Banca Generali si unisce a Saxo
«Più opportunità d’investimento
Anche per le piccole imprese»

Achille Perego
MILANO

UN MATRIMONIO perfetto tra la grande rete dei consulenti e dei clienti di Banca Generali e la tecnologia e l’esperienza di Saxo nel trading online e gli investimenti digitali. Un’unione che ha dato vita a BG Saxo Sim per proporre ai clienti, come spiega l’ad di Banca Generali, Gian Maria Mossa (che ne ha apprezzato la qualità anche come trader in proprio) «la migliore piattaforma di trading in circolazione in Europa». La joint-venture tra la banca controllata dal gruppo Generali poco sopra il 50% e Saxo, nata in Danimarca come broker nel 1992, attiva con licenza bancaria dal 1998 e presente in Italia dal 2010, ha visto la luce l’anno scorso. A dicembre ha ricevuto le autorizzazioni delle autorità (Consob e Bankitalia) e proprio in questi giorni, con la nuova identità di Sim (19,9% di Banca Generali e 80,1% di Saxo ma con governance e distribuzione dei ricavi non proporzionali alle quote azionarie) si prepara al grande lancio operativo e sul mercato.

«L’IDEA – esordisce Gian Paolo Bazzani, ad di BG Saxo Sim e dal 2010 alla guida di Saxo Italia dopo esperienze in Barclays, Eurizon e Unicredit – è quella di offrire una più ampia opportunità di investimento sia ai clienti Saxo sia a quelli di Banca Generali con l’ambizione di essere leader di mercato». I clienti di Saxo potranno, aprendo il dossier titoli presso la nuova Sim evitare le complicazioni (anche fiscali) dettate oggi dalla necessità di avere un conto in Danimarca per poter operare. E quelli della rete di Banca Generali, pur continuando a usufruire del valore aggiunto del proprio consulente private potranno decidere di utilizzare anche i servizi digitali d’investimento di BG Saxo Sim. «Contando – aggiunge Bazzani – su una piattaforma trasparente, di veloce e semplice fruibilità e, con le offerte aggressive che stiamo lanciando, altamente competitiva dal punto di vista del prezzo».

IL CLIENTE di BG Saxo Sim potrà, attraverso la piattaforma che, grazie a un sofisticato algoritmo è in grado di personalizzare il pannello di controllo con dati, notizie economiche, andamenti e grafici live, restare aggiornato sull’evoluzione de mercati e investire 24 ore su 24, sette giorni su sette da tutti i principali device. Per operare basta aprire (l’operazione richiede al massimo dieci minuti con un meccanismo di onboarding tra i più veloci e semplici del mercato) un conto trading a canone zero, BG Extra, con Banca Generali. Oltre alla semplicità di utilizzo, spiega sempre Bazzani, la piattaforma di BG Saxo Sim si caratterizza ai vertici del mercato per l’offerta: oltre 35mila strumenti di investimento in tutte le asset class: azioni, obbligazioni Etf, future, materie prime ma anche (e sono poche le banche online che possono garantire la stessa offerta) tutto il mondo forex delle valute e quello dei certificati Cfd, strumenti simili ai future che consentono di investire sui sottostanti (indici, valute, singoli titoli). Bg Saxo Sim non si rivolge solo ai trader fai-da-te ma rappresenta, unendo in modo complementare la tecnologia con la realtà consolidata della rete di Banca Generali, un valore aggiunto anche per il cliente che si avvale della consulenza per gli investimenti. Permettendo al consulente di interagire anche per via digitale con il cliente sia nella pianificazione del portafogli sia nei momenti nei quali, per l‘evoluzione dei mercati, è richiesto per esempio un intervento tempestivo.

LA TERZA anima di BG Saxo Sim, conclude Bazzani, e non certo ultima per importanza, riguarda l’innovativa offerta di strumenti finanziari gestibili attraverso la piattaforma anche alle piccole e medio imprese. A partire dalle coperture sul rischio cambi, fornite grazie alla solidità di Banca Generali. Operazioni che «spesso le piccole imprese non possono gestire all’interno ed effettuano telefonicamente senza la trasparenza del prezzo che invece offre in tempo reale la nostra piattaforma».

Contro corrente di ERNESTO PREATONI
LE SFIDE DEL GOVERNO

PASSO, da sempre, l’estate al lavoro e non è il vezzo di un imprenditore: come spiegava Sergio Marchionne, il resto del mondo non chiude perché ad agosto chiudevano i portoni della Fiat. Devono essersene accorti anche a Roma, se è vero che quest’anno la politica, invece di andare a Capalbio, si è esibita nella crisi più pazza del mondo. Una crisi che è sfociata in un grosso punto interrogativo per il Paese: il governo giallo-verde era nato con un intento, rispondere alle rivendicazioni di quanti avevano patito di più le ricadute di globalizzazione e dei vari Fiscal Compact della Merkel. Quell’esecutivo aveva iniziato a realizzare riforme se non altro coraggiose, come il decreto Dignità o quota 100. Oggi ci ritroviamo un altro governo, formato da quel Movimento 5 Stelle che ha la pretesa di continuare l’opera del cambiamento al fianco del Pd, che è stato ben fotografato da Gianluigi Paragone, quando lo ha definito il partito delle élite. Questo esecutivo nasce con spread in discesa, applausi della Merkel e della presidentessa della Commissione Europea, Ursula Von Der Layen, con la nomina di Paolo Gentiloni (nella foto) commissario Ue e, dulcis in fundo, con un ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che non è un economista, ma un politico di estrazione Pd, nonché ‘euroentusiasta’. Mi pare una versione soft di quello che fu il governo Monti, con una sola, grande, differenza: l’economia globale è molto probabilmente sull’orlo di una nuova grande recessione.

I POLITICI che oggi hanno fatto una scommessa su questo esecutivo, corrono due grandi rischi: il primo è quello di spingere il Paese verso altri anni di lacrime e sangue, il secondo è quello di moltiplicare i voti di Salvini, che tanto temevano di affrontare al possibile voto autunnale. Si prendono una bella responsabilità, non vorrei essere nei loro panni