SÌ, VIAGGIARE

«Il turismo è l’oro dello Stivale: puntiamo su russi e giapponesi Alitalia? Separarla dalla politica»

MILANO

SESSANTA MILIONI di turisti stranieri nel 2017, il 5,2% in più rispetto al 2016. Un settore che alla voce export ha portato nelle casse dell’Italia 362 miliardi di euro negli ultimi dieci anni, superando alimentare, abbigliamento e arredamento. «L’accoglienza è il punto di forza del made in Italy», dichiara Luca Patanè, presidente di Confturismo- Confcommercio, l’associazione di categoria delle imprese e delle professioni turistiche aderenti a Confcommercio Imprese per l’Italia. Tra il 2007 e il 2017 il turismo ha contribuito per il 60% al saldo della bilancia commerciale (128 miliardi su un totale di 216 miliardi di euro). Nell’ultimo decennio, è cresciuto di circa 3,5 miliardi di euro (+6,8%) e ha incrementato i posti di lavoro sia nel medio (261mila occupati in più tra il 2008 e il 2017, circa +20%) sia nel lungo periodo (+43% tra il 2001 e il 2017). «Sono dati incoraggianti – commenta Patanè – ma gli obiettivi da raggiungere sono ancora tanti. Ad esempio bisogna migliorare la connessione con diversi Paesi, come il Giappone che porta in Italia turisti che spendono anche nei periodi non di alta stagione. C’è il capitolo Russia con cui bisogna riprendere i rapporti del periodo pre-sanzioni e disciplinare il mercato cinese».

SE C’È UNA CERTEZZA – assicura Confturismo – è la crescita degli arrivi in Italia nei prossimi dieci anni. Secondo la Iata, l’organizzazione internazionale delle compagnie aeree, sugli aerei salirà tra il 4 e il 5% in più dei passeggeri (dato mondiale). «E questa previsione – spiega Patanè – non comprende i vettori low cost. Il turismo è una risorsa, il governo ne deve tenere conto migliorando le infrastrutture e individuando 3 o 4 aeroporti strategici sui cui investire e prevedere un sistema di collegamenti che porti i visitatori nelle diverse destinazioni. Ma se il biglietto da visita è la fusione del ministero del Turismo con quello dell’Agricoltura… Invece occorre definire un piano di sviluppo turistico efficace, capire se puntare sugli alberghi o sulle seconde case, privilegiando a mio parere i primi per incrementare i posti di lavoro che rispettano determinate regole». Infine, il tema Alitalia. «È un nodo da risolvere, va depoliticizzata: è fondamentale avere un vettore di bandiera proiettato sul turismo», è la richiesta del presidente di Confturismo.

Luca Balzarotti

Di |2018-06-26T13:37:04+00:0026/06/2018|Primo piano|