Investimenti e nuove opere
Così La Spezia issa le vele
Obiettivo, raddoppiare i volumi

Anna Pucci

LA SPEZIA

IL SECONDO porto in Italia e, dopo la riforma che lo ha unito amministrativamente a quello di Marina di Carrara sottola governance dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale, punta ad accrescere ulteriormente i propri traffici. Lo scalo della Spezia è una realtà economica importante e importanti sono gli investimenti in corso per migliorarne funzionalità e attrattività nel bacino del Mediterraneo. «Il nostro obbiettivo – spiega la presidente dell’Authority, Carla Roncallo – è raggiungere i duemilioni di teu nel 2020».

OBBIETTIVO ambizioso, ma raggiungibile. Il 2016 si è chiuso con 1.272.425 teu movimentati (di cui 636.928 import e 635.497 export), in leggero calo rispetto all’anno precedente (-2,2%)ma abbastanza per rappresentare il 12% circa del traffico italiano. Segnali positivi, anticipa Roncallo, vengono dai dati di traffico del primo trimestre 2017: sono stati movimentati un totale di 346 mila contenitori teu, +18,2% sul 2016, di cui 322 mila al terminal Lsct (+19,3%) e 24 mila al Terminal del Golfo (+4,8%). Le tonnellate totali movimentate nel trimestre sono state 3,9 milioni (+16%).

PER CONSENTIRE l’incremento e puntare ai 2 milioni di teu nel 2020, prosegue Roncallo, sulla base del piano regolatore portuale stanno per essere cantierate opere importanti che prevedono, già a partire da quest’anno, investimenti per un totale di circa 60 milioni a carico dell’Autorità e di altri 113 milioni a carico dei due terminalisti, Terminal del Golfo (Tarros-Arkas-Cosulich) e La Spezia Container Terminal del gruppo Contship. Lsct, che è l’operatore principale (suo, nel 2016, il 90% del traffico contenitori nel porto spezzino), amplierà il lato est del Molo Garibaldi con un intervento di tombamento e un investimento di46milioni, più altri 22 per il riempimento previsto alla Marina del Canaletto, non appena le barche qui ospitate saranno trasferite alla nuova darsena Pagliari in via di realizzazione. Terminal del Golfo investirà 44,5 milioni di euro per il potenziamento del proprio piazzale e delle proprie banchine nell’area di Fossamastra. Da parte sua l’Authority attende la piena disponibilità dei 39 milioni di euro stanziati dal Cipe per la riorganizzazione e il potenziamento dei binari. «Uno dei punti di forza del porto mercantile della Spezia – precisa Roncallo – è l’intermodalità. Già oggi circa il 30% dei contenitori vengono avviati a destinazione via treno contro una media della portualità italiana inferiore al 10%. Con la riorganizzazione e il potenziamento, alla Spezia contiamo di raggiungere il 50%».

DA ALCUNI anni nel golfo dei poeti, accanto al porto commerciale, ha iniziato a svilupparsi il settore crocieristico. «Nel 2016 – spiega Roncallo – il traffico passeggeri si è attestato sulle 507.531 unità». Anche in questo settore si è registrato un calo rispetto al 2015 (-24%) ma il primo trimestre 2017 mostra una ripresa con 58 mila passeggeri in transito: +9,8% sullo stesso periodo dell’anno scorso. Per il consolidamento e potenziamento del settore crocieristico «è in programma la costruzione di un nuovo molo crociere, in fregio a Calata Paita – chiarisce la presidente –, per il quale l’Authority ha messo a bilancio 28 milioni di euro di risorse proprie. Si spera che il nuovo molo potrà attrarre investimenti privati, interessati a sviluppare il settore e a realizzare un terminal crociere adeguato a volumi più consistenti di passeggeri».

PER QUANTO riguarda il porto di Marina di Carrara, nel 2016 le movimentazioni a banchina hanno raggiunto 1.888.900 tonnellate (+34,9% sull’anno precedente) e il traffico passeggeri le 13.096 unità (+52%). «Il porto carrarese ha una vocazione molto diversa dalla Spezia – evidenzia Roncallo –, si pensi al marmo ma anche al tema del project cargo per i trasporti fuori sagoma. Questo è positivo perché i due scali sono complementari». Uno dei temi principali da sviluppare per Carrara è il waterfront il cui progetto prevede quattro lotti, i primi due quasi interamente finanziati.


Club nautico Versilia
Da 60 anni una scuola
sui valori del mare

VIAREGGIO

IL CLUB Nautico Versilia sta festeggiando 60 anni di attività con una miriade di iniziative. L’obiettivo del sodalizio presieduto da Roberto Brunetti (nella foto), infatti, non è solo promuovere lo sport, ma anche insegnare ad amare il mare e la vela, valorizzare il territorio, proporsi come un volano turistico, aprirsi a tutti e dare un nuovo impulso al mondo della nautica, prestando la massima attenzione ai giovani della scuola vela Valentin Mankin, che in pochi mesi ha raggiunto i 700 iscritti. Con tanti eventi per le sue 60 candeline: manifestazioni sportive (lo Star eastern hemisphere championship, il Trofeo ammiraglio francese, posticipato a giugno per consentire al club di essere una componente essenziale del Versilia yachting rendez-vous, e il Raduno delle vele storiche con esposizione di auto d’epoca), eventi culturali e sociali, iniziative per le scuole (le borse di studio intitolate a Maurizio e Bertani Benetti per gli allievi dell’istituto nautico Artiglio e il progetto VelaScuola in otto istituti scolastici), la ristrutturazione della sede con maggiore attenzione ai disabili, la nuova gestione del bar e del ristorante riservato ai soci (con una bella vista sul mare e sulla darsena) e del bar aperto al pubblico e i lavori di ristrutturazione della terrazza per fare del club un punto di riferimento per Viareggio e la Versilia.

IL CLUB Nautico Versilia, che conta 150 soci e 70 posti barca (motore e vela) collocati lungo i quattro pontili, ha una sua barca scuola: Ardi, l’ex Kerkyra II, stupendo One Tonner del ‘68 che ha avuto come primo skipper l’ammiraglio Straulino.