PIONIERE DI INDUSTRIA 4.0

Zuffellato computers
Il software su misura
è un affare di famiglia

Alberto Lazzarini

FERRARA

A METÀ di quegli ormai lontani anni ’70 l’informatica a Ferrara era una sorta di foglio bianco su cui, lentamente, qualche pioniere stava cominciando a scrivere. Vittorina Nori Zuffellato, imprenditrice di origine vicentina, scuola Olivetti, è stata una di quei pionieri, lungimirante come pochi, pronta a comprendere che il futuro, per le aziende come per la società nel suo complesso, passava di lì. Dette vita, insieme con il marito, alla Zuffellato computers (sede nella zona artigianale, in via Bela Bartok), di cui è tuttora la presidente. Dalle calcolatrici ai computer di ultimissima generazione, software e soluzioni per professionisti e aziende. Amministratore delegato ed erede di quell’esperienza, fattasi presto importante realtà, è il figlio Enrico Zuffellato: trentatrè anni, capacità e grinta, oltre a un deciso impegno anche in campo associativo (ricopre la carica di vicepresidente del Gruppo giovani imprenditori Confindustria Emilia centro).

Enrico, ci descriva la sua azienda.

«È nata nel 1975 con tre addetti. Ora conta una trentina di collaboratori. Il core business è rappresentato dalla digitalizzazione dei processi informatici ad alto livello. In sostanza forniamo know how specialistico su due livelli: la consulenza e la realizzazione di progetti mirati. Il fatturato è due milioni e mezzo di euro. La sede è stata ristrutturata di recente secondo una concezione fortemente innovativa».

Su quali mercati operate?

«Dal punto di vista geografico in Italia, in particolare nel Centronord e, attraverso partner, curiamo le isole. Ma ci stiamo affacciando, con soddisfazione, anche sul mercato estero (Polonia e Serbia). Quanto ai settori, siamo molto presenti su quello agricolo e dell’agroindustria».

Dove state attuando progetti davvero innovativi…

«Sì. Sviluppiamo soluzioni che consentono di collegare la rete informatica ai mezzi meccanici, trattori o droni guidati dal satellite, ad esempio, come avviene già da tempo. La chiave del successo di molte realtà produttive e di interi settori è proprio questa».

Quindi non si può più parlare solo di ‘buoni prodotti’.

«Occorrono i ‘buoni prodotti’, ovviamente, ma inseriti in processi di qualità».

Questi temi ci fanno scivolare oltre, alla cosiddetta Industria 4.0…

« Il futuro è questo, che vedrà – anzi, vede già – un’interazione sempre più stretta fra uomo e macchina, senza che la seconda sostituisca il primo. L’obiettivo, in sostanza, è quello di migliorare i processi ed efficientare la produzione».

Può citare qualche vostro cliente?

«Bonifiche Ferraresi e Molino di Ferro, fra i tanti».

Lei, un giovane, che consigli può dare ai suoi coetanei?

«Mai come oggi possono e devono cavalcare questa onda tecnologica che raggiunge tutti i settori, economici e non. Certo, occorrono capacità, passione, coraggio e il momento è quello giusto: il più favorevole, secondo me, da trent’anni a questa parte».

Torniamo alla sua azienda. Qual è la composizione del management?

«Io sono il ceo, l’amministratore delegato, mia sorella Barbara è la responsabile tecnica, Paolo Squerzanti è il direttore commerciale e mia madre è la presidente…»

…che si divide tra Ferrara e le Marche…

«È vero. Nel Maceratese, a Borgo Lanciano, alle pendici dei Monti Sibillini, ha creato un elegante hotel con spa composto da casali ristrutturati. Un’idea meravigliosa».

E, a proposito di Borgo Lanciano, il progetto è avviato ormai da una quindicina di anni e sta ottenendo un grande consenso: 14mila sono stati, solo l’anno scorso, i visitatori nonostante gli effetti negativi nel terremoto. L’investimento, cospicuo, ha superato i 15 milioni di euro; un altro milione è già stato destinato all’implementazione della spa.

