STIME RIVISTE AL RIBASSO

I titoli di Stato non rendono più
«Meglio mantenere la liquidità
o puntare sull’immobiliare»

Elena Comelli

MILANO

LE ultime stime sulla crescita dell’Italia e dell’Europa preoccupano gli investitori e mettono in dubbio la sostenibilità dei contenuti della manovra di bilancio da poco approvata. La risalita dello spread fra Italia e Germania verso i 300 punti ha messo di nuovo in allarme i Bot people, che vedono i propri risparmi sanguinare. «La dimensione del debito italiano diventa sempre più problematica – conferma Fabrizio Quirighetti, capo economista della svizzera Banca Syz – Non ci ha sorpreso, però, la revisione al ribasso: le stime precedenti, sia del governo italiano che della Commissione, erano chiaramente esagerate».

PER QUIRIGHETTI «il principale problema dell’Italia nel lungo termine resta la debolezza della crescita». Anche per questo Quirighetti mantiene un atteggiamento neutrale sulla carta italiana: i rendimenti, che si sono alzati con la risalita dello spread, la rendono più attraente, ma questo è compensato dai rischi politici. E «al momento non ci sono segni che la manovra affronti i problemi principali del Paese». L’economia tedesca è molto più dinamica, ma sta attraversando un periodo di crisi e nel primo trimestre 2019 sarà probabilmente di nuovo in calo. «Le banche sono chiaramente a rischio, non solo quelle italiane ma anche quelle europee: man mano che i titoli di Stato perdono terreno, la redditività di tutte le banche è sotto pressione – commenta Quirighetti – L’unico vantaggio dell’euro è che la bilancia delle partite correnti tedesca e italiana sono in positivo». Ma resta il fatto che per i risparmiatori l’Europa è terra bruciata. «Comprare titoli di Stato italiani è rischioso, mentre i tedeschi hanno tassi ormai a zero, quindi non hanno molto senso», consiglia.

D’ALTRA PARTE frenano tutte le economie più importanti, non solo quella italiana e quella europea. Anche negli Usa i tassi d’interesse più alti e uno stimolo fiscale in via di estinzione portano al 30% le possibilità di vedere l’economia statunitense in recessione l’anno prossimo. E il debito americano è altrettanto preoccupante. «Nei prossimi 10 anni il deficit Usa continuerà a salire del 5% all’anno, secondo le previsioni, e questo limiterà la crescita», ragiona Quirighetti. «Nel giro di un decennio gli Stati Uniti avranno gli stessi problemi dell’Europa e del Giappone: in pratica, tutto il mondo industrializzato è avviato a una sindrome giapponese», conclude. Su cosa puntare dunque per veder rendere i propri risparmi in questo contesto difficile? Per Quirighetti il 2019 dovrebbe rivelarsi «un’annata migliore per quanto riguarda le performance dei mercati azionari» e per chi se la sente di correre qualche rischio «delle azioni di aziende ben gestite, che pagano un dividendo, sono la soluzione migliore».

PER I PICCOLI risparmiatori, abituati a investire in titoli di Stato o in fondi a basso rischio, invece, Quirighetti consiglia estrema prudenza. «Le speranze di rendimento sono minime dappertutto, perfino sui mercati emergenti», rileva, facendo l’esempio del decennale messicano, con rendimenti che non superano il 2%. «Per chi vuole comprare fondi di debito emergente, comunque, conviene preferire quelli denominati in euro e non in dollari, perché sono meno comprati e quindi rendono un po’ di più». Con i cali in corso dappertutto, però, a puntare sui titoli di Stato «si rischia anche di perdere parte del capitale, quindi il consiglio è di parcheggiare la liquidità in un conto risparmio e aspettare tempi meno incerti, oppure di puntare sull’immobiliare». Un consiglio destinato a far infuriare le banche centrali, che vogliono sempre vedere il denaro circolare. Ma per il banchiere svizzero è importante dire la verità.

Contro corrente

di ERNESTO PREATONI

MANOVRA SHOCK PER RIPARTIRE

IO DETESTO dover dire «avevo ragione», ma anche sulla frenata dell’economia italiana avevo ragione. Era il 22 gennaio del 2018 ed ero ospite, con l’allora ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio alla trasmissione Kronos, Rai 2. Iniziò come una chiacchierata sull’economia del Paese e finì con un battibecco, proprio con Delrio, al quale provavo a spiegare che se l’Italia, ultimamente, aveva dato qualche segno di risveglio era stato solo perché, dal 2016, l’economia globale ha conosciuto una fase di ripresa sincronizzata a cui raramente si era assistito. Però, non appena questo ciclo particolarmente positivo avesse rallentato, l’Italia – il fanalino di coda d’Europa per la crescita – si sarebbe fermata. Per Delrio ero un pessimista senza amore per la patria. Qualche giorno fa, non appena l’Istat ha certificato il secondo semestre consecutivo di contrazione per l’economia italiana, diversi esponenti della precedente maggioranza si sono subito alzati in piedi accusando l’attuale governo. Se chi si indigna e strepita, perché pensa alle elezioni, riflettesse, dovrebbe riconoscere che è assurdo prendersela con Conte per una manovra espansiva, pensata per contrastare un rallentamento prevedibile. La verità è che a mio parere si sarebbe dovuta fare una manovra ancora più espansiva, con ancora maggior deficit. È proprio quando l’economia non gira, che lo Stato deve far ripartire gli investimenti. La Francia è da dieci anni che non fa registrare saldo primario attivo e infatti il Pil del Paese cresce. L’Italia, invece, fa i compiti a casa, rispetta i diktat di Bruxelles e ora è in recessione. Al Paese servirebbe una manovra shock, fatta di investimenti pubblici e tagli sostanziosi delle tasse. Ma – con gli attuali paletti Ue – una politica economica simile è inattuabile. Non sarebbe ora di riconoscere che quest’Europa, così com’è, rischia di essere il grande ostacolo per la ripresa del Paese?


