La scommessa vinta degli operatori
«Oggi parliamo con una voce sola
come perno della comunità portuale»

Enzo Millepiedi

LA SPEZIA

CON LA CONCORDIA le piccole cose crescono, con la discordia anche le grandi rovinano. Il detto sallustiano è stato applicato alla lettera dagli operatori portuali spezzini – agenti, spedizionieri e doganalisti – intenti a preservare e rafforzare quella Port Community che ha permesso il miracolo dello scalo in quanto ad efficienza. La disponibilità è tornata così al top nella collaborazione con tutti gli attori pubblici e privati dell’economia marittima e della gestione del territorio per sostenere gli obiettivi condivisi ed eliminare anche i deficit contingenti. «Come quello del trasporto su gomma per il quale – dice Alessandro Laghezza, presidente degli Spedizionieri – non è più pensabile il ricorso ad interventi tampone quando si crea un intoppo ma vanno trovate soluzioni strutturali, in sintonia con l’efficienza raggiunta in banchina. Tutti i servizi devono essere connessi, compresi gli autotrasportatori ai quali è affidato il 70 per cento delle merci portuali».

Quale è stato comunque il vostro obiettivo prioritario?

«Riuscire a parlare con una voce unica con tutti gli interlocutori istituzionali, a cominciare dalla Port Authority, con i terminalisti, con i sindaci della Spezia e di Santo Stefano Magra, i due territori di riferimento delle attività portuali».

Con quali risultati?

«Positivi di sicuro. Come è recentemente accaduto con il Comune di Santo Stefano Magra dove sorge il Centro retro portuale in via di trasformazione, un polo nato spontaneamente che va ora razionalizzato nella destinazione di aree che possono attrarre investimenti, come chiede il sindaco Paola Sisti, di imprenditori interessati alla manipolazione delle merci che arrivano nei container».

La vostra voce unica quale realtà rappresenta?

«Trenta aziende private che danno lavoro a 600 dipendenti e che hanno un fatturato complessivo di 250 milioni di euro».

Su quale delle diverse sfide è concentrata la vostra attenzione?

«Oggi di sicuro sul retro porto di Santo Stefano Magra, grande polmone del porto a 7 chilometri di distanza dalle banchine, fattore di ulteriore crescita e di maggiore funzionalità dei servizi del nostro porto».

È D’ACCORDO Sergio Landolfi, presidente dei doganalisti, perché nel retro porto non solo funzionerà il Centro unico dei controlli doganali, che velocizzerà al massimo le merci e che partirà in primavera, ma anche una risposta adeguata ai corridoi doganali che vorrebbero trasformare i porti in semplici scali da dove le merci sono spedite direttamente a destinazione”.

Che cosa succederebbe con lo sviluppo dei corridoi doganali?

«Che le merci ci passerebbero davanti al naso come dei telepass in autostrada senza lasciare nulla sul territorio. Funziona bene invece lo sdoganamento in alto mare, funzionerà bene il Centro unico dei controlli, per il quale gli spezzini sono stati ancora una volta pionieri».

E con la possibilità di manipolare le merci invece?

«Con l’organizzazione dello smistamento e la lavorazione delle merci nell’area di Santo Stefano e con l’invio da qui alle diverse destinazioni si aumenterebbero non solo i margini dell’attività portuale ma si porterebbe ben altra occupazione, lasciando benefici al nostro territorio».

Quale è il bilancio atteso per la fine di quest’anno?

«Si parla di nuovi record, del raggiungimento di 1.400.000 teus. Ci attendiamo insomma una crescita significativa sia nei container sia quindi nel tonnellaggio totale delle merci, segno di una confermata vitalità del nostro porto che conferma il suo ruolo nell’economia nazionale marittima visto che la rappresenta per il 12 per cento».


La Spezia E i professionisti si formano alla scuola della logistica

LA SPEZIA

DI FRONTE a professioni non usuali come il manager dei trasporti e della logistica o come l’agente doganale, marittimo, spedizioniere, viene spontaneo domandarsi come si formano queste competenze e come viene reclutato il personale dalle aziende, tramontata, con la informatizzazione e la meccanizzazione spinte, l’epoca preistorica dei camalli. Diciamo intanto che di sicuro sono competenze che si acquisiscono in percorsi di alta specializzazione post diploma e post laurea. Ebbene, c’è un altro unicum che ha contribuito al successo del ‘porto dei miracoli’ come è stato chiamato il sistema Spezia che, trasformando in risorsa l’handicap di spazi limitati, ha adottato de facto i principi del Lean thinking (‘Fare meglio con meno’) trasferito anche agli stessi processi aziendali alla ricerca delle sacche di inefficienza.

È LA SCUOLA nazionale dei trasporti e della logistica, fondata nel 1991 su iniziativa della Camera di commercio a seguito di uno studio che rilevava, a livello nazionale appunto, l’assenza di un presidio specializzato nella logistica e nel trasporto. Presieduta da Piergino Scardigli, da allora la scuola ha preparato le figure professionali richieste dalle aziende che intervengono attivamente nei processi di apprendimento a partire dalla definizione dei metodi e dei programmi. Da quindici anni la scuola, che è sostenuta da istituzioni, enti, associazioni e operatori privati e che ha sede alla Spezia in una elegante palazzina accanto alla sede della Port authority di sistema, continua a costruire tutte le figure professionali in base alle esigenze delle imprese preparando centinaia di giovani con una media di occupati che si aggira sull’85 per cento.

UN’ALTRA caratteristica della scuola è la formazione di competenze trasversali adeguate anch’esse all’offerta del mercato. Da ultimo, la Scuola nazionale trasporti e logistica è stata capofila di una associazione temporanea di impresa con l’Istituto formazione operatori aziendali Ifoa e l’Enfap Marche di un Piano formativo di 2.186 ore su conoscenze e competenze in continua evoluzione, compreso l’approfondimento di un tema trasversale che incide sullo sviluppo della risorse umane: il welfare aziendale dal punto di vista della convenienza economica. Sono state coinvolte 64 imprese del settore operanti su 11 territori regionali: Liguria, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Marche, Campania, Calabria, Sardegna, Veneto, Puglia e Basilicata.

Enzo Millepiedi