Doris scommette sui nuovi piani
«I Pir daranno la scossa giusta
E l’economia si rimetterà in moto»

Pino Di Blasio
MILANO

SONO NATI da appena sei mesi ma hanno già messo a segno diversi primati. Costringendo la politica e gli analisti a rivedere al rialzo tutte le previsioni. I Piani individuali di risparmio, noti con l’acronimo Pir, avrebbero dovuto raccogliere, secondo le stime del Parlamento, poco meno di 2 miliardi nel 2017. «E invece – rivela Massimo Doris, ad di Banca Mediolanum – siamo già a 4 miliardi di capitali raccolti a metà anno a livello di sistema, di cui 1,4 miliardi da parte nostra. Gli analisti adesso prevedono di arrivare almeno a 10 a fine 2017, con la proiezione in cinque anni addirittura di 67 miliardi di euro».
 Il successo è frutto del quadro normativo e delle esenzioni fiscali sui Pir?
«Ritengo sia stata – ammette Doris – una decisione molto positiva per il Paese. Se guardiamo a quello che accade in Francia e nel Regno Unito, che hanno strumenti simili. Il denaro raccolto dovrà essere investito in grandissima parte sul mercato italiano. Andrà a vantaggio delle imprese, darà carburante all’economia».
Non teme un effetto bolla, troppi soldi nei capitali delle aziende?
«Chi teme questo commette un errore tecnico. Proietta quei 67 miliardi di capitali ipotizzati, come finanziamenti alle aziende come sono oggi, non tenendo conto dello sviluppo dei prossimi 5 anni. Poi non tutti quei soldi andranno in equity, in quote di capitale. Una bella fetta servirà per i finanziamenti alle imprese».
Pensa che le aziende italiane siano pronte alla nuova sfida?
«Non ancora. Tant’è vero che Banca Mediolanum ha deciso di organizzare un tour in giro per l’Italia, per spiegare alle aziende cosa sta accadendo. La prima tappa sarà a Lonigo, in provincia di Vicenza, il 13 luglio. Incontreremo i rappresentanti delle imprese, in collaborazione con Confindustria, e diremo loro: stanno arrivando capitali freschi, voi avete la possibilità di intercettarli, sia come partecipazioni che come finanziamenti. Diteci cosa vorreste farci con questi miliardi».
Siete già alla fase 3 dei Pir: dopo il quadro normativo e il lancio dei prodotti, puntate ai beneficiari di quegli investimenti…
«È vero, stiamo battendo una strada che porterà a una evoluzione delle imprese italiane. Noi contribuiremo a questa crescita, utilizzando anche il lavoro che Borsa Italiana ha fatto per il Progetto Elite. Ci sono 300 medie aziende selezionate per Elite, che sono già preparate per approfittare della nuova finanza. Se su 100 imprese alle quali spieghiamo queste opportunità, 3 decideranno di quotarsi, avremmo fatto la nostra parte. Se l’operazione avrà successo, farà da battistrada a una crescita impetuosa delle aziende quotate».
Cosa ci guadagnerebbe BancaMediolanum da un aumento delle società quotate? Non è che in questi anni Elite ne abbia accompagnate tante in Borsa…
«Siamo la prima banca retail che si sta muovendo in modo così organizzato, affrontando la questione da tutte le visuali. Se avremo successo, ci saranno vantaggi per Banca Mediolanum, che avrà nuovi clienti e possibilità di collocare nuovi strumenti finanziari. Ma ci saranno vantaggi soprattutto per il Paese, perché le aziende quotate avranno finanziamenti a medio termine, programmeranno la loro crescita, aumenteranno i fatturati e assumeranno più persone. Mettendo in moto meccanismi virtuosi per l’economia del Paese. Noi siamo fiduciosi, i Pir potranno dare una scossa benefica al Sistema Italia».
E per le piccole e medie imprese?
«Loro fanno più fatica a quotarsi, perché gli scambi sono pochi e il titolo si deprezza, soprattutto nel segmento Aim. Ma se guarda gli andamenti del segmento Star, i piani individuali di risparmio hanno già fatto volare le quotazioni. Accadrà lo stesso per l’Aim e si supererà quel gap di scambi che limita i nuovi ingressi».
Non nasconda le sue ambizioni, Banca Mediolanum punta alla leadership in questo settore…
«Abbiamo già superato 1 miliardo e 400 milioni di raccolta, siamo vicinissimi a Intesa Sanpaolo. Puntiamo al primato, è vero, ma nell’interesse dei nostri risparmiatori. Che potranno investire una quota del loro portafoglio in uno strumento che sarà un toccasana per l’economia».


Apple Pay Padre e figlio, rivoluzione in uno spot

MILANO
I PROTAGONISTI del nuovo spot di Banca Mediolanum, girato dal regista di commedie di successo Giovanni Veronesi, sono Ennio e Massimo Doris, per la prima volta insieme. Due generazioni di banchieri che scelgono Apple Pay, il nuovo modo di pagare facile e sicuro e riservato. Per l’occasione è tornato a fare pubblicità Ennio Doris, presidente di Banca Mediolanum. «Oggi si traccia un solco – ha detto – nella storia della tecnologia, la cui fruizione diviene così semplice da cambiare le nostre abitudini. Basta il proprio iPhone. Sono orgoglioso che Banca Mediolanum possa offrire Apple Pay e il mio ritorno in pubblicità insieme a Massimo vuole sottolineare l’importanza di questo momento topico e vuole dare il via a questa nuova era, in cui la tecnologia rende di immediato utilizzo i servizi per i nostri clienti». L’ad Massimo Doris ha aggiunto: «Apple Pay è un servizio alla portata di tutti. Non c’è bisogno di essere nativi digitali per utilizzarlo. Ricordiamo il 2006 come il momento in cui il cellulare diviene smartphone, ricorderemo il 2017 come l’anno in cui Apple Pay rivoluziona i sistemi di pagamento in Italia».