ROTTA SUGLI INVESTIMENTI

Carmignac punta su salute e hi-tech
«Nessuna paura per il dopo voto
Il rischio del 2018? L’inflazione»

Giuseppe Catapano

BOLOGNA

«CI ASPETTIAMO una notevole volatilità. Il rischio maggiore del 2018? L’inflazione». Sandra Crowl, membro del comitato investimenti di Carmignac, è protagonista del roadshow che nei giorni scorsi ha fatto tappa a Bologna. Crowl, il 2018 è l’anno caratterizzato dalla fine del forte stimolo monetario durato dieci anni.

Quale sarà lo scenario di riferimento?

«Prevediamo volatilità diffusa su tutti i mercati. La crescita resta molto resiliente, specialmente in concomitanza con la fine del lungo ciclo economico statunitense, grazie ai tagli preannunciati in ambito fiscale. L’Unione europea e i mercati emergenti non hanno ancora mostrato forti segnali di rallentamento. Di conseguenza, preferiamo gli investimenti in ambito azionario, ben valutati rispetto ai tassi core dei titoli di stato europei che, al contrario, sono ancora sopravvalutati».

Quanto influirà l’inflazione?

«L’inflazione si è addentrata in un lungo e tortuoso cammino per raggiungere il target posto dalla banche centrali: è il vero rischio per il 2018. Attualmente, l’azionario sta incorporando questo fattore e gli investitori dovrebbero tenerlo presente, stando alla larga da società molto indebitate».

E le dinamiche politico-istituzionali?

«Quest’anno, il panorama politico europeo non sarà privo di sorprese, ma riteniamo che il programma di riforme dell’Ue possa comunque essere attuato. In attesa di capire cosa accadrà in Italia, la decisione del partito socialdemocratico tedesco in merito a una coalizione Cdu-Csu ha già creato un lieve rally dei Bund in qualità di bene rifugio per gli imminenti periodi di incertezza politica. A nostro avviso, nel breve periodo, la miglior copertura contro i rischi è rappresentata da posizioni neutre sui Bund e da un certo grado di protezione rispetto all’Euro, mantenendo al contempo posizioni fisiche sui Btp italiani e sulle azioni europee».

A proposito di incertezze politiche: in Italia quale sarà l’impatto sui mercati?

«I fattori di rischio sono mitigati dal calo di retoriche euroscettiche, dalle restrizioni alla nuova riforma elettorale e dal fatto che, qualunque sarà il governo in carica in Italia, il Paese sarà sempre uno dei partecipanti chiave al tavolo delle riforme politiche in Europa che, solitamente, favoriscono la crescita dell’Italia e la stabilità bancaria».

Cosa bisogna aspettarsi dai mercati azionari dopo l’inversione di rotta di inizio febbraio?

«Per la prima parte dell’anno, il funding è ancora abbondante e le politiche di Trump sono ancora reflazionistiche. Il ciclo M&A e i buy-back sosterranno le valutazioni. Maggiori costi per il finanziamento potrebbero penalizzare proprio le società che fanno affidamento sui finanziamenti per poter crescere. Inoltre, per noi, le azioni cicliche sono sopravvalutate rispetto a quelle difensive».

Su quali settori sta puntando Carmignac?

«Riteniamo che, in uno scenario caratterizzato dall’incremento dei tassi di interesse, attualmente il comparto tecnologico offra le migliori opportunità di crescita e pochi rischi per via dei bilanci delle società, caratterizzati da elevata liquidità. Il settore dell’healthcare presenta opportunità interessanti, grazie ai progressi tecnologici e alla robotizzazione, come testimoniato da Stryker e l’Intuitive Surgical. Il settore dei beni di consumo offre un’ampia gamma di opportunità in ambito ecommerce, provenienti da società come Amazon o il portale cinese Wuba. Abbiamo degli investimenti selettivi nel settore dell’energia che traggono beneficio da forte crescita e robusta produttività all’interno dell’azionario Usa».

 

Roboadvisor. Blue chip e materie prime, è il momento di rischiare

ROMA

L’ALGORITMO di Intelligenza artificiale che ha generato il RoboAdvisor di SelfieWealth, ha assunto una posizione molto aggressiva sui mercati finanziari globali. In particolare, il portafoglio ideale, tradizionalmente con un profilo di rischio medio, è diventato fortemente esposto verso la classe azionaria, e dunque ha allocato la gran parte del capitale su titoli azionari, raggiungendo quota 60%. Gli investimenti geograficamente individuati dal robot, per puntare dritti a rialzi di breve termine, spaziano su Cina, Canada, Germania, Hong Kong, Nuova Zelanda, Singapore, Indonesia e Stati Uniti. Le osservazioni sulle scelte del robot possono spingersi oltre: guardando all’asset allocation ideale, si nota come la quota del portafoglio dedicata alle obbligazioni sia ridotta drasticamente, praticamente annullata se non per qualche obbligazione vicina alla scadenza che rimane in via residuale; importante invece la quota in Etf, alternativi ai fondi comuni, che sono sopra il 30% dell’allocazione di capitale.

PER QUANTO riguarda la volatilità registrata nell’ultima settimana, i valori raggiunti sono decisamente contenuti sui mercati globali, a parte qualche puntuale strumento finanziario; nel particolare il robot rileva i minimi dell’ultimo trimestre, sotto quota 6% per il SelfieWealth Volatility Index, indice di un quadro potenzialmente stabile, circostanza che evidentemente ha indotto il robot a premere sull’acceleratore azionario. Andando nel dettaglio dei titoli che l’algoritmo ha selezionato per i propri portafogli sintetici, emerge una visione focalizzata su aziende che trattano materie prime: di questo gruppo di titoli segnaliamo le canadesi Blue River Resource, Black Iron, Grenville Gold e la mentre sugli altri mercati, interessanti sono Redstar Gold e United Uranium, Amedeo Resources; fuori dal settore materie prime, il robot stima previsioni al rialzo anche per l’australiana, impegnata nel settore dei fertilizzanti per Nord America e Australia, e la piccola, una holding basata su Hong Kong che investe nel settore delle forniture beauty&wellness.

IL MERCATO finanziario italiano invece è totalmente in sordina, con una tendenza prevista molto inferiore a quella degli altri mercati; pertanto il robot ha scelto di non allocare nulla su Milano e, tenendo presente la riduzione di obbligazioni già detta, anche la quota in titoli di Stato italiani è praticamente da trascurare per ora. Verranno momenti migliori per Piazza Affari, in attesa delle urne.

A cura di SelfieWealth

 

Di |2018-10-02T09:24:42+00:0006/03/2018|Dossier Economia & Finanza|