PROTAGONISTI IN VETRINA

Alpitour decolla con i suoi Boeing
«Così portiamo gli italiani in vacanza»

Giuliano Molossi

MILANO

C’È UNA COSA che in Italia va bene, il turismo. Dopo anni difficili la gente è tornata a viaggiare. Sono aumentati gli italiani che partono e sono aumentati gli stranieri che arrivano. Per la prima volta dal 2008 il mercato globale dei pacchetti turistici venduti dalle agenzie è cresciuto del 6 per cento. Il giro d’affari delle stesse agenzie (evidentemente non ancora uccise dal web) è salito del 7 per cento. L’industria delle vacanze guarda al futuro con ottimismo. Alpitour, leader di mercato dei tour operator italiani, festeggia i suoi 70 anni di vita con un fatturato di un miliardo e 217 milioni e un ebit da di 46 milioni (cinque anni fa erano 11). Gabriele Burgio, 63 anni, che da cinque anni tiene le redini del gruppo (è presidente e ad) non nasconde la sua soddisfazione per i risultati ottenuti: Alpitour consolida la leadership guadagnando spazio in un mercato in crescita, e punta, nel giro di cinque anni, a raddoppiare il fatturato. «Il 2017 è stato un anno molto buono per noi. Nel nostro business tradizionale, che è quello di portare gli italiani in vacanza, siamo cresciuti del 10 per cento, un po’ di più del mercato. Le performance migliori sono state registrate dall’area del tour operator e questo si è riflesso su tutta la filiera di un’azienda integrata come la nostra. Quindi di conseguenza abbiamo avuto più passeggeri sulla nostra compagnia aerea Neos e più clienti nei nostri alberghi. È stato un anno positivo sia come fatturato che come margini, anche perché abbiamo cominciato a vedere i risultati di molti anni di investimenti. Dopo aver tanto seminato abbiamo cominciato a raccogliere i frutti».

Merito anche delle risorse acquisite dopo l’ingresso nel capitale della Tip di Giovanni Tamburi che detiene oltre il 32%?

«È stato un passaggio fondamentale per il gruppo. Quelle risorse (120 milioni, n.d.r.) sono dedicate allo sviluppo della società, sono un rafforzamento notevole per noi. Tra l’altro ci consentono di poter espandere il nostro portafoglio alberghiero, rappresentano senza dubbio uno strumento per un futuro di grandi cambiamenti e innovazioni».

Che significato ha per un tour operator la parola innovazione?

«Per noi vuol dire soprattutto semplificazione. Vogliamo rendere l’acquisto di un viaggio, dal momento che il cliente entra in agenzia fino al ritorno a casa, il più semplice, trasparente, comodo possibile. Ho letto chela Volkswagen vuole essere la prima paperless company, la prima azienda a fare a meno della carta. In questo senso anche noi stiamo facendo molto, eliminando tanti passaggi inutili. A livello di back office, innovazione significa anche questo. A livello di prodotto, innovazione invece significa idee, accorgimenti; tante piccole cose forse ma che rendono la gente più soddisfatta quando è in vacanza con noi, quando è sui nostri aerei».

A proposito di aerei, è una richiesta della clientela quella di avere un volo dedicato e diretto senza scali fino alla meta della vacanza?

«È una cosa molto apprezzata. Nel momento in cui sale su uno dei nostri aerei, il cliente si sente già in vacanza. Deve pensare solo a rilassarsi e a divertirsi, di tutto il resto ci occupiamo noi. La Neos, la nostra compagnia aerea, fra pochi giorni si arricchirà di un nuovo Boeing 787 Dreamliner, l’aeromobile più avanzato del mondo, per il lungo raggio, altri due arriveranno l’anno prossimo. La nostra flotta è già composta da sei B737 e tre B767. Con i nuovi aerei aumenteremo il comfort dei passeggeri e l’autonomia (oltre 15 mila chilometri), riducendo costi e consumi del carburante. Oggi Neos arriva in 55 destinazioni».

La compagnia aerea è parte importante del fatturato?

«Molto importante. Vale il 50 per cento. Il 20 per cento viene dai tour operator, il 20 dagli alberghi, il 10 per cento da Jumbo, la nostra presenza in Spagna che fa da sola 370 milioni di fatturato».

Da pochi mesi siete attivi anche in Francia…

«Abbiamo aperto Alpitour France, è ancora ai primi passi ma pensi che in questi giorni la gente sta già prenotando le vacanze per l’estate 2018. Per fortuna hanno una mentalità molto diversa dalla nostra».

Questo è un tasto dolente per voi e per tutti quelli che si occupano di turismo. Le vacanze degli italiani sono sempre concentrate a Natale e in agosto….

«È vero, purtroppo sono abitudini difficili da cambiare. Ci stiamo sforzando di far capire alla gente che in altri periodi dell’anno, altrettanto belli, si spende la metà ma non è semplice».

I voli vi consentono anche di portare turisti stranieri in Italia.

«Certamente. Soprattutto i turisti cinesi e russi arrivano in Italia grazie a noi. La meta preferita del turista russo è di gran lunga l’Italia. Il turismo in entrata è molto in crescita. Il problema è che si concentra in pochi luoghi, a Venezia, Roma, Firenze, Milano. Anche gli Outlet richiamano molta gente. Ma al Sud, nonostante le bellezze che abbiamo, va solo il 12 per cento del turismo straniero. Qui si può e si deve fare molto di più. È una sfida che dobbiamo fare insieme, governo e imprenditori, per mandare i turisti stranieri in Puglia, in Calabria, in Sicilia. Il Sud ha delle potenzialità enormi».

Avete in vista altre acquisizioni dopo Swan e Press Tour?

«No, dobbiamo essere estremamente cauti. Stiamo valutando varie opportunità per portare a frutto le risorse che abbiamo grazie all’aumento di capitale. Abbiamo i soldi, ma vediamo di spenderli bene, di investirli in modo strategico per la società. Stiamo cercando qualcosa che completi il nostro mosaico. Siamo molto interessati a incrementare la nostra parte alberghiera in Italia ma anche all’estero, le ultime incorporazioni hanno dato risultati molto buoni».

 

Di | 2018-04-09T10:26:00+00:00 12/12/2017|Primo piano|