SPORT E BUSINESS

Calcio e criptovalute promessi sposi
Biglietti, gadget e scelta delle maglie:
i tifosi investono sui token della squadra

Alessia Gozzi
MILANO

CALCIO e criptovalute. Due mondi destinati a incontrarsi. E a fare gol. Sì perché dove rotola il pallone si stanno facendo strada dei token particolari, chiamati fan token, cioè monete virtuali sulla scorta di bitcoin che i fan di una squadra di calcio possono acquistare per garantirsi una serie di prodotti e servizi: dai biglietti ai gadget fino alla possibilità di dire la propria in alcune scelte come la maglia dei calciatori. L’apripista è stata il Paris Saint Germain che, allargando il proprio business al criptomondo, porterà secondo le stime qualche milione in più nelle casse della società. E, mentre secondo The Times, altre due grandi società di Premier League (Newcastle e Cardiff) ci stanno pensando, c’è un’italiana che il passo lo ha già fatto. Si tratta della Juventus che, grazie alle potenzialità del criptomondo, può cavalcare ancora di più l’incredibile ondata di popolarità arrivata con Cristiano Ronaldo. La squadra bianconera ha annunciato il progetto sul suo sito web: il lancio di uno ‘Juventus Official Fan Token’ per aumentare la partecipazione dei tifosi sparsi in giro per il mondo, un tesoretto fatto di 340 milioni di fan, di cui 60 milioni già attivi sui social del club. Sarà una nuova forma di membership per biglietti scontati, eventi della Juve e tutto quanto consentirà al tifoso di vivere esperienze esclusive con la squadra. Per il club, invece, una nuova fonte di guadagni.

I FAN TOKEN rientrano della categoria degli utility token: l’asset digitale, infatti, verrà acquistato su piattaforme exchange e darà diritto non ad utili (cosa che li renderebbe security token, cioè veri e propri prodotti finanziari) ma ad una serie di beni e servizi connessi, ad esempio, con iniziative di marketing della squadra. L’emissione di questi gettoni digitali è prevista nel primo trimestre del 2019 secondo quello che al società definisce «uno schema innovativo: il Fan token offering». Si tratterà, molto probabilmente, di un’offerta che ricalcherà lo schema tipico della ICO (Initial coins offering), anche se al momento non ci sono informazioni sul numero massimo dei token che saranno emessi e ad una possibile pre-sale, la prevendita tipica delle ICO. «L’esistenza di un cap impatterebbe sul valore dei token – spiega l’avvocato Milena Prisco (Cba) – dal momento che se fossero in un numero limitato potrebbero acquistare valore per una eventuale loro vendita sul mercato secondario dei vari exchange».

I TOKEN non incidono in alcun modo sulla struttura aziendale del club ma puntano piuttosto a monetizzare il coinvolgimento dei fan. Il diritto di voto a cui si fa riferimento nel comunicato della Juventus, infatti, sarà relativo non agli organi societari e agli atti di gestione ma a una forma di partecipazione dal basso che esprima il gradimento dei tifosi su determinati temi. «Gli utility token per definizione possono avere le caratteristiche più disparate lì dove sono moneta di scambio di beni e servizi», sottolinea l’avvocato Prisco. L’offerta verrà lanciata dalla piattaforma maltese Socios.com, la stessa utilizzata dal Psg, nata proprio per aiutare i club sportivi a monetizzare i diritti di voto. Il token bianconero sarà quindi acquistabile solo con il token nativo della piattaforma, il Chiliz ($CHZ). In sostanza, attraverso un’altra criptovaluta basata sulla blockchain di Ethereum. «Immagino che il token sarà regolato secondo il diritto maltese, fra i pochissimi a regolamentare criptovalute », sottolinea Prisco. Che avverte: «I tifosi dovranno attentamente esaminare il white paper che deve contenere i termini e le condizione della FTO e del token medesimo (es. i servizi acquistati hanno una durata limitata o illimitata?) con la massima trasparenza, prestare la massima cautela nella detenzione del wallet (dove verranno depositati i token) e il loro scambio sugli exchange» perché «ad oggi i rischi di una blockchain – così detta pubblica – sono ancora tutti realistici». Queste nuove criptovalute, o token, si basano infatti su piattaforme tecnologiche simili alla blockchain del Bitcoin, ma non sono altrettanto decentralizzate e, dunque, hanno più rischi di venire manipolate.

IL CALCIO italiano aveva già fatto il suo debutto nell’universo delle criptovalute: il Rimini è stata la prima squadra al mondo a essere acquistata in criptovaluta (il 25% rilevato dall’emiratina Heritage Sports Holdings). Mentre partnership e sponsorizzazioni di valute virtuali e piattaforme exchange erano invece già state sdoganate soprattutto dal calcio inglese. La nuova frontiera del criptocalcio promette di essere una vera e propria miniera d’oro per i club.

Di |2018-11-12T15:00:56+00:0012/11/2018|Imprese|