Tecnologia e tradizione

La rivoluzione copernicana in cucina
Elica nasconde la cappa aspirante
I fumi finiscono sotto il piano cottura

Sembra una cosa da poco, ma modifica del tutto l’arredamento dell’ambiente chiave delle abitazioni. Elica produce l’innovazione e il nuovo prodotto si chiama Tesla.

A SPIRAZIONE dei fumi della cucina non più dall’alto, ma dal basso e cioè all’interno del piano cottura. Una specie di rivoluzione nel regno delle donne «tanto che in questo momento – dice Francesco Casoli, fabrianese e presidente del gruppo Elica quotato in Borsa –, un produttore di cucine tedesco ha iniziato a ridisegnare gli ambienti sulla scorta di Tesla. Perché l’eliminazione della cappa presuppone un ripensamento degli spazi». Presentato all’Eurocucine, questo nuovo prodotto, che sfrutta un sistema di depressione dell’aria, sta andando in distribuzione.

Con quali risultati?

«Il problema in questo momento – risponde Casoli – è quello di produrre e cioè stare dietro la domanda, soprattutto per certe famiglie di prodotti».

Cosa avete calcolato che vi porterà Tesla in termini di fatturato?

«Abbiamo messo nel conto, visto che siamo ai primi passi, che nel giro di un anno dovremmo avere un incremento dei fatturati tra i 15-20 milioni di euro. E contiamo nel corso dei prossimi cinque anni di avere una crescita tra il 15-20% del fatturato di Elica. Parliamo in termini numerici tra i 50 e i 65 milioni di euro».

In termini di forza lavoro?

«In questo momento questo nuovo prodotto viene realizzato totalmente in Italia, negli stabilimenti di Fabriano. Vi lavorano ora una ventina di persone…».

Rivoluzione in cucina, ma anche per Elica…

«Effettivamente stiamo passando dai sistemi di aspirazione ad una cosa diversa e cioè la realizzazione dei piani cottura perché il sistema che abbiamo messo sul mercato è integrato all’interno dei fuochi. E in questo momento stiamo studiando anche due nuovi modelli».

Essendo un prodotto tecnologicamente nuovo… costa di più ai clienti?

«No, perché Tesla rappresenta la sommatoria delle due cose e cioè del piano cottura e della cappa aspirante: alla fine costa meno».

Nelle Marche, area di grandi produttori di cucine, come va?

«Devo dire, tanto per fare due nomi e cioè Lube e Scavolini, due imprese che hanno sempre avuto una politica molto oculata, le cose stanno andando molto bene e crescono».

Rivoluzione 4.0: questa la parola d’ordine dell’industria locale e nazionale. Dentro Elica a che punto siete?

«Diciamo subito una cosa e cioè che questa storia del 4.0 a me sembra solamente una di quelle cose per riempirsi la bocca, per non usare altri termini. Noi internamente stiamo riorganizzando tutto il lavoro per essere razionali e non avere sprechi».

E sarebbe?

«Basta con la creatività disorganizzata, che è un problema che riguarda un po’ tutto il sistema industriale non solo marchigiano, ma nazionale. Le tecnologie vanno usate per razionalizzare i flussi per non essere scollegati».

Un esempio?

«Ho visto in tv servizi dal Giappone per la visita di un nostro politico ed erano presenti tre troupe della tv di stato. Cosa significa una cosa del genere? Il problema vero è che queste cose accadono anche nell’industria. In una competizione globale, quando ci si deve raffrontare con la Turchia o con la Cina, queste cose non ce le possiamo più permettere».

Il sistema industriale marchigiano come lo vede?

«Quello che era un esempio studiato in tutto il mondo, in questo momento mi sembra in lento ma costante declino»

Perché?

«Perché non vedo più entusiasmo tra gli imprenditori».

Come chiude il 2016 la multinazionale tascabile Elica?

«I numeri non li posso dire perché siamo quotati in Borsa, ma diciamo che siamo cresciuti con margini importanti. E credo anche, visto il flusso della domanda, che il 2017 andrà ancora meglio»

Di | 2018-05-14T13:15:01+00:00 21/12/2016|Focus Distretti|