UN MONDO DI FAZZOLETTI

Il nuovo fronte sono gli Stati Uniti
L’azienda ha investito 900 milioni per due stabilimenti robotizzati

LUCCA

NEL 2016 la Sofidel di Porcari, alle porte di Lucca, ha festeggiato i 50 anni di attività, e soprattutto il raggiungimento di importantissimi traguardi industriali. Adesso il gruppo nato nel 1966 da due piccoli imprenditori lucchesi è diventato il secondo europeo nel settore carta tissue (fazzolettini, carta igienica, tovaglioli) con un fatturato di oltre 1,8 miliardi, e uno dei primi a livello mondiale. Gli ultimi investimenti in termini di tempo sono stati negli Stati Uniti, in Oklahoma e in Ohio anche se negli Usa Sofidel è già presente in Florida, Wisconsin, Nevada, Mississipi. La necessità di allargarsi sul territorio deriva dalla natura stessa della merce prodotta, la carta tissue, che riesce a generare redditività solo se i costi di trasporto sono limitati. In Europa l’azienda lucchese è in Polonia, Spagna, Germania, Francia, Svezia, Belgio, o con propri stabilimenti o con l’acquisizione di marchi. In Italia sono quelli degli Asciugoni Regina, top marchio che negli anni Novanta ha monopolizzato il mercato della carta da supermercato. Fu un’invenzione proprio di Lazzerechi quella di «allungare» il rotolo e di imporlo così al mercato e alla grande distribuzione. Con la quale nel tempo sono stati stipulati anche importanti accordi produttivi. Sofidel è presente con i propri marchi ma anche fornendo la carta che viene poi commercializzata con i brand tipici della Gdo. In Europa la percentuale è di 70 a 30 in favore dei brand, negli Usa è all’inverso.

biaxin xl 500mg what is it used for ADESSO È LA FASE della grande espansione oltreoceano. Un po’ una scelta obbligata dal fatto che in Italia e in Europa le quote di mercato sono così alte che è complicato alzarle. E quindi via alla costruzioni di due grandi impianti in Ohio e a Inola, in Oklahoma, Stati in cui ancora il gruppo non era presente. Si tratta di stabilimenti ad altissima automazione, costati 500 milioni di dollari il primo e 360 il secondo, in cui la presenza «umana» è ridotta al minimo. Ultimamente Lazzareschi fa la spola tra l’Italia e gli Usa. Che per lui è un po’ come tornare a casa. Appena terminati gli studi superiori di ragioneria, il padre Giuseppe, fondatore dell’azienda insieme all’amico Emi Stefani, lo spedisce a studiare quattro anni in South Carolina. E lì scatta l’amore tra lui e gli Stati Uniti. Un amore che è durato nel tempo, perché fatto di ammirazione, stima e riconoscenza. Ed è forse anche proprio per questo che adesso sono gli Usa il nuovo fronte dell’azienda lucchese. Pierfrancesco De Robertis

Di |2018-07-09T14:27:28+00:0009/07/2018|Primo piano|