convenzione, l’Università Waseda di Tokyo (uno dei maggiori centri giapponesi di istruzione accademica) e la Fondazione Italia Giappone, che curerà le relazioni dell’ateneo nipponico con professori e studenti italiani. La Waseda, che ha relazioni consolidate con il mondo accademico italiano (l’Università Sant’Anna di Pisa, Venice International University, la Sapienza di Roma, l’Università per stranieri di Siena) si propone di attrarre anche gli studenti italiani nelle sue facoltà, dove la lingua utilizzata è anche l’inglese. Obiettivo, allargare la platea degli studenti stranieri al fine di promuovere la ricerca e l’interazione tra studiosi di diverse nazionalità. Gli italiani sono considerati studenti particolarmente adatti a questo tipo di progetto perché hanno una buona formazione e prospettive professionali incerte nel Belpaese. Il Giappone investe in ricerca molto più dell’Italia e quindi crea possibilità migliori sia per i laureati sia per chi intraprende la carriera universitaria.

«CONTIAMO di attirare studenti italiani – spiega il vice presidente di Waseda, Norimasa Morita – grazie alle nostre rette annuali nettamente inferiori a quelle americane o britanniche o tedesche o francesi, e soprattutto grazie alle borse di studio alle quali gli studenti possono accedere. Questo gioverà ad accentuare il carattere internazionale della nostra università e arricchirà gli studenti italiani». L’università di Waseda, nota anche con il diminutivo di Sodai, è una delle più importanti università private del Giappone. Fondata nel 1882 da Okuma Shigenobu con il nome Tokyo Senmon Gakko, venne ribattezzata con il suo attuale nome nel 1902. A laurearsi a Waseda, ben sei primi ministri del Giappone del periodo post-bellico: Ishibashi, Takeshita, Kaifu, Obuchi, Mori e Fukuda.

CELEBRE per il suo programma di letteratura, l’ateneo annovera tra gli alunni celebri capitani d’industria come Masaru Ibuka, cofondatore e presidente della Sony, Kenichi Omae, fondatore della società di consulenza McKinsey. Distrutto con i bombardamenti alleati di Tokio durante della seconda guerra mondiale, fu ricostruito nel 1949. Gli studenti di Waseda hanno tutti un cappello distintivo dell’università. Ogni berretto ha nella fodera interna il nome dello studente, il suo corso di laurea, il simbolo della scuola e la frase «Si conferma che il portatore di questo cappello è uno studente di Waseda». Il cappello è protetto da copyright.

Di |2018-10-02T09:24:29+00:0011/06/2018|Lavoro|