RISPARMIARE SENZA SPECULARE

La responsabilità sociale premia
Banor analizza le performance:
«Etica e successo sono unite»

Andrea Telara
MILANO

E’MEGLIO acquistare le obbligazioni emesse da un’azienda socialmente responsabile o quelle di un’impresa un po’ meno sensibile alle tematiche della sostenibilità e trasparenza del business? Leggendo i risultati di una ricerca realizzata di recente da Banor Sim e dalla School of Management del Politecnico di Milano, non sembra difficile rispondere a questo interrogativo. I bond delle aziende sensibili ai principi della responsabilità sociale hanno avuto sul mercato delle performance migliori. Ciò significa, tradotto in gergo finanziario, che le obbligazioni di imprese attente alle tematiche Esg (sigla che identifica la tutela dell’ambiente, l’impatto sociale e la trasparenza del business n.d.r,), vengono percepite dagli investitori come titoli più affidabili e meno rischiosi nel breve e medio termine.

«PER EFFETTUARE la nostra analisi», spiega Massimiliano Cagliero, amministratore delegato e fondatore di Banor Sim, «abbiamo adottato lo stesso approccio e la stessa metodologia utilizzata da George Serafeim, professore della Harvard Business School, tra i più autorevoli esponenti nell’ambito dell’investimento responsabile, che da anni analizza il fenomeno e la correlazione tra criteri Esg e le performance di mercato.» Cagliero ricorda che nel 2018 Banor Sim ha effettuato un’analisi dello stesso tipo, concentrandosi però sul mercato azionario». «Quest’anno», dice il manager, «abbiamo voluto esplorare l’altra faccia del mercato, cioè il segmento obbligazionario, su cui i nostri clienti sono sempre stati storicamente molto presenti». Spostando il focus della ricerca, i risultati sono però più o meno gli stessi: le imprese maggiormente attente alla sostenibilità sono anche quelle che sulle piazze finanziarie internazionali riescono ad avere delle performance migliori. Nel caso dei bond, è emerso però che il parametro più rilevante per gli investitori e per la businesscommunity è soprattutto la buona governance, cioè la gestione trasparente e lungimirante dell’azienda, mentre i fattori ambientali e sociali sembrano essere percepiti come un po’ meno rilevanti. A parte i dettagli, però, una cosa è certa: l’analisi di Banor Sim e del Politecnico di Milano, che ha riguardato 536 obbligazioni quotate sui listini europei ed emesse da 146 imprese di medie e grandi dimensioni, dimostra ancora una volta che la responsabilità sociale, oltre che apprezzabile dal punto di vista etico, è anche un fattore di successo per il mondo imprenditoriale.

DI QUESTI temi si è discusso in un convegno organizzato da Banor e tenutosi lo scorso 15 maggio a Roma, a cui hanno partecipato lo stesso professor Serafeim della Harvard Business School oltre ad Alessandro Tappi, chief investment officer dell’European Investment Fund e Giancarlo Giudici della School of Management del Politecnico di Milano, coordinatore dello studio. «Le tematiche Esg sono al centro dell’attenzione come non mai», ha detto Giudici «e gli investitori dimostrano sempre di più la volontà di impiegare i risparmi considerando parametri di sostenibilità ambientale, sociale e di buona governance societaria». Di fronte a questa tendenza, il professore della School of Management del Politecnico di Milano invita dunque gli asset manager, cioè chi gestisce i risparmi delle famiglie, a farsi trovare pronti alle nuove sfide che si profilano all’orizzonte. Rendimenti, protezione dai rischi e sostenibilità, insomma, sono destinati ad andare sempre più a braccetto.

Talent Garden Apre un campus dedicato alla sostenibilità

MILANO

HA APERTO a Milano il primo Campus dedicato al foodtech e alla sostenibilità, settori trainanti dell’economia digitale globale e dell’innovazione. A realizzarlo è Talent Garden (nella foto il fondatore Davide Dattoli), la più grande piattaforma in Europa di networking e formazione per l’innovazione digitale nata in Italia nel 2011, che continua così la sua espansione.

IL NUOVO campus, situato all’interno del Palazzo della Regione Lombardia all’interno del quartiere Isola, va ad aggiungersi ai 2 già attivi di Via Calabiana e di via Merano, che ospitano ad oggi oltre 500 professionisti e che rappresentano già due punti di riferimento per il mondo dell’economia digitale e dell’innovazione cittadina e nazionale. Il campus di Milano Isola offrirà postazioni di lavoro per circa 180 professionisti di startup, aziende, incubatori, venture capital, università e realtà del mondo food tech e sarà al contempo un luogo di condivisione e networking nel quale creare e sviluppare nuove opportunità e idee di business che aprirà ufficialmente i battenti a partire da settembre.

AL SUO interno saranno presenti anche 2 aule nelle quali si terranno i corsi della Innovation School, la scuola di formazione di Talent Garden dedicata al mondo dell’innovazione e del digitale. Questa nuova apertura fa seguito alla recente importante raccolta da 44 milioni di euro ottenuta di recente da Talent Garden e si inserisce all’interno di un processo di sviluppo che vedrà protagonista Talent Garden da oggi ai prossimi anni con l’obiettivo di diventare la realtà di riferimento nel mondo dell’innovazione digitale a livello europeo. «Talent Garden – spiega la società in una nota – nata a Brescia, ha l’obiettivo di favorire la crescita di imprenditori, professionisti e aziende di tutte le dimensioni, dalle piccole e medie realtà alle grandi Corporate attraverso la condivisione di spazi, realizzazione di attività di formazione e programmi di networking».

UN MODELLO che si è rapidamente esteso in Europa e che oggi ha portato la società ad essere presente in 23 città e 8 Paesi europei diventando leader europeo del suo settore. Questo anche grazie all’entrata nel capitale sociale, anni fa, di Tip – Tamburi Investment Partners – e di alcune importanti famiglie di imprenditori italiani.

Di |2019-05-20T09:55:27+00:0020/05/2019|Dossier Sostenibilità|