Al via il summit delle startup
La vetrina dell’innovazione

La kermesse all’università Bocconi di Milano

Attese 15mila persone oltre a 200 relatori italiani e internazionali
Fra workshop e dibattiti, le neo aziende presenteranno il proprio business

di Cosimo Firenzani
MILANO

Si dice #SIOS2019 ma sta per ’StartupItalia Open Summit’. Oggi, torna il principale evento italiano dedicato all’innovazione e alle startup e per la prima volta in collaborazione con Università Bocconi. All’interno di un campus da oltre 60mila metri quadrati, in via Guglielmo Röntgen 1 a Milano, con il rettore Gianmario Verona, il fondatore di StartupItalia David Casalini e Marco Montemagno, imprenditore della comunicazione notissimo sui social network, interverranno 200 ospiti italiani e internazionali e 1000 startup per raccontare il futuro. E ci sarà anche il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, per illustrare il ruolo chiave delle nuove tecnologie nella crescita delle piccole e medie imprese del nostro Paese insieme al Fondo Nazionale Innovazione appena varato dal governo. Sono attese oltre 15mila persone per seguire più di 200 relatori italiani e internazionali (di cui il 50% donne) nel programma curato come ogni anno da Giampaolo Colletti, 1.000 startup.
Oltre 20 workshop e 60mila metri quadrati: sono questi i numeri dell’edizione invernale di Startup Open Summit 2019 dal titolo ’Segnali dal futuro’. Ma che cos’è StartupItalia? Da 4 anni la più grande piattaforma italiana dedicata a studenti, sviluppatori, imprenditori e investitori ma anche imprese tradizionali che compongono l’ecosistema delle startup e dell’innovazione in Italia. Lo StartupItalia Open Summit è dal 2015 il più grande evento dedicato all’ecosistema startup italiano con oltre 200 speaker da tutto il mondo e oltre 10mila partecipanti.
Quella di oggi sarà un’intera giornata dedicata al «Diritto all’innovazione », citato dal ministro dell’Innovazione Tecnologica e Digitale Paola Pisano, che a pochi mesi dalla nomina racconterà il suo approccio e i risultati raggiunti in questi primi cento giorni.
Arriveranno oltre 1.000 startup da tutta Italia, dei settori del digital, life science, health, fintech e insurtech, blockchain, intelligenza artificiale, impatto sociale, IoT, food, agritech, turismo, cultura, solo per citare i principali, raccolti in oltre 20 workshop verticali nelle aule del Velodromo di via Sarfatti a Milano. E ancora: seminari e sessioni interattive che, insieme ai migliori investitori, esperti e innovatori, affronteranno tematiche di grande attualità, come i dati sull’ecosistema startup in Italia e in Europa, blockchain, il ruolo delle donne nei settori Ricerca e Sviluppo e Stem, le novità nel mondo dell’innovazione, il futuro del lavoro tra tecnologia e responsabilità sociale.
Ancora al centro ’Unstoppable Women’ con Anna Chiara Gaudenzi e Chiara Trombetta, con un #Bootstrap dedicato all’empowerment femminile con l’obiettivo di fare rete per crescere e con mentor di grandissime aziende che si metteranno a disposizione di giovani per dare loro consigli pratici e aiutarli ad emergere nel loro lavoro. Novità di questa edizione sarà lo StartupItalia Village, uno spazio espositivo in collaborazione con 4books che avrà a disposizione tre sale dedicate dove le startup avranno l’opportunità di presentare, davanti a migliaia di investitori, le proprie idee di business per rivoluzionare mercato e stile di vita futuri.
All’interno del villaggio ci sarà anche un’isola dedicata all’agenzia Ice, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico che organizzerà, nel contesto di SIOS19, il primo meeting dell’European Blockchain Partnership, un evento dedicato alla seconda edizione del Global StartUP Program, durante il quale verranno presentati i risultati del programma e verrà annunciata la nuova edizione che vede già coinvolte 90 startup in 6 nazioni (UK, Slovenia, USA, Cina, Giappone e Corea).
Solo negli Stati Uniti il programma ha già toccato Los Angeles, San Francisco, New York, Chicago e per il 2020 prevede il coinvolgimento di altre 150 startup in 10 paesi (Usa, Uk, Francia, Germania, Argentina, Israele, Giappone, Corea, Emirati Arabi e India) oltre ad una sede permanente in Silicon Valley. Il Global StartUP Program verrà presentato da Luca Annunziata e dal Presidente di Ice, Carlo Maria Ferro, il consigliere per l’innovazione del Mise, Marco Bellezza e Claudio Pasqualucci che dirige il programma dedicato alle startup in tutto il mondo.


