Rapporto sullo sviluppo

Le ricette per crescere
La Toscana sul podio dei distretti eccellenti

Sandra Nistri

FIRENZE

L’ UNICO settore ad avere aumentato la capacità produttiva durante il periodo della crisi. Ora che l’uscita dal tunnel sembra più vicina la farmaceutica in Italia continua a migliorare i propri risultati in termini economici. Nel 2015 nel settore della produzione farmaci l’Italia ha confermato la sua posizione nell’Ue: seconda sola alla Germania con il 19% del mercato in Europa. L’anno scorso poi, dati del Mise, la farmaceutica ha fatto registrare un notevole incremento dei fatturati e le prospettive sembrano positive anche per il 2017. In questo quadro il primo posto assoluto, tra i distretti farmaceutici, va ancora alla Lombardia: prima regione farmaceutica e biotech in Italia con oltre 27mila occupati diretti ai quali si aggiungono circa 17mila nell’indotto.

SECONDO posto per il Lazio con più di 50 aziende specializzate nel settore quasi tutte riunite nel distretto industriale nato negli anni ’60 a Latina e che oggi comprende anche Frosinone e Rieti. Il territorio laziale è secondo per numero di occupati, ma primo per export. La Toscana è saldamente sul terzo gradino del podio con circa 10.400 occupati, circa 6.200 addetti diretti e 4.200 nell’indotto, un export di un miliardo di euro l’anno e 250 milioni di investimenti: Firenze, Pisa e Siena sono fra le prime venti province farmaceutiche in Italia potendo contare su 15 stabilimenti produttivi e nove imprese con laboratori di ricerca. In particolare il distretto toscano si caratterizza per la specializzazione nei vaccini, negli emoderivati e nei biotech. Impossibile citare tutte le i aziende farmaceutiche della Toscana ma, tra le multinazionali, ci sono colossi che hanno sedi e quartier generali proprio sul territorio: Menarini, Novartis, Eli Lilly, GSK (con stabilimento produttivo e centro ricerca a Siena), Baxter, Biomérieux, Kedrion. In questo ambito vanno segnalati anche possibili progetti di sviluppo in terra toscana: la Kedrion ad esempio, multinazionale che lavora il plasma i per produrre emoderivati, a fine 2015 ha inaugurato un nuovo stabilimento a Castelvecchio Pascoli in Garfagnana rinunciando all’esternalizzazione della produzione in Canada. Mentre la Eli Lilly sta lavorando per far crescere ancora la propria sede italiana a Sesto Fiorentino in provincia di Firenze dove è stato realizzato uno dei più innovativi stabilimenti per la produzione di farmaci da biotecnologia in Italia destinato alla produzione di insulina da Dna ricombinante.

IL PROGETTO di ampliamento prevede l’acquisizione dell’area di un confinante liceo scientifico che sarà ricostruito ex novo nel campus universitario del polo scientifico e tecnologico dell’Università di Firenze. A Sesto Fiorentino ha sede anche uno stabilimento del gruppo Baxter che, dal 2015, per la scissione di Baxter in due aziende ha assunto la ragione sociale Bieffe Medital Spa . Oltre alla multinazionale Menarini, un colosso con 16mila dipendenti che ha la testa a Firenze, è fiorentina anche Pasquali Healthcare, società indipendente e privata che opera nel mercato dei farmaci da banco, dispositivi medici, cosmetici funzionali ed integratori alimentari.

Di | 2018-05-14T13:14:49+00:00 07/03/2017|Focus Farmaci & Salute|