SPECIALE REMTECH EXPO

«Molto più di una fiera
Un luogo di confronto che punta a
migliorare il futuro del pianeta»

FERRARA

REMTECH EXPO torna, con numeri, idee e progetti per migliorare l’ambiente e il mondo. Il Presidente di Ferrara Fiere, Filippo Parisini, racconta la genesi e l’evoluzione della manifestazione, passata negli ultimi due anni dall’ospitare 160 imprese a oltre 300 questa edizione.

Presidente, come è nata Rem- Tech Expo?

«RemTech, acronimo per remediation technologies, nasce 12 anni fa, prendendo spunto dalla vocazione di realizzare nel futuro comunità colte, che comprendano imprese competenti e non solo per elaborare tecnologie di bonifica di aree contaminate. Inizialmente, l’idea era di riferirsi alle città chimiche degli anni ’30 presenti nel territorio del Nord Italia. Ma, col tempo, abbiamo incluso in modo partecipato sempre più imprese, istituzioni, comunità competenti, sino ad arrivare ad avere un think tank di tre giorni alla presenza di Università, comandi delle forze dell’ordine, professionisti, imprese e rappresentanti di fondi comuni, per analizzare assieme quanto la parte accademica possa informare le aziende e quanto queste, poi, sviluppino temi scientifici utili per il territorio e per il mondo».

Oggi quindi cosa rappresenta questa manifestazione?

«Non è una festa. Ma un evento colto, competente, di studio, impegnato. Qui si ha l’impressione di partecipare a un forum da cui si esce un po’ più consapevoli degli aspetti che migliorano il pianeta. È un’esperienza internazionale di sviluppo e di crescita, un’occasione per far conoscere quel pezzo d’Italia e di Europa che vuole cambiare il pianeta in meglio».

In questi termini, qual è un appuntamento assolutamente da non perdere?

«Mercoledì 19 in sezione plenaria, alla presenza di oltre 600 persone, sarà nostro ospite speciale Francois Grether, architetto francese che in assoluto può essere definito come il padre della rigenerazione urbana mondiale e autore di alcuni progetti d’importanza globale. Sarà con noi per un confronto volto all’elaborazione di proposte per la realizzazione d’infrastrutture che si coniughino con la qualità della vita. Una tematica molto importante stando alle previsioni per cui, nel 2050, oltre il 60% della popolazione mondiale si troverà a vivere nelle cosiddette megalopoli».

Quali aspettative attorno a questa edizione?

«Si tratterà di un’edizione da record, con 3.000 metri quadrati di superficie espositiva, 300 imprese per oltre 10mila persone fra professionisti, addetti ai lavori e visitatori. E poi tra 100 e 120 conferenze. Nove comitati scientifici, per circa 200 esperti tra i maggiori a livello nazionale ed europeo. Questo perché siamo partiti con l’idea di realizzare un convegno ricco, ma abbiamo poi capito anche l’importanza dell’interazione, in una piazza reale di riflessione generale. Così RemTech ha definito un nuovo concetto di corpo intermedio fra il piano legislativo e quello di soluzione pratica ai guai del pianeta».

Francesco Zuppiroli

La scommessa di Releo
Terreni solidi con Impact

FERRARA

IL CONSOLIDAMENTO del terreno si può ottenere con i pali di ghiaia. Ne sono convinti alla Releo, un’azienda di Ferrara che da più di 10 anni adotta questa tecnologia, definita sistema Impact. Tanto da finanziare un progetto di ricerca che ha lo scopo di dimostrarne scientificamente l’efficacia. L’operazione, coordinata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, vede la partecipazione di vari atenei, tra i quali l’Università di Bologna e la Brinham Young University. Se ne parlerà venerdì 21 settembre (alle 16.30) a RemTech Expo 2018, l’evento internazionale in programma alla Fiera di Ferrara. Il titolo dell’incontro è esplicito: ‘Consolidamento dei terreni tramite colonne in ghiaia’. Nell’occasione l’ingegner Simone Marchesini di Releo spiegherà il funzionamento del sistema Impact, sviluppato nel 1989 da Geopier Foundation Company e da Nathaniel Fox. La tecnologia è stata esportata in 24 Paesi grazie a partnership con aziende locali, che eseguono il lavoro sotto la supervisione della casa madre.

LA LICENZIATARIA per l’Italia è appunto Releo, i cui specialisti gestiscono tutto l’intervento, dalla fase progettuale alle prove, dalla posa in opera delle colonne di ghiaia al certificato di qualità rilasciato a fine lavoro. Secondo l’impresa ferrarese, il sistema Impact è un’ottima soluzione per consolidare i terreni, soprattutto quelli a rischio liquefazione. I pali in ghiaia, infatti, possono essere infissi a una profondità inferiore rispetto a quelli classici, poiché agiscono prevalentemente per attrito laterale. Inoltre, sono completamente naturali, dunque ecologici e sostenibili.

INFINE, sono più economici rispetto a quelli di cemento armato. Nell’ambito del progetto di ricerca, la loro efficacia viene testata in un campo prova appositamente selezionato: a Burana, nel comune di Bondeno, un territorio caratterizzato da terreni liquefacibili. «Le prove sono andate bene – assicura Eleonora Tornimbeni, titolare della Releo –, i risultati li presenterà l’Università al termine dello studio».

