Energia smart alla Scala
L’acuto di Edison fa luce

Il Gruppo entra nei Laboratori e amplia la collaborazione storica con il teatro

La prima volta risale al 1883: sostituì le lampade a olio con 2.450 lampadine
L’intervento all’ex Ansaldo consente di tagliare i consumi elettrici del 60% e ridurre le emissioni di anidride carbonica. Progetti anche per il Fai

di Alberto Pieri
ROMA

Edison dà luce nuova ai laboratori del Teatro alla Scala. La collaborazione tra Edison e il grande teatro milanese è storia. Nasce nel 1883, con l’illuminazione a energia elettrica della Prima della stagione lirica del Teatro, che fu il primo a sostituire le lampade a olio con 2.450 lampadine che illuminarono con energia elettrica la Gioconda di Amilcare Ponchielli.
Il legame tra il Teatro alla Scala e la società elettrica è rimasto saldo in tutto questo tempo e ogni anno, in occasione della Prima, Edison compensa le emissioni di CO2 della Prima e delle prove con energia rinnovabile. Nel 2018 Edison è intervenuta a sostegno del progetto di illuminazione del Museo Teatrale alla Scala curato dal light designer Marco Filibeck. Ogni anno, in occasione della Prima della Scala, Edison realizza il progetto Prima Diffusa il palinsesto di eventi che “diffonde” l’Opera inaugurale al grande pubblico di Milano.
L’ulteriore passo nell’efficentamento del Teatro è oggi l’intervento ai Laboratori della Scala (dal 2001 alle ex Officine Ansaldo) che ospitano la maggior parte delle lavorazioni artigianali – scenografia, scultura, termoformatura, falegnameria, officina meccanica, assemblaggio scene, sartoria, elaborazione costumi, lavanderia – che realizzano gli allestimenti scenici del Teatro. L’imponente struttura di 20 mila metri quadri ospita la maggior parte delle lavorazioni artigianali degli allestimenti scenici, custodisce più di 60.000 costumi di scena, ospita le sale prova per il coro e uno spazio scenico per le prove di regia. Lì lavorano quotidianamente oltre 150 addetti. L’intervento di Edison ai Laboratori ha portato alla sostituzione e al miglioramento dell’impianto di illuminazione permettendo di ridurre la potenza nominale installata, da 45 Kilowatt (kW) a 26kW, tagliare i consumi elettrici del 60% e abbattere le emissioni di CO2: come dire 34 tonnellate di anidride carbonica evitate in un anno. Ai Laboratori, Edison ha realizzato un progetto illuminotecnico che ha portato alla sostituzione di 112 corpi illuminanti tradizionali, distribuiti nei 4 reparti dell’edificio con nuovi corpi illuminanti a tecnologia Led. Il risparmio elettrico annuo conseguente all’intervento d’illuminazione è indicativamente di 77,7 MWh/y. Il sistema di gestione e controllo dell’illuminazione ha la caratteristica di essere wireless, per eliminare i costi e la gestione di un sistema cablato. Inoltre, integra il modulo di controllo nel corpo illuminante permettendo di controllare e monitorare ogni lampada singolarmente. Tutti i moduli dei corpi illuminanti possono comunicare tra loro, inviare dati sul loro funzionamento ed essere configurate secondo le diverse esigenze lavorative e di visibilità.
Quanto fatto da Edison per la Scala è un esempio di quello che si potrebbe fare per l’efficentamento energetico nel nostro patrimonio culturale. L’Italia possiede il più grande patrimonio culturale a livello mondiale. Oltre 4.000 musei, 6.000 aree archeologiche, 85.000 chiese soggette a tutela e 40.000 dimore storiche censite. Ogni 100 km quadrati in Italia si contano mediamente oltre 33 beni censiti. La Pubblica Amministrazione gestisce oltre 3.000 dei circa 5.000 fra musei, palazzi, monumenti italiani con una spesa energetica annua che si aggira intorno ai 250 milioni di euro. Patrimonio edilizio prezioso ma molto energivoro. In alcuni casi le spese energetiche sono il 70% del bilancio. Un uso efficiente delle risorse può ridurre i consumi con notevoli benefici sull’ambiente e sulla spesa energetica. Risparmi che possono andare ben oltre la media del 30%.
Su questo tema Edison è in prima fila. In collaborazione con il Fai ha avviato un progetto per efficientare i beni storici del Fondo, a cominciare dalla sede milanese della Cavallerizza, dove è stato sostituito l’impianto di riscaldamento con una pompa di calore che mantiene temperatura e umidità costanti. Edison, inoltre, fornisce luce e gas a tutti i beni del Fai e ha avviato ulteriori analisi di smart audit presso alcuni beni del Fondo. In più sta svolgendo anche uno studio di smart audit alla Biennale di Venezia per gestire le risorse energetiche in modo ottimale grazie all’Internet of Things.