UNA MISURA PER FAVORIRE L’AMBIENTE

Mutui, il momento è favorevole
Tassi al minimo e prezzi bassi
E l’affitto conviene di meno

Andrea Telara

MILANO

TASSI D’INTERESSE al tappeto e prezzi degli immobili ancora non troppo elevati nonostante qualche segnale di ripresa in diverse città. È il mix di fattori che lentamente, a ritmi costanti anche se non impetuosi, sta spingendo molti italiani ad accendere un mutuo casa. Oggi, col costo del denaro inchiodato da anni ai minimi storici, indebitarsi per comprare un immobile è davvero conveniente, almeno se si prende come metro di paragone le rate degli affitti. Chi sottoscrive un mutuo da 200mila euro per acquistare un appartamento che ne vale almeno 250mila, per esempio, deve sborsare una rata mensile di 740-750 euro se la scelta ricade su un finanziamento a tasso variabile. Se invece lo stesso debitore preferisce indirizzarsi sulla formula a tasso fisso, a parità di lunghezza del piano di rimborso deve pagare invece una rata di 830-850 euro.

SI TRATTA di cifre non trascurabili, ma comunque inferiori ai canoni di locazione richiesti in molte città italiane, almeno in quelle grandi. Nei centri urbani più importanti quali Milano o Roma, infatti, per molti immobili di una certa superficie, come i bilocali e i trilocali, occorre sborsare spesso un affitto di almeno 1.000-1.200 euro al mese. Chi vuole investire nel mattone o avere finalmente una casa di proprietà per abitarci, dunque, oggi può cogliere la palla al balzo e chiedere un mutuo approfittando di rate molto basse, grazie appunto alla discesa dei tassi d’interesse. Questa scelta appare ancor più conveniente considerando che, se l’economia europea e l’inflazione cresceranno ancora nei prossimi mesi, dal 2019 in poi il costo del denaro comincerà a risalire, seppur in maniera graduale, rendendo un po’ meno conveniente l’indebitamento. Meglio dunque prendere in considerazione l’idea di accendere un mutuo adesso anche perché, secondo le statistiche, ottenere una risposta positiva dalla banca oggi è un po’ meno difficile rispetto agli anni scorsi. A dirlo è una recente indagine di Bankitalia secondo cui la quota di clienti delle agenzie immobiliari che rinunciano a comprar casa per l’impossibilità di avere un mutuo è scesa quest’anno al 15,4%, il minimo dal 2009.   PRIMA DI FARE il grande passo e chiedere un mutuo, però, occorre tenere a mente qualche avvertenza importante. Non tutti i finanziamenti sono uguali e chi riesce a trovare i migliori prodotti sul mercato può risparmiare qualche decina di euro ogni mese sulla rata da versare, rispetto a chi invece opta per i prestiti più costosi della media. Per aiutarsi nella ricerca, è consigliabile utilizzare i preventivatori online, cioè i siti web come MutuiOnline, Mutui.it o Mutui Supermarket, che permettono di confrontare agevolmente tra loro i finanziamenti proposti sul mercato dalle principali banche italiane.

NEL CASO di un prestito immobiliare a tasso variabile da 200mila euro destinato all’acquisto di un immobile che ne vale almeno 250mila, il sito di MutuiOnline segnala per esempio come prodotto più conveniente un finanziamento proposto dal Monte dei Maschi di Siena (Mutuo Mps Mio in promozione) che, nel caso di una scadenza a 25 anni, richiede il pagamento di una rata di 735,8 euro al mese con un taeg (tasso annuo effettivo globale) dello 0,92%. Seguono il Mutuo sempre light di Ubi Banca (rata di 749 euro e taeg dell’1%), assieme al Mutuo variabile di Bnl Gruppo Bnp Paribas (rata di 742 e taeg dell’1,02%). Chi preferisce indirizzarsi sul tasso fisso, invece, trova come miglior prodotto sul mercato il Mutuo Domus di Intesa Sanpaolo (rata 833 euro e taeg del 2%), seguito da Mutuo spensierato di Bnl Bnp Paribas (rata di 838 euro e taeg del 2,06%).

Contro corrente
di ERNESTO PREATONI

IN EUROPA VINCE CHI VUOLE CAMBIARLA

IL VOTO del 4 marzo dimostra la polarizzazione della volontà popolare. Vince chi si oppone all’Europa e perde chi la sostiene. Un risultato che conferma la necessità di un’Europa diversa, come sostengo da anni. Per queste mie idee osservatori molto superficiali mi hanno scambiato per un euroscettico incorreggibile. Non è affatto così. Io sono un europeista convinto e anche un mondialista consapevole. Sono ben cosciente che l’integrazione ha consentito all’Europa di vivere un periodo di pace senza precedenti. La mia generazione sarà la prima a non essere mai stata coinvolta in un conflitto.

ECCO PERCHÉ critico l’euro: la sua nascita ha corrotto l’ideale europeo mettendo i popoli nuovamente in conflitto. Dico che serve un’Europa diversa perché quella attuale sta aprendo un solco grandissimo fra i cittadini e le istituzioni. Basta guardare le ultime votazioni in Austria, in Olanda, in Francia e gli ultimi sondaggi in Germania: ovunque i partiti populisti (chiamati così solo perché si oppongono alle aristocrazie eurofanatiche) raccolgono fra il 20 e il 25% dei consensi. L’Italia è andata oltre perché sommando i voti di Lega e 5 Stelle arriviamo al record di un elettore su due che vuole che le cose cambino.

UN RISULTATO che nessuno aveva previsto. I grandi giornali, i soloni della comunicazione, tutti gli esponenti dell’establishment puntavano sull’accordo fra Pd e Forza Italia. Non uno che avesse previsto l’affermazione di Salvini come leader del centro-destra. Alla stessa maniera nessuno aveva pronosticato la Brexit, il risultato del referendum istituzionale o l’affermazione di Trump. Il voto in Italia ha segnato la reazione del Paese reale ad una narrazione strumentale della realtà. È falsa la ripresa economica (un misero 1,5% con la disoccupazione a due cifre), falsa la crescita della fiducia di imprese e consumatori, falsa l’immagine di un Paese che riparte e dell’occupazione che cresce. Il governo che diceva di voler tagliare le tasse nell’ultima finanziaria le ha aumentate ancora.

Di |2018-10-02T09:24:41+00:0012/03/2018|Dossier Economia & Finanza|