Antonio Del Prete


«Siamo un mix unico di pubblico e privato
Lavoriamo insieme per prevenire i disastri»

FERRARA

«AREMTECH EXPO non si partecipa. Di RemTech Expo si fa parte». Limpide le parole con cui Silvia Paparella, general manager della manifestazione, ci introduce allo spirito dell’evento in Ferrara Fiere dal 19 al 21 settembre.

Ci spieghi meglio, cosa intende con questa frase?

«Significa che RemTech è una manifestazione atipica, durante la quale si entra in una comunità altamente specializzata e multidisciplinare mista, pubblica e privata, di cui fanno parte molteplici attori cooperanti, che lavorano e condividono sapere ed esperienze per decodificarli e trasmetterli durante la tre giorni a Ferrara. Un momento di sintesi che ci accompagnerà con i suoi spunti fino all’edizione successiva».

Questo significa un lavoro di background lungo tutto un anno, giusto?

«Esatto. Il lavoro di preparazione svolto è un coordinamento fra ascolto e attività di networking. Tutto l’anno ascoltiamo e cerchiamo di cogliere e sviluppare al meglio le problematiche e le opportunità, e di valorizzare le possibili soluzioni che spesso sono già a disposizione, vanno solo riconosciute e rese note al mercato».

Quali sono perciò gli obiettivi prefissati per questa tre giorni di sintesi?

«L’obiettivo è una crescita e uno sviluppo che non rimangano solo parole nel vuoto. Viviamo in un Paese tanto meraviglioso quanto a rischio, come altri, rispetto ad alcuni argomenti ambientali e naturali. Ciò che vogliamo fare quindi è scattare una foto dello stato attuale dei rischi che insistono sul nostro Paese, in Europa e nel mondo, per prevenire i possibili disastri. Certo è un obiettivo difficile e alto, ma stiamo già lavorando col Governo e il Ministero dell’Ambiente per trasmettere queste conoscenze».

Fra le molte novità, ce n’è una che tende a quest’obiettivo in particolare?

«L’istituzione dei quattro tavoli di lavoro è una vera innovazione. Si tratta di un’occasione unica di confronto permanente tra il Sistema Nazionale di Protezione Ambientale e le imprese che prevede un percorso a tappe che parte da RemTech. E ci tengo a ringraziare per questo il presidente Stefano Laporta e il direttore generale Ispra Alessandro Bratti, senza i quali questa novità non si sarebbe realizzata».

In conclusione, perché è così importante porre l’accento su un ambizioso progetto come RemTech?

«L’obiettivo è focale. Si tratta di immaginare possibili futuri scenari ambientali e naturali cui poter far fronte in maniera sinergica, strategica e preventiva. Il motivo per cui RemTech si rinnova continuamente, con ben nove segmenti tematici, ciascuno che riprende in chiave tecnica, tecnologica e scientifica quelle che sono le problematiche del presente e del futuro, è per dare ad esse opportunità e soluzioni».

Francesco Zuppiroli

Esperti anti-inquinamento
«Ion Science Italia cresce»

FERRARA ESISTE un dispositivo capace di analizzare i soil gas (i gas del suolo), mercurio compreso. Ne controlla l’eventuale fuoriuscita dalla superficie. È portatile: una sorta di secchiello che viene lasciato quattro o cinque ore nel terreno e fornisce dati in tempo reale. Si chiama Flux Chamber. La sua versione aggiornata sarà presentata in anteprima mondiale a RemTech Expo 2018, l’evento internazionale in programma alla Fiera di Ferrara da mercoledì 19 a venerdì 21 settembre. Alla kermesse, infatti, parteciperà anche l’azienda che lo distribuisce sul mercato nazionale, Ion Science Italia. Si tratta di una società a partecipazione mista, italiana e inglese, con sede ad Anzola Emilia, nel Bolognese.

LA CASA MADRE britannica produce, tra le altre cose, sensori per il monitoraggio ambientale, strumenti per rilevare sostanze pericolose e misurare il livello di inquinamento di aria, terreni e acque. «Nel 2015 voleva aprire una filiale in Italia – racconta il direttore commerciale della subsidiary, Massimo Albertazzi (nella foto) –, e noi di Labservice (un’azienda di Anzola attiva dal 1983, ndr) li abbiamo convinti a farlo insieme». Così, l’investimento, probabilmente destinato a Milano, è stato dirottato su Bologna.

«STIAMO CRESCENDO bene – dice Albertazzi -, quest’anno chiuderemo con un fatturato di circa 700mila euro». In quanto unico centro di assistenza autorizzato presente in Italia, segue il servizio post vendita, la manutenzione e la calibrazione certificata su tutti i prodotti distribuiti. Al momento ci lavorano sette persone, ma l’obiettivo è salire di numero. «A ottobre assumeremo una ragazza, in prospettiva vogliamo arrivare a un organico di dieci elementi». I clienti? L’Arpa, l’Università, i vigili del fuoco, i laboratori di analisi chimica. Il futuro non spaventa, anzi. Va inseguito, conquistato. Bisogna mettersi in vetrina. Le fiere come RemTech servono a questo. Il direttore commerciale di Ion Science Italia guarda all’evento di Ferrara con ottimismo: «È la seconda volta che partecipiamo, l’anno scorso abbiamo riscosso molto successo».

an.del.

Di |2018-10-02T09:24:18+00:0017/09/2018|Focus Sostenibilità|