Miss Market salva i rispamiatori
Dai fumetti al profumo dell’investitore
Borsa e fantasia con la manager Azimut

Andrea Bonzi

MILANO

SE GIUDICATE la finanza troppo noiosa, non avete conosciuto Miss Market. L’alter ego a fumetti di Vincenza Belfiore, director di Azimut Wealth Management, divisione del Gruppo Azimut dedicata ai grandi patrimoni, è capace di trattare i temi che riguardano la gestione delle risorse finanziare con un linguaggio semplice e un approccio giocoso.

Come è nata Miss Market? Perché inventarsi un ‘fumetto’?

«Miss Market è nata due anni fa da un sogno. Ho sognato mio papà che mi diceva che dovevo trasformarmi in fumetto per fare meglio il mio lavoro. Insieme e Ilaria Barison, abbiamo coinvolto Massimiliano Bergamo, la cui matita mi ha ‘trasformata’ in cartoon, Miss Market appunto».

Quanto è importante saper amministrare il proprio denaro?

«Ci siamo allenati a trasferire i concetti finanziari con grandi tecnicismi, grafici e statistiche, ma spesso i non addetti ai lavori hanno bisogno di ‘semplicità’. Le emozioni ci governano, noi possiamo riconoscerle e trovare un professionista che ci faccia da tutor, per arrivare ad avere consapevolezza di ciò che possiamo fare».

Quali metodi usa Miss Market per parlare agli investitori?

«Miss Market comunica attraverso il gioco, quel linguaggio universale capace di trasferire messaggi importanti dalla notte dei tempi. Il gioco dell’oca o saltare alla corda ci trasferiscono messaggi profondi, perché non utilizzarlo per parlare di finanza? Miss Market ha cominciato creando un’academy su 4 temi: il rischio l’ho spiegato col fantacalcio, per il timing siamo scesi in pista con Maserati, abbiamo costruito un profumo per illustrare l’asset allocation, infine abbiamo dimostrato che il cervello mente, per capire quanto pesa l’emotività sulle scelte. Mi piace pensare che l’investitore impari questi meccanismi divertendosi, per poi rendersi autonomo».

A chi si rivolge?

«A tutti coloro che vogliono scoprire come gestire i propri denari. Clienti private, retail o middle, nessuna segmentazione, Miss Market vuol parlare a tutti».

Quanto conta l’emotività nelle scelte finanziarie che si fanno?

«Gli ultimi premi Nobel per l’Economia ci danno già una misura di quanto e come le nostre scelte finanziarie siano subordinate a reazioni emotive. L’amigdala è il centro che coordina le reazioni in base alle emozioni: la paura attiva una parte del cervello che fa prendere decisioni di soddisfazione immediata, la consapevolezza gestisce comportamenti legati a obiettivi».

Quanto hanno perso i risparmiatori in questi anni per ‘ignoranza’ finanziaria?

«Mediamente i portafogli dei clienti performano il 60-70% in meno rispetto agli indici di Borsa, questo perché compriamo quando dovremmo vendere e viceversa. L’amigdala diventa protagonista in questi casi…».

Quali le opportunità di cogliere e i rischi da evitare nel 2019?

«Il 2019 è il momento perfetto per sedersi, stabilire quali sono i nostri ‘bisogni’, collocarli in un orizzonte temporale e studiare una strategia».

Come è entrata Vincenza Belfiore nel mondo della consulenza finanziaria?

«Sono una donna che con metodo, determinazione e coraggio ha seguito un cammino, spesso mi sono scontrata, non ho fatto sconti a nessuno né sono scesa a compromessi. Senza passione non potrei veramente fare il mio lavoro».

È più difficile essere una donna in un mondo maschile come quello della finanza?

«Nel mondo manageriale, farsi largo per una donna non è difficile, è difficilissimo. Come consulente, poi, quando ero più giovane e mi presentavo ai clienti mi trattavano come la segretaria di qualcuno. Poi, però, se mi ascoltavano capivano che avevo qualcosa da dire».

Che tipo di ‘plus’ dà una visione femminile?

«Ai tempi delle caverne, l’uomo cacciava e la donna aveva il compito di conservare il cibo e organizzare il nutrimento della famiglia. Sostituiamola parola cibo con il denaro: che cosa viene fuori? Inoltre, la donna è geneticamente predisposta all’attesa, all’ascolto, ad occuparsi dell’altro. Nel mondo dell’advisory, l’asset allocation è una commodity ormai, il robot-advisor la costruisce in un nano secondo. L’ingrediente fondamentale nell’advisory è l’ascolto, quello vero, non quello che, mentre il cliente ti parla, il pensiero corre verso uno strumento, ma quello esclusivo: mentre ascolti stai solo ascoltando».

Quali sono i prossimi traguardi di Miss Market?

«I prossimi passi sono il lancio di Origin, il profumo dell’investitore, e di alcuni giochi».

Di |2019-02-12T09:58:07+00:0012/02/2019|Dossier Economia & Finanza|