PAOLO BARILLA

Trasporti su rotaia e meno sprechi
La pasta Barilla si scopre green
«Investimenti per un miliardo»

Giuliano Molossi
MILANO

«BUONO PER TE, buono per il pianeta»: la mission di Barilla fa bene anche all’azienda. La sostenibilità ha importanti effetti sul piano economico. L’impegno di Barilla verso ambiente e benessere ha consentito al gruppo di ottenere buoni risultati economici, con un fatturato 2017 di oltre 3,4 miliardi di euro (+3% sul 2016) e che ha visto migliorare la performance in Italia e continuare la crescita in Europa. Il gruppo ha 28 siti produttivi (14 in Italia e 14 all’estero) e oggi è leader mondiale sul mercato della pasta, primo nei sughi nell’Europa continentale, primo nei prodotti da forno in Italia, primo nei pani croccanti in Scandinavia. Un miliardo di investimenti sono previsti nei prossimi cinque anni. Lo ha annunciato Paolo Barilla, vicepresidente del colosso alimentare, presentando a Milano il rapporto di sostenibilità «Buono per te, buono per il pianeta», in occasione della giornata mondiale dell’ambiente. «Cresce l’attenzione verso la modernizzazione della parte produttiva – ha detto Barilla –. È un salto nel futuro che l’azienda fa per attrezzarsi di tutto quello che serve per continuare a offrire prodotti eccellenti».

GLI INVESTIMENTI prevedono vari interventi. In particolare, 50 milioni di euro sono destinati all’ampliamento dello stabilimento sughi di Rubbiano (Parma) che diventerà il più grande ‘sughificio’ d’Europa, una fabbrica 4.0 dotata dei più alti standard tecnologici e di risparmio energetico. Le vendite di sughi sono quelle in percentuale cresciute di più: il 10% l’anno scorso. Barilla ha rivisto i contenuti di sale e zucchero in 12 sughi e lanciato i sughi 100% vegetali, senza ingredienti di origine animale e senza lattosio. Risorse sono previste anche per migliorare lo storico stabilimento di Pedrignano che nel 2019 festeggerà il mezzo secolo di vita. Il 60% degli investimenti sarà utilizzato per innovazioni di processo e nuove tecnologie, mentre il restante 40% sarà destinato a supportare la crescita geografica del brand e l’innovazione. La sostenibilità è la parola chiave delle strategie aziendali. Nel 2017 il progetto grano duro sostenibile è cresciuto del 26%, con volumi che sono passati da 190mila tonnellate a 240mila tonnellate nel 2017.

NEI PASTIFICI del gruppo, per ogni tonnellata prodotta dal 2010 ad oggi Barilla ha ridotto i consumi idrici del 31% e le emissioni di gas serra del 24%. Ma sostenibilità per Barilla è anche nei trasporti della materia prima: migliaia di camion in meno sulle strade a favore di mezzi più green, come l’innovativo ‘treno del grano’, attivo da un paio d’anni. Dal campo all’azienda, infatti, il grano arriva su rotaia: 20 vagoni trasportano a pieno carico 1.100 tonnellate, l’equivalente di quaranta autoarticolati. Questo ha consentito, in un anno, di eliminare 3.300 tir dalle strade europee. Il 90% del grano duro viene acquistato da Barilla direttamente nel luogo dove viene prodotta la pasta. Il gruppo ha stipulato contratti di coltivazione per il 57% dei volumi acquistati coinvolgendo oltre 5.000 aziende agricole ma, nel giro di un paio d’anni, potrebbero raddoppiare sia i volumi di grano sia il numero degli agricoltori coinvolti nel programma.

ANALOGAMENTE, in Francia, il marchio Harrys, leader per la produzione e vendita di pani morbidi, utilizza solo grano prodotto sul territorio nazionale. E, a partire da quest’anno, Harrys lancerà una filiera del grano tenero, premiando le pratiche agricole maggiormente rispettose dell’ambiente. Il cambiamento dei gusti e la sempre maggiore attenzione del consumatore a uno stile di vita sano hanno ovviamente indotto Barilla ad ampliare la gamma dei prodotti. L’anno scorso sono stati lanciati sul mercato 10 nuovi prodotti a base di pasta «Better for you», integrali, ai cereali o legumi. Questi prodotti ora pesano ‘solo’ l’8,4% sul totale, ma Barilla prevede che, entro i prossimi 10-12 anni, questa quota possa salire sino al 30% dei volumi totali.

Bloovery Un mazzo di fiori si paga in bitcoin

MILANO

SI CHIAMA BLOOVERY l’innovativa startup che lancia la vendita online di fiori pagabili con bitcoin. «È stato uno dei nostri migliori clienti a chiederci di pagare in bitcoin – racconta Simone Guzzetti, ceo di Bloovery –, è un esperto del settore, fondatore di Cryptomining, una startup che fabbrica criptovalute nel cuore di Milano, e ha fatto il primo ordine assoluto di un mazzo di fiori pagato con bitcoin». Dopo aver lanciato nel 2016 il primo chatbot per acquistare fiori in Europa, Bloovery vende fiori online in tutta Italia con obiettivi ambiziosi. A marzo si è aggiudicata un bando da 300mila euro da Invitalia per sviluppare la tecnologia, e da alcuni giorni ha lanciato un crowdfunding sulla piattaforma Opstart.it. «Abbiamo bisogno di capitali per realizzare le innovazioni che cambieranno per sempre il settore, e con questa campagna puntiamo a raccogliere 100mila euro – spiega Michele Dondi, responsabile del marketing di Bloovery – ma non restiamo fermi in attesa dei fondi e l’apertura al pagamento con criptovalute ne è l’esempio».

«FINO A CHE una rosa online costerà 5 euro al cliente finale – dice Guzzetti – questo tipo di servizio non riuscirà a diffondersi sulla clientela e diventare di uso quotidiano». Per questo, dopo aver lanciato il flower delivery su scala nazionale, Bloovery lancerà la prima piattaforma digitale per offrire servizi a tutti gli attori coinvolti nel settore, non più solo fioristi e clienti privati, ma anche clienti aziendali, grossisti e distributori, fino ad arrivare a produttori e scuole di arte floreale. «Un mazzo di fiori potrà costare fino al 40% in meno rispetto a oggi».

Di | 2018-06-12T10:35:02+00:00 12/06/2018|Finanza|