PIATTAFORMA PER LA DIFESA

Riconosce volti e controlla droni
Il superfurgone per la sicurezza
nasce tra Italia e Germania

Alessandro Farruggia
BONN (Germania)

SE NON ESISTESSE, bisognerebbe inventarlo. Il Muros – un veicolo di supporto multiruolo imbottito di sensori, antenne, microfoni (fino a 192!) radar e telecamere e dotato di software di elaborazione e di analisi – apre nuove frontiere alla Homeland security, la sicurezza interna: dalla prevenzione e repressione del crimine all’intelligence. Prodotto vicino a Bonn dalla Elt GmbH – un’azienda tedesca che fa parte dell’italianissimo gruppo Elt Elettronica – è, da alcuni anni, nelle sue sempre più aggiornate versioni, in dotazione alla polizia tedesca e non solo. Il limite, per un osservatore esterno, pare essere solo la fantasia. Con il Muros, a seconda delle configurazioni, si può seguire un soggetto con telecamere normali e a infrarossi. Riconoscere in tempo reale un sospetto usando i database della polizia. Tracciare target multipli usando il radar tradizionale o il radar passivo PCL (che non emette onde radar). Trovare nella folla una persona, poniamo, coi baffi e una valigetta nera. Sentire cosa stanno dicendo quelle due persone a 60 metri di distanza (e se non c’è troppo rumore di fondo, anche a 100-120 metri) con una precisione di 5 gradi. Intercettare i telefonini nella zona e dire anche la posizione (e la nazionalità della SIM) di quelli spenti. Tenere sotto controllo le comunicazioni in un range di frequenze che va da pochi Khz a 6 GHz. Scoprire e prendere il controllo di droni ostili. Usare droni per fare video o intercettazioni. Gestire sensori distribuiti, integrare e analizzare i dati in tempo reale.

TUTTO QUESTO in un furgoncino. O magari in un un camion, un blindato, un container, una grossa autovettura: ovunque serva. «La scelta che abbiamo fatto nel Muros – osserva Domitilla Benigni, direttore generale di Elt Elettronica – è quella dell’integrazione dei vari sistemi, e questo significa che puoi far crescere la piattaforma secondo le necessità. Se a un cliente serve avere una intercettazione della voce, noi possiamo fornirglielo. Se serve il riconoscimento facciale noi possiamo metterlo. Se serve la capacità di intercettazione delle comunicazioni cellulari, anche. Stiamo valutando anche l’applicazione di alcuni moduli di una altra azienda del gruppo, la Cy4gate di Modena, per l’analisi dei big data. In questo modo è possibile una ricerca ad ampio spettro anche del web».

«L’INTEGRAZIONE dei sensori – sottolinea Benigni – consente anche agli operatori di fare una correlazione tra i diversi dati, e triangolando informazioni provenienti da varie fonti si può identificare molto meglio un soggetto. È un sistema molto aperto che può essere customizzato a piacere». «Muros – spiega Marcello Mariucci, direttore di Elt GmbH – è un’architettura per l’integrazione di sensori su vari livelli e piattaforme. La piattaforma richiesta dalle varie polizie è tipicamente mobile e può assumere le vesti di un furgoncino, magari camuffato con insegne pubblicitarie, o di un camion. O anche di vecchie vetture un po’ scassate». E il mercato, lentamente ma progressivamente, inizia a muoversi.

«AD OGGI – dice Mariucci – abbiamo venduto oltre 200 veicoli con vari mix di sensori per l’osservazione, l’intercettazione e ‘comando & controllo’ ». Mancano per ora le forze di polizia italiana, per le quali strumenti di questi tipo sarebbero utili sia per il controllo delle piazze, degli stadi e di obiettivi sensibili a rischio attentato che per le classiche indagini di polizia giudiziaria. Ma mai dire mai.

Generali Un’assicurazione e una startup contro i cyber rischi

MILANO

GENERALI lancia una nuova funzione dedicata alla Cyber Insurance e una propria startup per soddisfare le esigenze dei clienti nel campo dei rischi informatici. La nuova funzione abbinerà offerte assicurative ad ampio spettro in ambito informatico con l’ausilio di una startup tecnologica, GeneraliCyberSecurTech, creata per offrire metodi innovativi di valutazione del rischio informatico. «Si conferma l’impegno di Generali nei confronti della cyber security – dice Marco Sesana, country manager Italy & global business lines (nella foto) –, un ambito sempre più rilevante e strategico per persone, aziende e organizzazioni. Generali, in qualità di assicuratore globale, vuole essere in prima linea nell’identificazione e nel contenimento di questa tipologia di rischi emergenti».

CON CYBERSECURTECH, Generali ha varato una piattaforma tecnologica chiamata ‘Majorana’. Il sistema utilizza metodi innovativi per la gestione del rischio, raccogliendo ed analizzando i dati dei clienti, fino ad esaminare le vulnerabilità presenti nella infrastruttura. I risultati vengono poi analizzati e si traducono nella configurazione di una polizza assicurativa per i rischi informatici e nella realizzazione di un report sulla sicurezza informatica da condividere con il cliente.

Di |2018-10-15T14:04:38+00:0015/10/2018|Imprese|