Il manager «La formazione è la chiave del successo»

FERRARA

LA ZUFFELLATO computers ha sede a Ferrara e opera nell’ambito delle tecnologie informatiche dal 1975. Trenta addetti, 2,5 milioni il fatturato. Fornisce un know how specialistico sia sul fronte della consulenza sia su quello dei progetti, ‘tagliati su misura’ in base alle necessità del cliente e alle metodologie operative dell’azienda committente. L’innovazione che caratterizza prodotti e servizi si distingue per la grande affidabilità, le alte prestazioni tecniche, la semplicità e l’immediatezza d’uso. «Siamo consapevoli – dicono i vertici della società – che oggi per essere competitivi occorre personale altamente specializzato e capace di sfruttare al meglio gli investimenti in tecnologie». Di qui la grande attenzione di Zuffellato e il suo grande impegno – un forte investimento – per la formazione. Il training dei clienti e l’aggiornamento continuo dei prodotti sono «il logico completamento delle attività di consulenza, progettazione e vendita».a.l.

Elenos compra colosso americano
«Restiamo sintonizzati sul futuro
I nuovi media non hanno segreti»

Matteo Radogna

FERRARA

SONO POCHISSIME le aziende italiane che fanno shopping oltre confine, e ancora dimeno quelle che vanno alla conquista del mercato statunitense. Elenos di Poggio Renatico, nel Ferrarese, fondata da Leonardo Busi, fa parte di questa ristretta élite: di recente ha proseguito il suo percorso di crescita con l’acquisizione, grazie anche all’intermediazione dell’advisor Romano Paoletti, della storica azienda americana Broadcast Electronics (con sede operativa in Illinois) produttore a livello mondiale di hardware, software e trasmettitori radiofonici e principale distributore negli Usa.

PER INTENDERCI, un’operazione che potrebbe ricordare l’acquisizione di Chrysler da parte della Fiat Fca. Per avere successo nel mercato globale occorre il coraggio di puntare verso nuovi settori e di investire in ricerca e sviluppo, vero ‘mantra’ di Leonardo che, assieme al figlio Gianluca, spiegano così il loro successo: «È da nove anni che cresciamo nonostante la crisi e oggi siamo l’unica azienda in grado di lavorare con tutti i formati e gli standard radiofonici e televisivi del mondo». Elenos non è alla prima acquisizione di società: negli anni sono entrati nel gruppo prima 305 Broadcast di Miami in partnership con un socio locale (Alfonso Lopez), poi Itelco broadcast (con Sede ad Orvieto), affidata alla gestione di un’importante collaboratrice del gruppo (Silvia Grazzi), Electrosys e recentemente, sempre in partnership, si è costituita la Ess, affidata alla gestione di Giorgio Zardi, che ha l’importante ruolo di affermare il gruppo anche nelle applicazioni dei propri prodotti in ambito ricerca scientifica. Si parla nel complesso di circa 150 dipendenti, quasi tutti ingegneri e tecnici di alto livello.

LE SOCIETÀ acquisite non fanno parte soltanto di un progetto di espansione: «Quando un’azienda entra nel nostro gruppo – spiega Busi – è perché so che prodotto, tecnologie e metodologie di quella realtà potranno essere utilizzati nei nostri ambiti. In questo modo ottengo una crescita generale di tutto il gruppo. Ricerca e sinergia sono le nostre parole d’ordine». Il mercato americano offre opportunità da cogliere: «Per entrare a pieno titolo negli Usa – continua Busi – dovevamo partire da un’azienda produttrice importante. Un approdo attraverso il quale possiamo operare al pari delle altre imprese statunitensi, con vantaggi evidenti». Dopo aver consolidato la propria posizione in Europa e aver esportato i propri prodotti in Asia, Africa e Sudamerica, il gruppo Elenos punta quindi alla conquista anche del ricco mercato nordamericano e delle sue migliaia di emittenti radiofoniche.

