Millennial, un regalo anti ansia economica

La ricerca di Threadneedle Investments

La generazione che ha tra i 23 e i 38 anni ha difficoltà anche a pianificare le spese di Natale Aspesi (country head Italia): faticano a risparmiare

di Andrea Telara
MILANO

Preoccupati per la loro situazione economica e in difficoltà quando devono effettuare un’adeguata pianificazione finanziaria. Sono così gli italiani che appartengono alla generazione dei millennial, cioè i giovani nati tra il 1980 e il 2000 e cresciuti nell’era digitale. A dirlo è un sondaggio condotto dalla casa di gestione internazionale Columbia Threadneedle Investments, su un campione di 2mila persone, tra cui 563 millennial.
Si dice spesso che gli italiani, pur essendo un popolo di grandi risparmiatori, siano carenti sul fronte dell’educazione finanziaria e incontrino non poche difficoltà a programmare con metodo e razionalità i loro investimenti, senza farsi prendere dall’ansia e dall’emotività. A leggere i dati contenuti nel sondaggio di Columbia Threadneedle Investments, questa opinione diffusa appare purtroppo confermata. Oltre la metà degli italiani (53%), secondo l’indagine, concorda sul fatto che le preoccupazioni economiche siano per loro fonte di stress tanto da tenerli svegli la notte. Questo atteggiamento è ancora più diffuso rispetto alla media proprio tra i millennial, il 62% dei quali dice di soffrire di insonnia causata dalla difficoltà di arrivare a fine mese e dalla difficoltà nel pianificare il proprio futuro finanziario. Il 40% dei nati dopo il 1980, inoltre, vive con preoccupazione il confronto a livello finanziario con amici e familiari, un confronto che potrebbe risultare ancora più difficile a causa dell’esposizione ai social media.
Il dato rilevato tra i millennial risulta nettamente più alto rispetto a quello che si registra tra gli appartenenti alla Generazione X (i nati tra il 1945 e il 1964) e tra i baby-boomers (i nati tra il 1964 e il 1980). Un altro risultato preoccupante che emerge dall’indagine di Columbia Threadneedle evidenzia che, quest’anno, un quarto dei nati a cavallo dei due millenni (26%) afferma di avere difficoltà addirittura nel pianificare le spese legate al Natale, dai regali al cenone (contro il 22% della Generazione X e solo il 14% dei baby boomer). Fra i millennial si avverte, inoltre, particolare preoccupazione su come affrontare le spese di breve periodo, ma anche sulla realizzazione di un piano pensionistico adeguato. I nati dopo il 1980 risultano la generazione più afflitta da ansie di tipo economico. Le prime e principali fonti di preoccupazione sono acquistare una casa (66%), avere una pensione confortevole (63%), beneficiare di assistenza socio-sanitaria dopo il ritiro dal lavoro (61%) e disporre di liquidità per affrontare spese importanti (61%). «Quando si tratta di risparmio e di come o dove spendere i propri capitali esistono sempre differenze generazionali», dice Alessandro Aspesi, country head Italia di Columbia Threadneedle (nella foto), «ma è abbastanza preoccupante il fatto che dalla ricerca sia emerso che così tanti millennial siano angosciati su come poter affrontare le spese relative al Natale ». Aspesi sottolinea che la generazione che oggi ha tra 23 e 38 anni di età ha un’aspettativa sulla qualità di vita sicuramente più alta rispetto ai propri genitori, ma deve anche affrontare un contesto finanziario ben più difficile e, di conseguenza, una maggiore pressione psicologica. «Tutti vorrebbero sentirsi economicamente al sicuro, sia che si tratti di accumulare risparmi per il futuro, sia di poter acquistare una casa», aggiunge il country head Italia di Columbia Threadneedle, che sottolinea un altro aspetto importante: questa generazione nata dal 1980 in poi oggi fa realmente fatica ad accumulare e a risparmiare. «Forse il miglior regalo di Natale e il miglior proposito per il nuovo anno che un millennial possa fare», conclude, «è iniziare a pensare alla gestione delle proprie finanze in un’ottica di lungo periodo, anche con dei piani di investimento».

Un test per valutare
la cultura finanziaria

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MILANO

Essere ‘finanziariamente analfabeti’ si paga caro in tutto il mondo, ma in Italia costa un po’ di più. In 30 anni si può stimare in oltre 120 miliardi di euro il falò dei risparmi tra crac bancari, finanziari e industriali. Una stangata senza fine dove ci si domanda legittimamente se i regolatori potevano intervenire più tempestivamente a tutela dei risparmiatori e dove emerge, dall’altra parte, evidente la scarsa educazione finanziaria di larghi strati della popolazione che colloca puntualmente l’Italia nelle classifiche finanziarie mondiali agli ultimi posti, mettendo i risparmiatori italiani, addirittura, come conoscenze, dietro Zimbabwe e Togo al 63° posto (Standard and Poor’s/Banca Mondiale).
E la storia della professoressa di ginnastica che ha perso tutti i suoi risparmi sui titoli della Popolare di Bari ci dice che qualche ragione c’è. Anche per questo SoldiExpert SCF (nella foto Salvatore Gaziano, amministratore e socio fondatore insieme a Roberta Rossi), società di consulenza finanziaria indipendente, per festeggiare i 18 anni di attività ha deciso di pubblicare un dizionario finanziario, il Soldiario, che ha messo a disposizione gratuitamente sul proprio sito (soldiexpert. com) arricchendolo anche di un test ispirato da un libro di Paolo Villaggio ed edito da Umberto Eco che consente a tutti di valutare in modo divertente la propria conoscenza dello slang finanziario. Il titolo di questo dizionario finanziario è un omaggio e un ricordo a Diego Pastorino, scomparso nel 2009. Fu lui a ideare il termine Soldiario per una rubrica sul sito SoldiOnline, di cui fu fra i fondatori nel lontano 1998.