Fiducia nelle neo aziende
Crescono bonus e incentivi

A Sios 2019 una startup italiana verrà premiata con un milione di euro

Il Paese entra nella top 10 per l’apporto di capitale alle imprese in erba e c’è oltre un miliardo ’da parte’ grazie al Fondo nazionale dedicato

di Cosimo Firenzani
MILANO

Una startup italiana verrà premiata con un milione di euro. Accadrà al #SIOS2019, dove sarà possibile conoscere la top 100 delle startup mondiali, oltre alla top 10 delle startup italiane e, tra queste, quella che verrà scelta da una giuria di 100 giurati e riceverà l’ambito premio. E sarà anche l’occasione per fare il punto sulla scena italiana dell’innovazione e in particolare del mondo delle startup. Le notizie che arrivano, intanto, sono confortanti: negli ultimi 5 anni l’Italia passa da ventisettesima a decima per totale investimenti in venture capital, addirittura nona se prendiamo i risultati dei primi 9 mesi del 2019 con quasi 600 milioni investiti, +90% rispetto allo stesso periodo del 2018.
In Italia, comunque, ci sono settori dove potremmo ancora dire la nostra come la manifattura, la moda, il design ma anche agricoltura o sport, dove l’Italia parte da posizioni privilegiate, i nostri professionisti e le nostre aziende cosiddette tradizionali sono già conosciute in tutto il mondo ma si innova ancora troppo poco. Qui stanno arrivando i primi risultati delle startup e qui ne arriveranno in futuro partendo da un numero già importante: 60mila persone lavorano già direttamente nelle nostre startup innovative. Il ministro Stefano Patuanelli ha completato il lavoro iniziato da Di Maio per il Fondo Nazionale Innovazione guidato da Enrico Resmini, un nuovo fondo da 1 Miliardo (ma che potrebbe arrivare fino a 2) dedicato a investimenti diretti nelle startup e nei fondi di Venture capital italian, Sono previsti anche incentivi fiscali del 40% per chi investe in startup, che salgono fino al 50% se a farlo sono imprese.
Ma si potrebbe citare anche il boom del crowdfunding, l’investimento diretto nelle startup. StartupItalia proprio in questo modo ha raccolto 2,6 milioni di euro da 2000 investitori. Nel resto del mondo, però corrono. Negli Stati Uniti ormai si sono superati da anni i 100 miliardi investiti ogni anno in imprese tecnologiche. E i risultati si vedono, basta vedere le prime 5 aziende per capitalizzazione per trovarne 4 ex startup. La Cina e tutta l’Asia viaggiano da tempo allo stesso ritmo, mentre il nostro Paese è restato molto indietro. Nel 2012 grazie all’allora ministro Corrado Passera nacque il registro dedicato con incentivi del 30% per chi investiva e poi il nulla. Nel frattempo in Europa è successo il terremoto, se guardiamo agli ultimi 5 anni la crescita in percentuale è stata superiore a Stati Uniti e Asia messe insieme, con quasi 30 miliardi investiti nel 2018 e 99 unicorni (le aziende che superano il miliardo di dollari di valutazione) solo lo scorso anno.
In Italia? Nemmeno uno. La verità è che Uk, Germania, Francia da sole rappresentano ancora quasi il 70% degli investimenti (e delle exit) ma che ci sono settori emergenti come la salute, life science il fintech e anche lo sviluppo di prodotti digitali destinati alle imprese in cui si concentrano i maggiori investimenti seguiti dalla mobilità, la robotica e la cyber security.
Ma un altro degli ambiti che viene guardato con grande interesse è quello della blockchain. Proprio a #SIOS2019 ci sarà la prima riunione dell’European Blockchain Partnership: l’agenzia Ice in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico organizzerà il primo meeting dell’European Blockchain Partnership, un evento dedicato alla seconda edizione del Global StartUP Program per presentare i risultati e annunciare la nuova edizione con 90 startup in 6 nazioni.

Dirigenti e innovazione, a che punto siamo

Lo studio di Startupitalia e Università di Pavia

MILANO

Chi sono i Chief innovation officer? Di cosa si occupano esattamente? Sono inventori, architetti dell’innovazione o forse…dei pirati? Il primo studio italiano sull’argomento, realizzato da Università di Pavia e StartupItalia, cerca di rispondere a queste ed altre domande circa il ruolo, la diffusione e la rilevanza strategica dei dirigenti con la più elevata responsabilità sui processi innovativi in azienda. Dopo i primi risultati preliminari su dati pubblici diffusi a settembre 2019, questa seconda fase della ricerca che verrà presentata durante #SIOS2019 offre un quadro più approfondito in merito al background, alle storie e ai risultati dei Chief innovation officer in Italia, grazie ad un campione rappresentativo di 155 dirigenti, con ruoli di questo tipo, consultati grazie ad interviste e questionari.
Lo studio sarà presentato dal professore Stefano De Nicolai, direttore del Master Emba Ticinensis dell’Università di Pavia. Qualche dato sulla rilevanza del campione: questi 155 dirigenti – tutti insieme – coordinano 4,443 dipendenti che hanno a che fare con l’innovazione. Le imprese rappresentate hanno fatturato complessivamente 114 miliardi di euro nel 2018 (equivalenti al Pil di mezza Finlandia, oltre il Pil dell’intero Kuwait). Quella sui Chief innovation officer, però, non sarà l’unica ricerca presentata durante #SIOS2019, la principale manifestazione in Italia dedicata all’innovazione. StartupItalia, inoltre, aggiornerà i partecipanti sul numero di round, gli investimenti, l’impatto nei posti di lavoro che hanno riguardato le startup italiane negli ultimi 12 mesi.
Verrà illustrata anche la ricerca AlmaLaurea 2018 relativa ai dati di crescita del genere femminile nei settori stem, acronimo utilizzato per indicare le discipline tecno- scientifiche, che sta per science, technology, engineering e math. Rispetto a 15 anni fa, le donne che si laureano in discipline Stem alla laurea triennale oggi sono quintuplicate (16.848 contro 3.398 del 2004). Con lavoro e retribuzioni inizia il gap di genere.

Cosimo Firenzani