QUESTA SETTIMANA SU YOUFINANCE.IT

Investimenti e psicologia
La lezione di Gaziano e Rossi:
imparate a gestire le emozioni

Francesco Gerardi
MILANO

«OGNI investitore è vittima due volte: dell’industria finanziaria, certamente, ma anche di se stesso. Non c’è infatti nessun campo come quello degli investimenti dove la paura, l’avidità e tutta la gamma delle emozioni possono portare a prendere decisioni sbagliate ». Salvatore Gaziano e Roberta Rossi, consulenti finanziari indipendenti, nel loro secondo modulo del corso di Youfinance.it si occupano di tutto quello che occorre conoscere degli strumenti finanziari per non finire spennati. Per sapere quello che potrebbe salvare i nostri risparmi basta iscriversi sul sito e accedere alla lezione, ma intanto diamo qualche anticipazione.

In che senso siamo vittime di noi stessi?

«Il fatto è – risponde Gaziano – che tra investimenti e psicologia c’è un forte legame. L’industria finanziaria gioca sulle nostre debolezze e molti prodotti sono costruiti sulla paura e sull’avidità. In più, il risparmiatore medio riesce con difficoltà a comprenderli e normalmente si accorge solo di quella parte della storia che gli si vuole raccontare».

Quali sono i prodotti che inducono maggiormente in errore?

«Sono tanti. I primi in ordine di tempo sono state le polizze unit linked, con il rassicurante elemento della polizza e quindi la minor percezione del rischio finanziario, e i fondi multiasset, che invece danno l’impressione che comunque vada il mercato sarà un successo. Anche la pubblicità di questi prodotti è concepita per indurre false convinzioni e colpire l’immaginario».

E più recentemente?

«Ad esempio i fondi a cedola, che attirano l’investitore facendo leva su alcuni problemi del nostro tempo, tipo i redditi che non consentono di arrivare a fine mese e il bisogno di un’integrazione. Puntano insomma sul vantaggio di ricevere un extra certo e predefinito e sulla gratificazione immediata, tralasciando però il fatto che spesso la cedola può essere presa dal capitale e determinare perdite».

Quindi il risparmiatore deve difendersi su tre fronti: quello della scarsa conoscenza della finanza, quello psicologico e quello commerciale…

«Esatto. C’è la tendenza a farsi convincere da prodotti che suonano bene e sono concepiti per allettare puntando sui bisogni più comuni».

Un consiglio?

«Ad esempio, per quanto riguarda l’azionario, ha senso per chi ha capitali di un certo tipo e non risparmi di qualche decina di migliaia di ero, Tperché rappresenta un rischio di eccessiva concentrazione. La regola è sempre diversificare. Per i patrimoni piccoli occorre preferire Etf o fondi».

Gabriele Bellelli «Pianificare il futuro finanziario»

MILANO

PIANIFICARE il proprio futuro finanziario è il tema dell’intervento del consulente e formatore Gabriele Bellelli (nella foto) di questa settimana. «Sì, perché in Italia tendiamo a non avere le competenze per costruire correttamente il portafoglio – spiega Bellelli – . Il paradosso è che, stando ai dati di Banca d’Italia, gli italiani risultano mediamente più ricchi degli altri europei, con un patrimonio medio di 206mila euro a famiglia. Ma questo patrimonio è sbilanciato in investimenti immobiliari e titoli di Stato».

Che conseguenze ha un patrimonio sbilanciato?

«Mancando la diversificazione si ha l’incapacità di far fronte ad eventi choc che potrebbero ad esempio colpire l’Italia, che rappresenta il 100% del portafoglio».

Ma come si costruisce un portafoglio efficiente?

«Intanto bisogna concepire il denaro non come un fine ma come uno strumento. Quindi il primo passaggio è definire i propri obiettivi finanziari. La prima categoria di obiettivi è la protezione e la conservazione, che è l’obiettivo base, il cassetto per gli imprevisti. La seconda è quella di avere un’entrata periodica, pensiamo a chi ha le rate del mutuo da pagare o chi rimane senza lavoro e deve arrivare a fine mese. Poi c’è l’obiettivo legato al futuro: l’esempio classico è l’università dei figli. Infine l’obiettivo generico del rendimento».

E una volta definito l’obiettivo?

«Si devono scegliere gli strumenti finanziari più adatti. Se cerco un’entrata periodica ho bisogno di prodotti che mi paghino un interesse. Analizzando portafogli ho verificato che questa regola non è rispettata ».

E poi?

«Bisogna chiedersi quale sia il proprio grado di rischio, in termini quantificabili. Quanto denaro siamo disposti a rischiare di perdere? E poi serve definire anche l’ottica temporale».

f. ger.


Studiare le bolle speculative del passato
I consigli del trader Stefano Fanton

MILANO

«IL TRUFFATORE e il truffato, in realtà, sono complici. Un esempio che spesso faccio è quello di Bernard Madoff, l’autore di una delle frodi più clamorose di sempre. Si difese dicendo che era stato costretto dal mercato a produrre quei rendimenti, altrimenti nessuno gli avrebbe dato i soldi. Capisce? Era la gente che voleva fossero veri». Stefano Fanton è trader, formatore e scrittore di lungo corso, socio ordinario Professional Siat e ideatore di Traderpedia. Nel corso online di Youfinance propone un’interessantissima lezione sulle bolle speculative, un’escursione guidata attraverso la storia economica che, al tempo stesso, dà consigli pratici per operare oggi sui mercati. La storia è sempre maestra di vita.

Che cos’è una bolla?

«È una fase del mercato in cui si assiste a un considerevole aumento ingiustificato dei prezzi per una crescita repentina della domanda. Di solito riguardano beni immateriali, a cui è difficile dare un valore, ma si può assistere a bolle anche di beni materiali, come gli immobili».

Perché ha deciso di parlarne su Youfinance?

«Perché sono le più grandi occasioni per fare profitti in fretta, ma se non si è veloci a capire quando è troppo e a uscire, succedono disastri. E siccome la storia si ripete sempre, studiare le bolle del passato ci aiuta a capire quelle del presente. Bitcoin è l’esempio più attuale, perché ha avuto un incremento di valore incredibile e poi un calo altrettanto incredibile che dura da più di un anno e continua a far danni».

Non è un paradosso?

«Ha fatto più danni, per assurdo, nella fase di discesa convinta, quando dall’osservazione dei prezzi si è passati all’osservazione dei dogmi, delle convinzioni, e si è continuato ad accumulare Bitcoin a 20mila, a 15, a 10, anche a 3, spinti non tanto dai prezzi e dall’effettiva situazione ma dalle speranze. È come il canto delle sirene sulla rotta per Itaca: ci fissiamo nella testa una melodia meravigliosa e così non vediamo la realtà ».

E qui torniamo all’idea che spesso gli inganni sono autocreati…

«Certo. La verità è che la gente conosce il prezzo di tutto ma il valore di nulla, perché il valore è effimero, cambia a seconda di quanto si è disposti a pagare in funzione dell’aspettativa dell’incremento di valore di un bene. Non potrebbe esserci un inganno della mente se non ci fosse una vocina interiore che nutre aspettative irrealistiche e illusioni. L’entità nascosta che si chiama ‘rischio’ nessuno la vuole vedere nei propri investimenti ». Allora impariamo dal passato, studiamo la lezione su Youfinance. it.

Francesco Gerardi

Di |2019-02-18T10:01:57+00:0018/02/2019|Dossier educazione finanziaria|