It Forum, il trading del futuro
tra criptovalute e fintech
«La vetrina sul mondo nuovo»

Luca Zorloni

MILANO

L’ANNO che verrà sarà di cambiamento. Ora il fintech non è più un’esotica etichetta per qualche ambiziosa startup, ma il termine che indica la strategia alla quale tutte le istituzioni finanziarie dovranno adeguarsi. Ora criptovaluta non è più un passatempo per nerd, ma un pilastro su cui si costruiscono investimenti, allocazione di titoli e attraverso cui si raccolgono fondi per lanciare società. Ora Mifid II non è più un appuntamento lontano, ma una scadenza che scotta nelle agenda di chi fa consulenza finanziaria. Tempo pochi mesi e il mercato dovrà fare i conti con una trasformazione di cui si fatica a determinare gli effetti. Ed è a questa prateria che guarda il prossimo appuntamento dell’It Forum, il 23 novembre al Palazzo delle Stelline di Milano.

«IL CAMBIAMENTO nel mondo della consulenza e del trading sta per arrivare. L’accelerazione nell’evoluzione tecnologica e l’avvento di normative in grado di modificare le consuetudini all’interno del mondo bancario e delle reti potrebbero comportare trasformazioni profonde delle regole del gioco sia nell’investment che nel trading. Che cosa cambierà per i professionisti della finanza? Che tipo di portafoglio e a quali asset class conferire maggior preso nella transizione tra il vecchio e il nuovo»?, si domandano gli organizzatori in una nota. La manifestazione, guidata dal direttore Mauro Pratelli, tenterà di dare una risposta a una serie di incognite che attendono consulenti finanziari e gestori di portafogli. Il programma prevede 50 espositori e 20 tavole rotonde. Il primo tema chiave è il fintech, la trasformazione tecnologica della finanza, che comporterà una diversa erogazione dei servizi. La tavola rotonda d’apertura è il primo evento Forbes Live e sarà condotto da Oscar Giannino.

«LE STARTUP Fintech, per esempio, risultano essere oltre 3mila a livello globale e nel 2016 il livello degli investimenti è aumentato del 52% superando i 23 miliardi di dollari. Nonostante il mercato di riferimento continui a essere quello americano, anche in Italia le istituzioni finanziarie stanno iniziando a riconoscere l’importanza dell’open innovation per resistere alla forte competitività del mercato e offrire soluzioni a sempre maggiore valore aggiunto. Ma allo stesso tempo, i player bancari stanno anche implementando, e a volumi crescenti, applicazioni di Intelligenza Artificiale», osserva Antonella Aureli, Managing Director capital markets Lead di Accenture. For Finance Academy dedicherà un’intera giornata alla figura del patrimonialista, evoluzione della professione del consulente finanziario, che dovrà essere sempre più in grado di rispondere a tutte le esigenze della clientela, pianificazione successoria compresa.

IT FORUM si concentrerà anche sull’andamento del mercato finanziario dopo l’avvio della nuova direttiva comunitaria Mifid II, che diventerà operativa il 3 gennaio 2018. Il convegno affronterà anche i nodi delle nuove regole e evidenzierà quali futuri contenziosi si potrebbero trovare a trattare gli studi legali. «Con sessioni didattiche con i migliori trader italiani, operatività di Borsa in tempo reale e dibattiti sugli scenari macroeconomici più probabili, anche gli appassionati di trading non verranno delusi» commenta Pratelli. Infine il forum proverà a fare chiarezza sulle criptovalute e a sgombrare il campo da luoghi comuni e da entusiasmi troppo facili sul rally delle quotazioni. Inoltre, dopo il debutto di Rimini, anche a Milano sarà presente una FinTechAge Area, interamente dedicata ai digital player della finanza di domani, con protagonisti dei settori più innovativi. Per Aureli «l’adozione di sofisticate tecnologie pone non pochi quesiti sia per le aziende del banking che per gli enti regolatori riguardo i possibili rischi, come ad esempio la cybersecurity o i controlli del processo; al contempo, può essere considerata di grande impatto per gli enormi vantaggi offerti rispetto all’automazione tradizionale. In Accenture crediamo che il modello vincente sarà quello ibrido, piattaforme digitali affiancate dall’esperienza di consulenti qualificati»».

Contro corrente
di ERNESTO PREATONI
BANCHE ITALIANE RICETTA ANTI CRAC

LA SCORSA settimana Carige e Creval hanno lanciato l’sos. Di colpo è tornato l’incubo dei fallimenti bancari. E’ la conferma della mia idea: gli istituti di credito valgono solo il prezzo della licenza bancaria e gli investitori fanno bene a stare alla larga. Tuttavia è chiaro che un sistema economico non può funzionare senza le banche. Che fare allora? Ho spiegato la possibile via d’uscita in un libro appena pubblicato (editore Rubettino). Il modello che ho in mente è quello che avevo applicato alla PreatoniBank in Estonia diciassette anni orsono. La banca aveva tutte le licenze ma non raccoglieva denaro e non faceva prestiti. Promuoveva investimenti. Questo tipo di attività è oggi svolto dai fondi di private equity che, però, hanno dei limiti. La partecipazione è preclusa al grande pubblico e la gestione è fatta solo per massimizzare i guadagni per i promotori. Inoltre, elemento più importante di tutti, non possono fregiarsi dell’etichetta di banca che, nonostante tutto, gode ancora di grande attrattività.

NEL MIO SCHEMA la banca non dovrebbe prendere rischi ma solo mettere in comunicazione l’investitore e l’impresa. Dovrebbe fare solo consulenza selezionando le proposte da offrire ai propri clienti. Ovviamente il portafoglio dovrebbe essere molto diversificato sapendo bene che investendo in azioni la perdita massima non supera il capitale impiegato. Il guadagno, invece, può essere infinito. Nel mio schema la banca avrebbe una doppia fonte di guadagno: le commissioni per l’attività di consulenza ed eventuali plusvalenze se riuscisse ad avere delle opzioni sulle partecipazioni intermediate.

SE POTESSI gestire una banca la organizzerei così. Rafforzerei l’ufficio studi e i centri di analisi. Sulla base dei risultati proporrei ai clienti in quali aziende investire. In ogni sportello metterei un impiegato di altissima specializzazione per seguire questa attività. Infine serve un mercato finanziario veramente efficiente per consentire agli investitori di liquidare il portafoglio. In questo senso è importante l’ulteriore rafforzamento dell’Aim.