TECNOLOGIA E RISPARMIO

Oval seleziona i 27 campioni
dell’industria aerospaziale
Una app per investire sul settore

Andrea Telara
MILANO

FARE i turisti nello spazio resta ancora uno sogno ma gli investitori del terzo millennio possono almeno dare un loro contributo alle prossime esplorazioni del cosmo. E possono farlo senza grandi difficoltà, con una semplice applicazione del telefonino. In occasione del 50esimo anniversario dello sbarco sulla Luna, l’app per gli smartphone Oval consente infatti ai propri utenti di investire in 27 aziende quotate sulle maggiori borse internazionali e attive nell’industria aerospaziale.

SI TRATTA di un settore che sta emergendo come una dei più redditizi a livello globale, il cui valore è stato stimato attorno 360 miliardi di dollari nel 2018, con una previsione di crescita fino a 558 miliardi di dollari entro il 2026. In virtù di questo trend ci sono aziende destinate a crescere a ritmi sostenuti, con buone chance di regalare soddisfazioni anche a chi ne ha acquistato i titoli in borsa. Si tratta di gruppi come Viasat, EutelSat, Boeing o l’Italiana Leonardo (l’ex-Finmeccanica) specializzate nella produzione di componenti per i satelliti o per i veicoli destinati all’esplorazione del cosmo.

LE AZIENDE selezionate da Oval sono state tra le più attive negli ultimi anni nel campo della ricerca aerospaziale e oggi sono coinvolte direttamente o indirettamente in un grande progetto: l’implementazione della Stazione Spaziale in orbita intorno alla terra, un passo essenziale verso i voli a lunga distanza al di fuori dell’atmosfera e per la costruzione di basi lunari.

QUESTA proposta d’investimento di Oval non è però l’unica che compone oggi la gamma di offerta di questa applicazione che ha già conquistato 250mila utenti e potrebbe in futuro dare del filo da torcere ai tradizionali operatori del settore finanziario, a cominciare dalle banche. Fondata tra Londra e Torino da quattro giovani imprenditori nel 2017 (Benedetta Arese Lucini, Claudio Bedino, Edoardo Benedetto e Simone Marzola), Oval può essere collegata a un conto o a una carta di pagamento e può essere utilizzata per la gestione delle proprie finanze personali, pianificando spese ed entrate.

MA OVAL, che è partecipata anche dal gruppo Intesa Sanpaolo, è anche uno strumento d’investimento e risparmio, che propone piani finanziari per mettere da parte un «gruzzoletto» in maniera innovativa, per esempio accantonando i resti in denaro di piccole spese personali come l’acquisto di un caffè o un altro bene di consumo oppure versando una cifra prestabilita ogni volta che si utilizzano i social network. Tra le persone che hanno scelto finora di utilizzare questa app, la maggior parte ha un’età compresa tra i 25 e i 45 anni.

TALI UTENTI, secondo i dati diffusi dalla stessa applicazione, sono riusciti mediamente a raddoppiare la loro capacità di risparmio mettendo da parte una cifra di 125 euro a testa ogni mese. Dopo il lancio dei primi servizi, Oval è ora intenzionata a compiere un passo in più: il lancio di un conto tutto suo, che oggi può essere già prenotato in anticipo e che consentirà di bypassare i canali bancari tradizionali (anche se l’applicazione resterà comunque collegabile ad altri c/c e ad altre card).

IL NUOVO servizio si chiama Oval Pay ed è una delle dirette conseguenze della direttiva europea PSD2 sui servizi di pagamento, che entrerà definitivamente in vigore a settembre 2019. Con le nuove norme comunitarie il settore dei servizi finanziari si appresta a diventare sempre più concorrenziale, con l’ingresso di nuovi player sul mercato. Le banche tradizionali sono avvisate.

N26 punta sull’Italia. È la mobile bank più amata dai millennials

MILANO

E’ LA PRIMA banca tutta dentro uno smartphone. Nata nel 2015 a Berlino dall’idea dell’allora 24enne austriaco Valentine Stalf, N26 con l’ultimo round di investimento (470 milioni) ha raggiunto la valutazione di 3,5 miliardi di dollari, classificandosi tra le 10 startup fintech più valutate al mondo. La mobile bank è diventata uno dei più chiari casi di successo dell’imprenditoria digitale europea. Dopo aver ottenuto nel 2016 la licenza bancaria completa dalla Bce, il numero dei suoi clienti è schizzato a 3,5 milioni in 24 Paesi dell’Ue, registrando una media di 16 milioni di transazioni al mese. Ed è la più amata dai millennials: il 60% dei clienti è infatti under 35. In Italia ha mezzo milione di clienti, un numero che si quintuplicato negli ultimi 5 mesi grazie anche ad una massiccia campagna pubblicitaria nelle principali città della Penisola, dove progetta di aprire una sede. «Finora – spiega il general manager per l’Italia Andrea Isola (nella foto) – abbiamo gestito le operazioni in Italia da Berlino, ma l’Italia sta diventando un Paese sempre più importante per N26 e abbiamo deciso di aprire una presenza fisica a Milano alla fine di settembre e nello stesso periodo cominceremo ad operare con l’Iban italiano».

L’ITALIA è solo uno dei tasselli della strategia della startup berlinese. Nell’ultimo round di investimento sono entrati alcuni tra i fondi di venture capital più importanti al mondo, come Insight Venture Partners e Valar Ventures, ma anche fondi asiatici come Tencent. Ad oggi, N26 ha raccolto più di 682 milioni in 5 round di investimento. «Siamo partiti da Berlino come banca europea, adesso puntiamo a diventare una banca mondiale», conclude Isola.

Di |2019-07-29T13:49:41+00:0029/07/2019|Finanza|