Carige, la terapia in tre mosse
Mezzo miliardo di nuovo capitale
Crediti e immobili in vendita

Camilla Cresci
GENOVA
E’OPINIONE s diffusa tra analisti e investitori che Banca Carige sia l’ultimo malato rimasto nel credito italiano. Un’opinione che forse pecca di un certo ottimismo sullo stato di salute del sistema, ma che attesta comunque un fatto: la messa in sicurezza della cassa genovese potrebbe chiudere il cerchio sui salvataggi bancari del 2017 e riportare la fiducia sul comparto. All’inizio di giugno la cacciata dell’amministratore delegato Guido Bastianini, la spaccatura all’interno del consiglio di amministrazione e le impegnative richieste della Vigilanza europea avevano portato Carige sull’orlo di un baratro, suggerendo l’ipotesi di un nuovo intervento pubblico. In quelle settimane la sfiducia sul futuro della banca era testimoniata anche dalle forti vendite allo scoperto scattate in borsa e dalle speculazioni su un aumento di capitale assai più consistente di quello da 450 milioni annunciato a febbraio.
LA NOMINA DI PAOLO Fiorentino nella carica di ad e la presentazione di un nuovo piano finanziario hanno calmatole acque, ridando ossigeno al titolo che tra la fine di giugno el’inizio diluglio è scattato in avanti del 20% anche grazie alle robuste ricoperture. Fiorentino punta a una strategia in tre mosse: un aumento di capitale con diritto di opzione da 500milioni (appena 50milioni sopra l’importo di febbraio), un programma di cessioni da 200 milioni che fa leva principalmente sul patrimonio immobiliare della banca e una riscrittura del piano sui crediti deteriorati. Proprio su questo punto sono piaciuti al mercato la tempestiva chiusura della cartolarizzazione da 938 milioni e l’annuncio di un’ulteriore cessione da 1,2 miliardi entro la fine dell’anno. Il piano prevede inoltre che uno stock significativo di sofferenze venga gestito per beneficiare nel tempo dei flussi di cassa generati dai recuperi.
IN POCHE SETTIMANE insomma Fiorentino ha riportato la fiducia su Carige, ponendo le premesse per una ristrutturazione impegnativa ma possibile. Resta da capire che giudizio darà Bce di queste iniziative e l’esito dell’esame non è scontato. Secondo alcuni analisti il nuovo importo dell’aumento di capitale sarebbe al di sotto delle aspettative della Vigilanza, mentre il piano di cessioni immobiliari potrebbe scontrarsi con la staticità del mercato in questa fase. L’altra incognita, oltre alla Vigilanza, è il mercato. Dopo i precedenti delle due ex popolari venete e di Mps, gli aumenti di capitale di banche in ristrutturazione sono diventati salti nel vuoto. Per Carige poi la ricapitalizzazione varrebbe oltre il doppio dell’attuale valore di borsa (213 milioni, pari ad appena il 10% del patrimonio netto) e, anche se l’importo è frutto di approfondite analisi sulle profittabilità prospettica del gruppo, la sfida appare impegnativa.
ALTRO TEMA aperto è quello relativo alla governance. Oggi la maggioranza relativa della banca è in mano alla famiglia Malacalza che detiene il 17% del capitale. L’ingegner Vittorio, che è anche vicepresidente della banca, appare determinato a restare al timone, anche per rientrare almeno in parte della pesante minusvalenza che pende sulla quota. Non mancano però tensioni con gli altri soci, a partire da Gabriele Volpi, secondo azionista della banca che nelle ultime settimane è tornato a far sentire con chiarezza la propria voce. Difficile dire se nei prossimi mesi le frizioni rientreranno o si accentueranno.


Assopopolari Sforza Fogliani resta presidente

MILANO
CORRADO SFORZA Fogliani è stato confermato alla presidenza di Assopopolari, l’associazione che riunisce e rappresenta le banche popolari italiane. Presidente della Banca di Piacenza Sforza Fogliani è stato chiamato al timone di Assopopolari nell’estate del 2015 dopo l’uscita dell’ex numero uno di Bper, Ettore Caselli. Il periodo è stato dei più impegnativi per la categoria, alle prese con la riforma voluta dal governo Renzi e con le numerose iniziative legali volte a contrastarla. La categoria rappresentata dall’associazione esprime oggi in Italia una compagine articolata in 52 banche popolari cooperative e del territorio, 186 società finanziarie, e oltre 250 corrispondenti con 1 milione di soci e 6 milioni di clienti. La conferma di Sforza Fogliani è stata deliberata all’unanimità dall’assemblea, mentre il consiglio di amministrazione dell’organo ha espresso un caloroso ringraziamento al presidente per il lavoro svolto e per aver accettato la designazione per il prossimo triennio.
ALLA VICE PRESIDENZA sono stati confermati Mario Alberto Pedranzini amministratore delegato della Popolare di Sondrio, Vito Primiceri presidente della Popolare Pugliese e Luigi Sartoni direttore generale della Banca Valconca. I nuovi consiglieri sono: Michela Del Piero ( Popolare di Cividale), Vincenzo Formisano (Popolare del Cassinate), Tonino Fornari (Banca Valsabbina), Luigi Sansone (Popolare delle Province Molisane) e Filippo Perriccioli ( Banca di Credito Popolare). Confermati invece Giovanni Cartia ( Banca Agricola Popolare di Ragusa), Giovanni De Censi ( Credito Valtellinese), Carlo Fratta Pasini (Banco-Bpm), Nicola Luigi Giorgi ( Banca Popolare di Lajatico), Pierluigi Grana (San Felice 1893 – Banca Popolare), Marco Jacobini ( Banca Popolare di Bari), Gianluca Marzinotto (Banca Popolare di Fondi), Renato Mastrostefano (Banca Popolare del Lazio) e Leonardo Patroni Griffi (Banca Popolare di Puglia e Basilicata).
Camilla Cresci