SPECIALE EXPO

RemTech alza il sipario a Ferrara
Bonifiche e tutela del territorio
In vetrina il top dell’innovazione

Francesco Zuppiroli
FERRARA

L’INNOVAZIONE al servizio dell’ambiente e del territorio. Torna, da mercoledì a venerdì a Ferrara Fiere con la dodicesima edizione, la RemTech Expo. L’unico evento internazionale permanente specializzato sui temi delle bonifiche, dei rischi naturali, della sicurezza, manutenzione, riqualificazione e rigenerazione del territorio si veste di nuovo. Ampliata, l’Expo quest’anno sarà composta da nove segmenti tematici. I focus saranno quindi le bonifiche dei siti inquinati, la tutela della costa e dei porti, dissesto idrogeologico, rischio sismico, sostenibilità, rigenerazione urbana, cambiamenti climatici, industria chimica d’innovazione e rischi.

CON IL MASSIMO coinvolgimento delle autorità e delle imprese, 300 quelle attese all’evento fieristico, sono stati organizzati importanti incontri propedeutici presso le principali sedi istituzionali di Roma, da cui sono emerse proposte e report che saranno quindi articolati sui tavoli di lavoro in Ferrara Fiere, per la fase di sintesi annuale. Le maggiori novità per questa dodicesima edizione riguardano, per un posto di rilievo nella tre giorni, l’introduzione dei tre nuovi segmenti tematici inerenti alla rigenerazione urbana, i cambiamenti climatici e l’industria chimica. Poi, l’istituzione dei quattro tavoli di lavoro permanenti per il confronto pubblico-privato con il coordinamento del Sistema Nazionale SNPA e l’avvio di RemBook, uno strumento interattivo di studio del mercato delle bonifiche e del loro impatto sull’economia. Infine, la nuova sessione all’esterno di live demonstration dedicata alle tecnologie innovative.

UN’AGENDA RICCA e articolata che prevede anche momenti congressuali focali e la prima conferenza del sistema nazionale Snpa. Numerose, inoltre, le sessioni dedicate a reti e infrastrutture, con i riflettori puntati sugli argomenti di massima attualità come le politiche abitative nei grandi centri urbani e un focus sul recentissimo crollo del ponte Morandi di Genova. Una parte dell’esposizione verrà poi riservata all’accoglienza delle delegazioni straniere, invitate nell’ambito del progetto di internazionalizzazione, sviluppato grazie al contributo della Regione Emilia Romagna. I delegati selezionati provenienti da Cina, India, Nord e Sud Africa e Brasile prenderanno parte a incontri bilaterali e tavole rotonde con le imprese espositrici, allo scopo di avviare relazioni di business e nuove partnership. L’expo avrà anche un programma di laboratori a misura di studente, inerente a temi di salvaguardia del territorio, economia circolare, sostenibilità e sicurezza. Un gruppo parallelo si occuperà dell’elaborazione di riprese video e interviste ai protagonisti per il primo cortometraggio di RemTech Expo.

I TRE GIORNI saranno poi chiusi con i premi di Laurea e Dottorato che saranno consegnati durante l’evento serale ‘Meet in RemTech’ dedicato alle attività di networking, e l’inaugurazione della mostra ‘Sulle strade del mondo’. Con questo ricco programma di appuntamenti di pensiero e confronto, RemTech Expo immagina quindi un’operazione di forte sensibilizzazione, ma anche e soprattutto il consolidamento di una comunità competente, proattiva e propositiva verso le istituzioni, il governo e gli organi di controllo, per la messa a punto di un piano strategico condiviso in favore del Paese e non solo. «Si tratta di un ritrovo destinato a offrire al mondo idee e soluzioni per essere migliore», afferma Filippo Parisini, presidente di Ferrara Fiere. «Perché, di RemTech, si fa parte», chiude il cerchio la general manager dell’Expo, Silvia Paparella.

Coltiviamo il futuro di DAVIDE GAETA
UNA PRIORITÀ SU CUI INVESTIRE

IL TEMA della tutela del territorio, della protezione ambientale e dei cambiamenti climatici, pur rappresentando le grandi sfide del pianeta, ricevono a tempi alterni l’attenzione della pubblica opinione. I sistemi economici di produzione alimentare hanno fatto passi avanti nelle tecnologie utilizzate e nella gestione dei meccanismi di mercato, tanto da garantire un sufficiente (e addirittura eccessivo) approvvigionamento alimentare per una buona parte del pianeta. Ma, se non tutelano la qualità dell’ambiente in cui viviamo, rischiano di perdere fondamentali battaglie in tema di difesa del territorio, di sostenibilità e di condizioni climatiche. Ce lo ricorda la ‘Global Commission on the economy and climate’ che, col suo ultimo rapporto, dimostra quanto sia conveniente puntare su un’economia a bassa intensità di carbonio. Il processo di transizione, infatti, non è abbastanza veloce e mette a rischio il raggiungimento degli obiettivi che la comunità internazionale si è posta. E questo, nonostante i benefici offerti dal passaggio da un mondo basato sui combustibili fossili a uno più ‘pulito’, sia sotto l’aspetto del benessere delle persone sia di opportunità di sviluppo data dal settore green. Si stima che, da qui al 2030, l’umanità potrebbe risparmiare, grazie a un cambio di marcia sull’azione climatica, 26 miliardi di dollari. Per riuscirci saranno fondamentali le scelte e gli investimenti che i decisori pubblici e privati faranno nei prossimi anni. Una finestra di tempo decisiva.

LO STESSO RAPPORTO mette in risalto le opportunità per la crescita di alcuni sistemi chiave per l’economia quali: l’energia, l’uso del suolo e la fruizione del territorio, i sistemi urbani, la gestione dell’acqua e la salubrità dell’alimentazione. Ciascuno di questi temi deve essere al centro di una politica internazionale, comunitaria e nazionale, senza che la loro priorità sia travolta o peggio stravolta dalle incombenze di bilancio. La qualità dell’ambiente, la perdita di biodiversità a causa dell’inquinamento e delle azioni umane, le nuove tecnologie a minor impatto ambientale, l’uso e riciclo dell’acqua, le energie rinnovabili al servizio dell’agricoltura, sono elementi fondamentali della sostenibilità e dell’economia circolare. Il ruolo che svolge il settore agricolo e alimentare in questo senso è strategico. L’Italia è oggi il terzo Paese nell’Ue per deficit di suolo agricolo e il quinto su scala mondiale. Secondo l’Istat, dal secolo scorso ad oggi l’Italia ha perso una superficie agricola pari a Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna messe insieme. Come prima conseguenza di tutto ciò, l’Italia dipende sempre più dall’estero per l’approvvigionamento di risorse alimentari. «Priorità per un’azione urgente» è l’imperativo dal sopracitato rapporto indirizzata al mondo politico e decisionale.

Davide.gaeta@univr.it

Di |2018-10-02T09:24:18+00:0017/09/2018|Focus Sostenibilità|