UN BUSINESS IN ASCESA

Rossa, bionda o regionale
«Ogni piatto ha la sua birra
Gli italiani conquistati a tavola»

Letizia Gamberini
BOLOGNA

B IONDA, ROSSA, ma non solo. Anche regionale, tipica, sempre più varia e attenta agli abbinamenti con i piatti della tradizione italiana. Sono tante le nuove frontiere se si parla di birra, come spiega Alfredo Pratolongo, direttore comunicazione e affari istituzionali Heineken Italia e presidente Fondazione Birra Moretti. Heineken è primo produttore di birra nel nostro Paese e uno dei principali marchi del gruppo è la famiglia Birra Moretti.

Pratolongo, i dati parlano di una produzione e di un consumo di birra in ascesa in Italia, è vero?

«Le tipologie italiane stanno crescendo tutte, sia le lager che le speciali. Stiamo vivendo la primavera della birra e questo non accadeva da anni: è un fenomeno iniziato nel 2016, cresciuto nel 2017 e che sta proseguendo nel 2018. Prima ci sono stati dieci anni di linea piatta».

Perché, secondo lei?

«Ci sono motivi congiunturali, ma quelli veri sono strutturali. L’Italia ha un consumo ancora basso di birra, è possibile una crescita. E non va sottovalutato l’aumentato turismo. Il fattore più rilevante, però, è il fatto che la birra viene bevuta a pasto – circa nel 70-80% dei casi, con un consumo moderato rispetto agli altri Paesi europei – e l’aumento della varietà delle birre ha intercettato la varietà della cucina italiana. Tutti questi motivi ci fanno pensare che la birra continuerà a crescere».

Possiamo individuare delle tendenze?

«Le tre più importanti sono il localismo, il benessere – e gli ingredienti della birra sono molto naturali – e, appunto, la varietà. Lo si è visto anche con il proliferare di piccoli produttori. Si è passati dalla birra alle birre, con un’offerta ampia di gusti diversi, che si abbinano alle declinazioni della cucina italiana, che è multiregionale».

A proposito, la Moretti ha lanciato le birre regionali. Si passa dalla Pugliese con i fichi d’india alla Siciliana con i fiori di zagara.

«Sono state le prime in Italia. Furono presentate nel 2015: la Moretti era la birra ufficiale dell’Expo e, con 150 anni di tradizione alle spalle, ha proposto ricette nuove: col lancio di quelle regionali si è arrivati a 18 birre. Quattro sono uscite durante l’Expo e altre due l’anno dopo. Abbiamo selezionato – per la prima volta assieme a uno chef stellato, Claudio Sadler, e a un sommelier, il presidente Aspi Giuseppe Vaccarini – alcune ricette dopo avere individuato determinati sapori tipici. Nella Piemonte c’è il mirtillo della Val Sangone, nella Friulana la mela renetta, un po’ dimenticata: la birra è stata così inserita all’interno della cultura e della cucina italiana».

Ma come si beve birra oggi? Ormai, almeno questa è l’impressione, con modalità tipiche del vino: calici, carte delle birre…

«C’è un avvicinamento, gli italiani gradiscono sapere cosa bevono e cosa mangiano. Però ci sono anche differenze: la semplicità ela democraticità della birra nei momenti conviviali. ‘Andiamo a berci una birra’ nella nostra cultura significa anche ‘andiamo a chiacchierare’. C’è una tendenza, sì, ma ancora di nicchia, e la birra non deve scimmiottare nessuno, perché ha migliaia di anni di storia».

Qual è il segreto per abbinare il cibo alla birra?

«Per assonanza e per contrasto e in base a due caratteristiche particolari: l’amaro, che nel vino non c’è, e la temperatura. Le temperature di servizio oscillano dai 3 ai 5/6 gradi fino agli 8/9, costruite sul profilo organolettico della bevanda. Le birre, ad esempio, possono essere abbinate con i dolci e i dessert freddi. Le bock, le cosiddette rosse, presentano malti con sapore di caffè: l’abbinamento con un tiramisù o un dolce freddo al cioccolato, è molto attraente. Ci sono frontiere non ancora esplorate».

Ci può fare altri esempi?

«Alcuni abbinamenti sono più favorevoli alla birra che al vino. Come certe insalate, le uova o i carciofi. E poi i piatti leggeri, all’inizio del pasto, come i crudi: i carpacci di pesce, con una classica lager, rendono moltissimo per la temperatura e punta di amaro».

E quest’estate cosa berranno gli italiani?

«La stagione chiama freschezza e leggerezza, anche di alcol. Chiama la birra classica, le lager, le Radler. In più, abbiamo appena lanciato Heineken Birra 0.0, analcolica, che stiamo proponendo per la pausa pranzo. L’altra novità di quest’anno è proprio l’opposto. Una Birra Moretti Ipa molto luppolata, che abbiamo chiamato Italian Pale Ale per gioco (invece che Indian Pale Ale, ndr). È strutturata, ma sempre molto bevibile»

Romagna In Riviera spopola la nuova ‘Birra del Bagnino’

RIMINI

«A MORCIANO di Romagna la spiaggia non c’è, ma d’estate, qualche volta, il vento porta in collina l’odore del mare. È così che è nata la ‘Birra del Bagnino’». Un nome che è tutto programma, quello del marchio lanciato nel 2014 da Donatella Battelli e dal compagno Luca Maroncelli. Entrata quasi in «punta di piedi» nel mercato delle birre artigianali, oggi è gettonatissima nei bar sulla spiaggia, ma anche nei pub e nei locali riminesi. Dietro la Birra del Bagnino c’è un’intuizione di Donatella, ristoratrice con un passato da designer. «Volevo offrire ai miei clienti un prodotto unico che richiamasse le tradizioni della Romagna – racconta –. Il mio compagno, Luca, è un esperto conoscitore di birra e dei processi produttivi, e insieme abbiamo deciso di imbarcarci in questa avventura. Oggi proponiamo tre tipi di birre diverse: una bionda, una weiss e una ambrata». Quest’anno si è aggiunto al gruppo Marco Battelli, che si occupa dell’area commerciale. «Per la produzione – spiega – ci affidiamo a un’azienda pesarese, il Birrificio 61cento, ma le ricette sono state interamente ideate da Donatella e Luca. Quest’anno immetteremo sul mercato circa 15mila litri: un volume che fa di questa bevanda un prodotto ancora di nicchia, ma di altissima qualità». «A regalare il nome alla nostra birra – conclude Donatella – è stato un acquerello dell’artista riminese Giuliano Maroncelli, che ritrae proprio un bagnino in mare aperto».

Lorenzo Muccioli

Di | 2018-06-11T16:54:35+00:00 11/06/2018|Focus Agroalimentare|