La Toscana progetta le fusioni
Carrara punta su marmo e yacht
Arezzo sfoggia i suoi gioielli

Lisa Ciardi
FIRENZE
NON SOLO BELLEZZE artistiche e naturali: la Toscana vuole puntare anche sul settore fieristico. Lo fa pensando a nuove strategie e grandi cambiamenti per i poli espositivi regionali: a Firenze, Carrara ed Arezzo. Le novità maggiori riguardano Carrara, dove sono al momento attive due società. Da un lato Imm (Internazionale marmi e macchine) Spa, proprietaria degli immobili usati per le expo e specializzata nel settore del marmo. Con socio principale il Comune di Carrara (40%), la spa ha registrato nel 2016 un fatturato di 3,5 milioni di euro. A detenere le altre quote la Regione Toscana (36%), il Comune di Massa (3%), la Provincia di Massa Carrara (4,5%), quella di Lucca (1,56) e la Cassa di Risparmio di Carrara (5,81%), affiancati da soci minori con piccolissime porzioni di capitale.
GLI ASPETTI operativi e prettamente fieristici sono affidati a Carrara Fiere Srl, detenuta al 100% da Imm. Il 13 giugno è stata deliberata la fusione per incorporazione fra le due società, che convergeranno in un’unica realtà. Potrebbe chiamarsi Imm Carrara Fiere Spa e permetterà di snellire i costi e di razionalizzare i processi. L’operazione dovrebbe concludersi entro l’autunno, ma avrà efficacia retroattiva dal 1° gennaio scorso: il prossimo bilancio sarà quello della società unica. «Il nostro obbiettivo – spiega Fabio Felici, presidente di Imm Carrara Fiere Spa – è rilanciare il settore fieristico del marmo, sul quale Carrara è stata superata anni fa da Verona. Crediamo di aver trovato la formula giusta con White Carrara Downtown che prevede eventi direttamente nelle aziende e sul territorio e che potrebbe addirittura sostituire Marmotec. Puntiamo a un incremento del fatturato e un rilancio del polo fieristico anche per eventi organizzati da esterni».
C’È POI LA SCOMMESSA sul comparto nautico, grazie ad appuntamenti già i importanti a livello internazionale come Seatec, Yare e Compotec. Se Carrara punta su marmo e nautica, Arezzo guarda all’oro. Arezzo Fiere e Congressi Srl, società proprietaria del complesso fieristico (4,58 milioni di euro di fatturato nel 2016) ha da poco siglato un accordo con Italian Exhibition Group  (Ieg), che organizza le fiere di Rimini e Vicenza. In questo caso si vuole rilanciare il settore espositivo di gioielli e preziosi, ma anche puntare sulla convegnistica. A spingere verso l’accordo la Regione Toscana (che ha il 40% delle quote) oltre ovviamente all’altro socio «forte», la locale Camera di Commercio. La locomotiva toscana del settore fieristico resta comunque Firenze, con 14,6 milioni di fatturato nel 2016. I tre immobili che ospitano le expo sono tutti nel cuore della città: la rinascimentale Fortezza da Basso, il Palazzo dei Congressi nell’ottocentesca Villa Vittoria e il Palazzo degli Affari, progettato dall’architetto Pierluigi Spadolini.
LA CENTRALITÀ delle aree espositive è ‘croce e delizia’ delle fiere: motivo di eccezionale attrattività, ma anche causa di continue critiche per l’impatto sul caos cittadino. La proprietà degli immobili è divisa fra Regione, Comune e Città Metropolitana, ma l’obbiettivo è coinvolgere a breve anche la Camera di Commercio, lanciando un ambizioso progetto di adeguamento strutturale della Fortezza. «In questi anni abbiamo ridefinito la strategicità del sistema fieristico come strumento a supporto delle imprese – spiega l’assessore regionale Stefano Ciuoffo –. Quella di Firenze è la situazione più complessa, ma più ricca di potenzialità, con il sistema moda legato a Pitti e la collocazione nel cuore di una città dallo straordinario potere attrattivo. Il tema vero è la riqualificazione strutturale del contenitore, con tutti i problemi che un edificio antico come la Fortezza pone. Ci stiamo lavorando insieme a Comune, Città Metropolitana e Camera di Commercio, che dovrebbe a breve compartecipare a parità con gli altri tre soggetti. Anche Arezzo e Carrara stanno vivendo poi una fase importante di cambiamento e di rilancio che potrebbero aprire scenari importantissimi nei prossimi anni».


Aidda La signora dell’oro imprenditrice dell’anno

FIRENZE
LA SIGNORA dell’oro. E’ ormai conosciuta così Ivana Ciabatti, amministratore unico di Italpreziosi spa, azienda leader in Italia nel settore dei metalli preziosi. Ed è in ricoscimento alla sua straordinaria carriera che ha ricevuto il premio Aidda Toscana, consegnato dalla presidente Stella Bigazzi e dalla socia Orietta Malvisi Moretti, nel corso di una cerimonia a Villa Le Rondini di Firenze. Aidda è l’associazione Imprenditrici e donne dirigenti di azienda. Il premio «Donna di Eccellenza» è andato in passato al sottosegretario al Welfare Maria Grazia Sestini, alla soprintendente Cristina Acidini, alla vicepresidente di Confindustria Antonella Mansi, alla regista Cinzia Th Torrini, al presidente e amministratore delegato di Starhotels Elisabetta Fabri. Ivana Ciabatti, aretina, è uno dei soci fondatori nel 1984 della Italpreziosi. Attualmente detiene la maggioranza della società attraverso la Sival. Ed è lei a guidare l’attività, «forte di trent’anni di esperienza nell’affinazione e commercio di metalli preziosi – si spiega nella motivazione del premio – nella produzione e commercializzazione di oro da investimento, oltre a una grande conoscenza di sviluppo business e pianificazione di nuovi progetti, sempre basati su principi di sostenibilità, etica e rispetto dell’ambiente e delle risorse umane.
È INOLTRE vicepresidente e amministratore delegato di Goldlake IP, azienda che si occupa di commercio e affinazione di oro etico, del quale è stata tra le prime al mondo a certificare l’intera filiera, e socio di Tera Automation, azienda aretina che si occupa di progettazione e realizzazione di macchinari nel settore dell’automazione e della robotica». È uno degli imprenditori italiani più esperti nel settore dei metalli preziosi. Per questo ricopre attualmente la carica di presidente nazionale di Confindustria Federorafi e vice presidente della European Federation of Jewellery (EFJ). In aggiunta, ha fatto parte del consiglio di amministrazione del Responsible Jewellery Council, autorevole organizzazione internazionale che si occupa di promuovere, nel contesto della lavorazione dei gioielli in oro e diamanti, pratiche responsabili da un punto di vista etico, sociale ed ambientale, che rispettino i diritti umani, dall’estrazione alla vendita. Si occupa infine di numerosi progetti umanitari e culturali in Italia. Inoltre, è presidente della Fondazione Rondine Cittadella della Pace e presidente degli Imprenditori per la Pace, nonché presidente della Giuria del Premio Internazionale «Semplicemente Donna» e presidente onorario del premio Internazionale Fair Play «Mecenate».
Olga Mugnaini