Il nuovo corso di Cpr System
Ecco i pallet con legno riciclato
«L’economia circolare è il futuro»

Matteo Radogna

POGGIO RENATICO (Ferrara)

È STATA la prima a capire che il ‘risparmio intelligente’ sarebbe stato il futuro del settore degli imballaggi. La cooperativa Cpr System oggi ha uno stabilimento a Gallo – nel Ferrarese – e immette sul mercato nazionale, oltre alle cassette e ai mini bins, un sistema di pallet. Il core business resta però quello degli imballaggi in plastica a sponde abbattibili e riutilizzabili. Per quanto riguarda i pallet in legno, oltre ad essere certificati Pefc (Certificazione a tutela delle foreste) sono realizzati con blocchetti di legno riciclato provenienti dai pallet Cpr non più idonei all’utilizzo nel circuito. La cooperativa, oltre agli imballaggi per l’ortofrutta, crea soluzioni anche per carne e pesce. Non conosce crisi questa realtà che, anche nel 2017, chiude in crescendo. Il presidente Francesco Avanzini spiega l’ennesimo exploit nonostante la congiuntura sfavorevole: «Stiamo per chiudere un 2017 positivo, in progressiva crescita dopo un avvio d’anno non molto brillante per l’ortofrutta a causa dei noti problemi legati al clima. I risultati di questi ultimi mesi riflettono la situazione economica complessiva del Paese, che registra una ripresa sul fronte dei consumi».

AVANZINI sottolinea i punti di forza: «La nostra è una realtà consolidata nel settore della logistica che ha raggiunto una posizione di leadership in Italia. Il tema della sostenibilità e della gestione efficiente dei processi produttivi che rendono Cpr System un modello di economia circolare sarà imprescindibile per il nostro futuro anche dal punto di vista economico e non solo dal punto di vista sociale ed etico: nei prossimi tre anni metteremo a punto novità importanti su questo fronte, investendo in ricerca e sviluppo». Cpr System punta con decisione all’efficienza logistica: «Sarà sempre più importante lavorare bene sull’esposizione del prodotto nel reparto ortofrutta – continua Avanzini – perché rappresenta il biglietto da visita del punto vendita e sarà sempre più importante garantire ai consumatori un livello di servizi che valorizzino a pieno anche il ruolo sociale del reparto stesso». Il progetto di espansione è ambizioso: «Il circuito Cpr System dovrà diventare un modello di gestione logistica non solo dedicato all’ortofrutta – sottolinea Avanzini – ma a tutte le filiere del fresco, dalle carni al pesce, dai formaggi ai salumi fino ai latticini».

PER CONSOLIDARE il percorso servono alleanze: «Bisognerà trovare quelle sinergie ed economie – rileva Avanzini – in grado di migliorare la vendibilità dei prodotti e la loro presentazione in reparto considerando anche il plus della filiera italiana, ad altissimo valore intrinseco». Gli fa eco il direttore Monica Artosi: «È stato un anno vivace per Cpr System – osserva –. Le movimentazioni dei nostri pallet e delle casse hanno registrato nei primi mesi dell’anno un andamento sostanzialmente in linea con il trend del 2016. Mentre da agosto si è rilevata una vera e propria impennata che prosegue, grazie anche all’aumento dei consumi in atto». Mancano poche settimane e il 2018 è già alle porte: «Siamo quasi alla fine dell’anno – prosegue Artosi – e i risultati sono veramente positivi sia per le casse che per i pallet non solo per l’ortofrutta, ma anche per il comparto carni, con una crescita a due cifre che interessa anche i pallet utilizzati in altri settori». E a proposito di settori ‘alternativi’, si allarga la famiglia delle cassette Cpr System: sono arrivate infatti quelle azzurre, dedicate alla filiera del pesce, con un test attivo da qualche mese in Unicoop Firenze.


Trasporti Parmigiano e Grana viaggiano con Barbanti

CAVEZZO (Modena)

GLI SPECIALISTI del trasporto di formaggi abitano in Emilia. In particolare a Cavezzo, nel Modenese, dove la ‘Barbanti Gianni’ è attiva dal Dopoguerra a oggi. Giunta alla terza generazione – dopo il fondatore Arnaldo e suo figlio Gianni, alla guida dell’azienda ci sono la nipote Sondra, suo marito e uno dei suoi figli –, la Barbanti è via via cresciuta, investendo in mezzi di ultima generazione e in un particolare sistema di trasporto che consente di caricare una quantità più elevata di pallet. «Abbiamo attrezzature d’avanguardia per il trasporto alimentare, in particolare di Parmigiano Reggiano o Grana Padano – spiega Sondra Barbanti, titolare dell’impresa –, i nostri automezzi sono predisposti al carico con doppio piano, con una capacità superiore alla norma, fino a 46 pallet di merci». Un’innovazione che, nel settore, diventa importante. «Aumentare la capacità di trasporto diventa utile soprattutto quando si caricano formaggi di pochi mesi o prodotti alimentari che non possono subire schiacciamenti – continua Barbanti –. I nostri automezzi sono quindi adatti a diversi tipologie di trasporti alimentari». Le strade battute dai camion della Barbanti non si limitano solo all’Italia, ma raggiungono anche alcuni Paesi esteri. «Collaboriamo con aziende da oltre cinquant’anni – osserva la numero uno dell’azienda –, puntiamo sulla qualità del servizio e sulla professionalità del personale. Ci sono ragazzi che lavorano con noi da più di vent’anni e questo ci consente di creare nel tempo una importante collaborazione».

UN SERVIZIO per certi versi su misura, quello della Barbanti, e per sua natura flessibile: «Abbiamo a che fare con ditte di notevoli dimensioni, ma anche con caseifici che osservano orari particolari, lavorano il sabato e la domenica. Noi cerchiamo di venire incontro alle esigenze del cliente», sottolinea la titolare. L’attività, infatti, è iniziata così, quando il nonno di Sondra, Arnaldo, trasportava i prodotti dei piccoli caseifici della Bassa modenese, che non avevano lo spazio necessario alla stagionatura, ai grandi magazzini adibiti a quella fase della produzione. Oggi, il raggio della Barbanti si è ampliato e i suoi camion portano in consegna direttamente alla grande distribuzione. «Sappiamo bene di avere la responsabilità di carichi importanti e ripaghiamo la fiducia della nostra clientela con mezzi di ultima generazione e un servizio su cui abbiamo fatto ingenti investimenti», rimarca ancora Sondra Barbanti. Che ha dovuto rimboccarsi le maniche subito dopo il terremoto che colpì l’Emilia nel 2012: «Non ci siamo fermati un attimo – racconta –. Dopo alcuni giorni dalle scosse avevamo già montato il container e tuttora lavoriamo nell’area dove erano esistenti i capannoni colpiti dal terremoto. Amo il mio lavoro: questo sentimento e gli insegnamenti di mio padre ci hanno dato la forza per superare tutte le difficoltà».