DIETRO il successo di questa azienda italiana c’è una consolidata conoscenza che le consente di operare ai vertici della ricerca scientifica. La conferma arriva dalla collaborazione con il Cern di Ginevra, che utilizzale tecnologie di Itelco negli acceleratori di particelle. Senza dimenticare i progetti complementari alla produzione di hardware e componenti che vedono impegnata la 22Hbg fondata da Gianluca Busi, che si occupa della progettazione di app e contenuti a livello digitale per l’industria 4.0.

MA IL SOGNO di Leonardo Busi, cominciato 35 anni fa, non è ancora finito: «È soltanto l’inizio – aggiunge –: ho un tabellone nel mio ufficio che utilizzo per studiare le aziende più interessanti al di fuori del nostro gruppo, che possano aiutarci a proiettarci verso il futuro». Perché tutta questa passione? «Devo ringraziare mio padre, che mi ha educato con le regole dell’industria, e mio zio, radioamatore che mi ha trasmesso la passione per l’elettronica. Sono nato fra macchine automatiche e trasmittenti di cui, fin da piccolo, mi si trasferivano i ‘segreti’. Sono curioso e leggo di tutto, mi informo e incito gli ingegneri a spingersi oltre ciò che è già stato fatto e alla fine troviamo sempre la strada migliore».

22Hbg Il laboratorio delle app lavora anche con Amazon

FERRARA

LA SENSAZIONE che il presente sia già passato. È quello che si prova quando si entra nel laboratorio di idee dell’azienda 22Hbg di Poggio Renatico nel Ferrarese, la creatura di Gianluca Busi, che, partendo dall’esperienza di Elenos, punta a conquistare il mercato dei prossimi 50 anni. Basta visitare lo stabilimento per essere contagiati dall’entusiasmo di questo giovane imprenditore: Busi coordina ogni giorno veri e propri talenti. Alle scrivanie, seduti davanti ai terminali, ci sono ingegneri e informatici, ma anche esperti di comunicazione, giornalisti, e tutti quei profili che possono portare qualcosa di innovativo alla causa. La scelta dei Busi è stata ponderata e paziente: inutile appesantire struttura e bilanci del gruppo con ingenti e rischiosi investimenti sul digitale, molto meglio piuttosto ritagliarsi uno spazio a parte dove poter imparare e sperimentare, liberi dai condizionamenti e dalle necessità della ‘casa madre’.

NASCE COSÌ, nel 2011, la 22Hbg, startup specializzata in applicazioni per smartphone, piattaforme informatiche per eventi e naturalmente, vista l’esperienza nel broadcast, streaming per radio e tv. In questi anni la nuova azienda digitale, che conta una decina tra tecnici e programmatori, ha portato avanti tanto progetti autonomi quanto commissioni dall’esterno, e oggi si trova in prima linea nello sviluppo di applicazioni per Alexa (l’assistente domestico di Amazon che approderà la prossima estate sul mercato italiano) e del software di interfaccia per la nuova linea di elettrodomestici Bompani. Non è un caso se i maggiori riconoscimenti internazionali per la 22Hbg siano arrivati grazie a Fm World, la prima app che consente di ascoltare la radio in streaming anche al volante, grazie ai sistemi integrati delle nuove automobili. Una strategia che oggi viene illustrata dallo stesso patron del gruppo, Leonardo Busi: «Sul fronte del digital – spiega – abbiamo creato da qualche hanno una realtà specifica, la 22Hbg, la cui mission è stata finora la sperimentazione e soprattutto la creazione di competenze distintive nel mondo dello sviluppo di soluzioni su piattaforme mobile, smart tv ed automotive con un focus specifico su l’infotainment».

Di | 2018-05-14T13:14:10+00:00 28/02/2018|Focus Italia Digitale|