TRA STATO E MERCATO

Bruxelles lancia i bond sovrani
Un mix di titoli dei Paesi Ue
«Garanzia per clienti e banche»

Antonio Pollio Salimbeni

BRUXELLES

SI CHIAMERANNO Sovereign bond backed securities, acronimo Sbbs. Letteralmente, ‘Titoli europei garantiti da titoli sovrani nazionali’, una nuova classe di bond che accorpa titoli pubblici dei diversi Stati dell’Eurozona secondo il classico processo di cartolarizzazione, emessi da una società ‘veicolo’ privata e collocati presso investitori in almeno due tranche. Una prima tranche pari al 70% sicura, come è sicuro il più sicuro titolo pubblico tedesco (il Bund è il riferimento per i mercati finanziari); il restante 30% assemblato in una quota subordinata, che può subire eventualmente perdite prima della tranche senior (quella del 70%). Ecco la soluzione pragmatica per frenare il circolo vizioso tra rischio bancario e rischio del debito pubblico e puntare alla riduzione dei bond sovrani nazionali nei bilanci delle banche. Si tratta di evitare che la sfiducia sui titoli di Stato di un paese si trasmetta alle banche nazionali dato il ridimensionamento del valore dei loro asset, uno dei ‘buchi neri’ della crisi finanziaria che abbiamo alle spalle.

GIOVEDÌ la Commissione europea avanzerà la proposta a governi e Parlamento ed è un appuntamento importante: non è l’Eurobond di cui tanto si sogna da anni, però questo safe asset (attività finanziaria sicura) può essere un passo verso una condivisione non dei rischi del debito nazionale bensì di uno strumento privato per diversificarli. Non è poco nella fase di stallo del negoziato sulla maggiore integrazione bancaria, con la Germania sempre contraria alla garanzia comune dei depositi e ora tanto più allarmata per una possibile deriva italiana sul debito pubblico.

LE EMISSIONI rifletterebbero un ammontare fisso di titoli sovrani degli Stati Eurozona pari alla quota nazionale nel capitale Bce (per l’Italia il 12,31%, 1,33 miliardi) e non comportano rischi di bilancio. La condivisione del rischio sui Sbbs sarebbe invece su base privata e volontaria. I titoli sarebbero trattati dal punto di vista contabile come normali titoli pubblici nazionali, per cui le banche non dovranno accantonare capitale, non come classici titoli garantiti (asset-backed securities) per i quali sono necessari requisiti patrimoniali aggiuntivi.

PHILIP LANE, governatore della banca centrale irlandese che ha guidato la task force del Comitato europeo per il rischio sistemico che ha analizzato i pro e i contro dei questi nuovi titoli, ne ha spiegato finalità e funzionamento con la metafora dei vigneti (i titoli pubblici nazionali) e dell’enoteca (le banche): «Immaginate di essere i proprietari di un’enoteca che si vuole rifornire dei migliori vini giovani: l’approccio localistico sarebbe di rivolgervi al vigneto più vicino, ma le condizioni meteorologiche locali possono essere non sempre ottimali. Otterreste un risultato migliore chiedendo ai viticoltori di diverse aree di associarsi per procurarvi i loro vini migliori. In alcune annate le migliori uve saranno prodotte nella Valle della Loira, in altre i grappoli più succosi cresceranno nella regione del Reno». Ecco, le banche sono come «la vostra enoteca – esemplifica Lane –: al momento si riforniscono sul posto, ma servirebbero meglio la loro clientela con i nuovi titoli, che le metterebbero al riparo da acquisti deludenti sul mercato locale. Al tempo stesso gli Stati, come i viticoltori, preserverebbero la propria indipendenza e tutte le responsabilità connesse».

I CRITICI INDICANO che, in tempi di crisi, i Sbbs non reggerebbero alla sfiducia sulla gestione del debito in un Paese, soprattutto se grande, limitando il loro ruolo a strumento di diversificazione utile solo quando le cose vanno bene. E c’è chi, specie in Germania, teme che si voglia procedere surrettiziamente verso l’emissione di Eurobond. Quantomeno, si sta cercando di sperimentare uno strumento finanziario tra Stato e mercato per migliorare la convivenza nell’Eurozona.

 

Borsa First Trust dà fiducia alle società che operano su blockchain

MILANO

NEL MERCATO degli Etf fa il suo esordio un prodotto focalizzato su società che operano su blockchain, lanciato da First Trust. La blockchain è una rete informatica che conserva le transazioni in sicurezza in un database decentralizzato, o ‘registro digitale’, simile a uno spreadsheet condiviso che la rete può vedere e deve approvare prima che si possa procedere alla relativa verifica e registrazione. Dopo la registrazione, nessuna parte può apportare modifiche senza che gli altri siano in accordo ed è un sistema praticamente impossibile da manomettere o attaccare virtualmente. Un numero crescente di industrie e istituzioni sta cercando di incorporare la blockchain technology nei propri processi quotidiani. La blockchain consente a clienti e fornitori di connettersi direttamente, senza la necessità di un’entità centrale, come una banca o un istituto finanziario, per effettuare una transazione. Per Silvia Bosoni (nella foto), responsabile Etf, Etp e fondi aperti di Borsa Italiana, «la quotazione di questo nuovo strumento di First Trust offre agli investitori la possibilità di cogliere a pieno le potenzialità dell’evoluzione tecnologica». Concetto ribadito da Derek Fulton, ceo di First Trust Global Portfolios: «L’efficienza, la verificabilità e la trasparenza offerte dalla blockchain offrono significative opportunità di crescita». La quotazione di questo nuovo strumento porta a 826 il numero degli Etf su Etfplus per un totale di 1.260 prodotti quotati. A fine aprile 2018 l’asset under management gestiti da Borsa Italiana degli Etp ha raggiunto 67,3 miliardi di euro con un aumento dell’11,8% rispetto allo stesso periodo del 2017.

INTANTO anche Candriam Investors Group, gestore patrimoniale multi-specialista paneuropeo di proprietà di New York Life Investment Management, con circa 112 miliardi di euro di patrimonio gestito, approda sul mercato italiano degli Etf. Ha infatti quotato 5 Etf che consentono di investire sui mercati azionari e obbligazionari.

 

Di | 2018-05-22T13:58:20+00:00 22/05/2018|Dossier Investimenti|