TECNOLOGIE PER CHI VIAGGIA

Italiano all’estero? Il conto ti segue
La risposta fintech di Deposit Solutions
«In Europa il risparmiatore è più libero»

Giuliano Molossi
MILANO

IL MONDO BANCARIO è stato rivoluzionato dalle innovazioni (basti pensare ai sistemi di pagamento), ma il mercato dei depositi sembrava quello meno toccato dallo tsunami tecnologico. Quasi un paradosso, se si pensa che i depositi in Europa valgono 10mila miliardi di euro e che rappresentano di gran lunga la più grande categoria di risparmi. Era quindi scontato e inevitabile che anche il mondo dei depositi subisse, nel giro di poco tempo, una significativa evoluzione. Uno dei fintech che si sta affermando in Europa è quello di Deposit Solutions che, grazie alla sua piattaforma di open banking, consente alle banche o di ampliare e diversificare la propria raccolta di depositi senza doversi dotare di un’onerosa infrastruttura retail, o di presentare ai propri risparmiatori offerte di deposito di altri istituti di credito tramite un unico conto.

LE BANCHE messe in rete da Deposit Solutions offrono un servizio innovativo ai propri clienti e gli altri istituti sfruttano l’infrastruttura delle prime per aver accesso a una vasta platea di risparmiatori in Europa senza stabilirvi una presenza fisica, riducendo notevolmente i costi. Nei giorni scorsi Deposit Solutions ha avviato una nuova partnership per i conti deposito su scala europea con Banca Sistema. Un qualunque cittadino europeo potrà scegliere un’offerta di deposito di Banca Sistema, senza dover aprire un conto aggiuntivo. È chiaro che i primi interlocutori di Deposit Solutions sono le banche, ma risultano evidenti i vantaggi per i risparmiatori. Se la loro banca va sulla piattaforma può accedere ad altre offerte, diversificando così il suo portafoglio tramite il proprio online banking. Deposit Solutions ha mosso i primi passi ad Amburgo nel 2011, oggi è presente in 16 Paesi europei, ha oltre 200 dipendenti, ha 60 istituti di credito connessi alla sua piattaforma, filiali a Berlino, Londra e Zurigo, come spiega Ermanno Ciarrocchi, 39 anni, responsabile di Deposit Solutions in Italia e Malta.

Dottor Ciarrocchi, come sta cambiando il mercato dei depositi la rivoluzione tecnologica?

«Il risparmiatore oggi sul suo home banking può costruirsi un portafoglio con diversi strumenti finanziari, azioni, obbligazioni, fondi, ma non depositi. Per farlo deve aprire un conto con una o più banche, un sistema oneroso e complicato, nonché poco realistico su scala internazionale o europea. La prima radicale innovazione che noi introduciamo è la possibilità per il risparmiatore di effettuare depositi con banche provenienti da tutta Europa tramite il proprio conto bancario senza dover aprire ulteriori conti».

Da parte della banca, invece, quali vantaggi?

«La banca, dal canto suo, per alimentare gli attivi deve effettuare raccolta fra i risparmiatori. Questo comporta dei costi notevoli: la filiale, il sito online, le campagne di marketing, occorre investire per conquistare il risparmiatore, per strapparlo ai concorrenti. La nostra innovazione è fornire agli istituti che hanno necessità di effettuare e diversificare la raccolta, la possibilità di sfruttare l’infrastruttura e la base di clienti esistenti di altre banche. Gli attori di questa equazione sono dunque tre: il risparmiatore che ha il conto presso una sola banca, questa banca che offre i depositi di banche terze e le banche terze che anzichè costruire una propria struttura veicolano la propria offerta tramite le banche che hanno la relazione con il cliente».

Immaginiamo l’italiano che per studio o per lavoro vive all’estero, ad esempio in Germania.

«Ha due opportunità. Potrebbe avere un conto presso una delle nostre banche partner, come Deutsche Bank, e tramite l’online banking può scegliere anche depositi di banche terze e crearsi un portafoglio di depositi molto interessante. Oppure può andare direttamente su un nostro portale proprietario on line, Zinspilot – che negli ultimi 4 anni ha vinto il premio di miglior piattaforma del mercato monetario della Germania –, si registra, apre un solo conto presso una banca e può effettuare depositi in tutte le banche nostre partner».

Lei ha detto che l’open banking può rendere il sistema più sano ed efficiente. In che modo?

«Sano fa riferimento alla possibilità di avere più opzioni per quello che riguarda il finanziamento. Sano vuol dire solido. L’efficienza è legata al fatto che grazie alla nostra soluzione le banche evitano di duplicare l’infrastruttura, con un risparmio di costi eccezionale ».

Siete una specie di Amazon dei depositi?

«Assolutamente no perché questo vorrebbe dire per il risparmiatore andare a rincorrere i tassi più elevati a discapito della qualità. Noi a quella, invece, non rinunciamo mai, sotto tutti gli aspetti».

Banca Sella Compra Smartika, leader nel prestito online tra privati

MILANO

IL GRUPPO SELLA, nell’ambito della propria strategia di sviluppo nel fintech, ha acquisito Smartika Spa, prima società a operare in Italia nel settore del peer-to-peer lending, il prestito on line tra privati già molto diffuso in Gran Bretagna e Stati Uniti e in costante crescita anche nel nostro paese. Con questa iniziativa, che si integra e contribuisce a costruire un ecosistema fintech, si legge in una nota, il gruppo intende promuovere lo sviluppo del peer-to-peer lending, nel quale è già presente anche con una quota di minoranza di Prestiamoci spa.

LA CAPOGRUPPO Banca Sella Holding, infatti, ha acquisito tramite un aumento di capitale una partecipazione di controllo pari a circa l’85% di Smartika Spa, società fondata nel 2007 da un omonimo e parente dell’attuale presidente del gruppo bancario, Pietro Sella (nella foto a destra), che ha sempre operato nel settore finanziario al di fuori del gruppo stesso.

IL VALORE COMPLESSIVO dell’aumento di capitale è stato di 3,5 milioni di euro, sottoscritti in parte anche dai soci storici della società. In seguito all’acquisizione, Smartika Spa entra a far parte del gruppo Sella, che nomina un nuovo consiglio di amministrazione. Nelle prossime settimane sarà nominato anche il nuovo management, che avvierà l’integrazione e l’ulteriore sviluppo della piattaforma e del servizio di peer-to-peer lending nell’ambito dell’ecosistema fintech promosso dal gruppo.

Di | 2018-07-31T09:46:28+00:00 31/07/2018|Dossier Economia & Finanza|