TELEFONIA E INTERNET

Tim Digital Store, il negozio del web
Un’offerta di oltre cento applicazioni
per aziende e professionisti

Achille Perego

MILANO

UN PARTNER affidabile in grado di accompagnare le aziende – da quelle più strutturate a quelle più piccole, senza dimenticare professionisti, artigiani e commercianti – nel percorso di digitalizzazione per crescere ed essere più competitive. È la mission che si è data Tim con il lancio, nel 2014, di Tim Digital Store, il marketplace business del gruppo. «All’inizio il portale, col nome Nuvola Store, offriva un catalogo di offerte limitato a una trentina di servizi, perlopiù realizzati all’interno del mondo Tim», spiega Francesco Pagliari, responsabile Platform & marketplace di Tim. Dal 2016 si è deciso di aprire la piattaforma ampliandone i contributi esterni: non solo da parte dei grandi player dell’Ict come Microsoft, Symantec, Kaspersky e Google, ma anche con applicazioni di sviluppatori italiani.

LA piattaforma Tim Open, infatti, offre gli strumenti per lo sviluppo delle applicazioni (dal cloud alle interfacce applicative di programmazione Api) e consente di metterle sul mercato pubblicandole su Tim Digital Store. «Ci ha permesso – spiega Pagliari – di arrivare a offrire circa 120 soluzioni software. Applicazioni pensate per aiutare aziende e professionisti ad affrontare la sfida della digitalizzazione. Rispondiamo alle diverse esigenze di business: fatturazione, archiviazione, sicurezza, audio e videoconferenze, Crm e gestionali, videosorveglianza, creazioni di domini e siti web, servizi per gestire la presenza su web e social, e-commerce, server virtuali, piattaforme cloud e storage, ma anche la gestione di fidelity card per gli esercizi commerciali».

I SERVIZI sono catalogati in 4 macrocategorie: Servizi base, Servizi avanzati, Web marketing e Server e Cloud. E che, per chi è già cliente Tim, possono essere inseriti in fattura o pagati con un canone mensile oppure – direttamente sul sito con carta di credito e Paypal – sotto forma di una tantum. Nel caso delle applicazioni fornite dai partner esterni, Tim adotta un modello revenue share, trattenendo i costi per l’uso del canale e quelli commerciali.

Come sono offerti i servizi?

«Sono fruibili e acquistabili dal sito, ma fanno anche parte del portafoglio dei servizi che propone alla clientela business la nostra rete di venditori. Si tratta di soluzioni facilmente accessibili, in autonomia, sia attraverso le piattaforme cloud sia via web da postazioni fisse o con App in mobilità».

E per le soluzioni più evolute?

«È previsto un supporto consulenziale per l’installazione direttamente da chi ha prodotto l’applicazione ed è anche possibile acquistare momenti di formazione per i dipendenti finalizzati all’utilizzo dei software».

Qual è il valore aggiunto di Tim Digital Store?

«Quello di contribuire al superamento del gap digitale del nostro Paese. Si tratta di un marketplace rivolto alla clientela business e che, proprio grazie alla creazione della piattaforma Tim Open, è in grado di rispondere a tutte le richieste di servizi digitali offrendo, al piccolo negozio così come alla media azienda, la soluzione vincente. Quella che permette di accorciare il gap digitale e di sfruttare tutte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, a un costo contenuto, per crescere e ampliare la propria attività».

 

Privacy La direttiva Ue entra in vigore: le soluzioni di Tim per aiutare le imprese

MILANO

MANCANO POCHI GIORNI all’entrata in vigore (il 25 maggio) del regolamento Ue 2016/679, noto come Gdpr (General data protection regulation), relativo alla protezione dei dati personali dei residenti nell’Unione Europa. E quindi anche in Italia. In pratica, la nuova normativa, spiega Pierluigi Acunzo, Marketing business di TIM (nella foto a destra), prevede che le aziende, piccole e grandi, siano «compliant» rispetto al regolamento sulla gestione dei dati soggetti alle regole della privacy a partire da un’autovalutazione del loro processo di trattamento delle informazioni.

QUESTA autovalutazione è più o meno stringente rispetto al tipo d’attività ma, aggiunge Acunzo, anche un centro estetico che gestisce dati sensibili come quelli della salute dei propri clienti – finalizzati all’utilizzo o meno di alcune sostanze contenute nei prodotti – per rispettare le nuove norme deve prevedere strumenti che proteggano i dati, informare i clienti del loro utilizzo e dell’eventuale possibilità di chiedere di cancellarli e avvertire le autorità qualora si verifichi una violazione dei propri archivi. Il mancato rispetto delle nuove norme espone al rischio di pesanti sanzioni che possono arrivare fino al 4% del fatturato annuo. Per supportare le imprese negli adempimenti richiesti dal Gdpr, TIM Digital store ha messo a disposizione una gamma di soluzioni – con offerte a partire da 10 euro al mese – in grado di rispondere alle diverse esigenze.

GDPR FACIL, ad esempio, è una soluzione pensata per le imprese che trattano dati personali a bassissimo impatto come, ristoranti, bar, commercianti al dettaglio e artigiani. Gdpr Navigator permette alle imprese di effettuare un’autovalutazione guidata per valutare i rischi e le modalità di adeguamento alla nuova normativa europea della privacy ed assolvere agli adempimenti obbligatori quali: il registro delle modalità di trattamento per titolari e responsabili, la generazione del documento Dpia (Data protection impact assessment) e la generazione dei moduli di informativa e richiesta consenso.

GE DPR è invece uno strumento di survey management, completo e di facile utilizzo, che consente alle aziende di condurre un’efficace Dpia (Data protection impact assessment) in conformità alla nuova normativa ed identificare le aree di maggior rischio. E, come su altri ambiti di applicazione, altre soluzioni sono in via di pubblicazione, per rispondere in maniera più completa all’esigenza delle aziende di verificare e misurare il proprio livello di compliance al Gdpr ed adottare gli strumenti per adeguarsi.

a. pe.

 

 

Di | 2018-05-22T14:17:37+00:00 22/05/2018|Imprese|