Acquisti e pagamenti online
Boom dello smartphone

Un primato tutto italiano: lo usa il 24% contro il 13% della media Ue

Gli esperti prevedono che nel 2021 sarà il primo canale per l’e-commerce
Le nuove normative Ue sulla sicurezza mettono il turbo all’open banking

di Achille Perego
MILANO

Gli italiani scelgono sempre di più i pagamenti digitali. «Protagonisti del nuovo mondo», parafrasando il titolo del Salone dei pagamenti 2019 che si terrà dal 6 all’8 novembre al MiCo di Milano, che sta rivoluzionando il modo di saldare un conto: dalla spesa al ristorante, dai viaggi all’acquisto di beni. A partire da quelli comprati online e con un primato tutto italiano. Quello dell’uso dello smartphone come canale per fare acquisti sul web e persino come «borsellino elettronico».
Se è vero – basta vedere le misure allo studio del governo – che in fatto di pagamenti trionfa ancora il contante (il 52% dei consumatori lo considera ancora strumento di pagamento principale, contro una media europea del 47% secondo lo studio elaborato da PwC) e l’utilizzo delle carte di debito o credito risulta ancora contenuto (29% contro il 42%), l’Italia è tuttavia il Paese europeo più virtuoso per i pagamenti digitali via mobile. Il 24% degli italiani già utilizza il proprio smartphone per effettuare pagamenti, quasi il doppio rispetto alla media della Ue (13%). La spinta verso i pagamenti digitali in mobilità è confermata anche dall’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano.
Nel 2019, infatti, gli acquisti online in Italia hanno sfiorato i 31,6 miliardi (+15%) e un terzo di questi (per un valore di 12,5 miliardi con una crescita del 33%) è stato effettuato utilizzando lo smartphone. Ma l’innovazione tecnologica e il cambiamento delle abitudini d’acquisto non riguarda solo i canali digitali attraverso i quali si fanno gli ordini su Internet (che vedrà lo smartphone diventare il primo canale per l’e-commerce tra il 2020 e il 2021) ma anche il modo di pagarli.
Che vede, anche in questo caso, una crescita dei nuovi servizi digitali di pagamento che si stanno affiancando alle classiche carte di debito e di credito. Nel 2018, rileva l’Osservatorio Mobile Payment & Commerce della School of management del Politecnico, i pagamenti con carta in Italia sono saliti a 240 miliardi, pari al 37% delle famiglie italiane con una crescita del 9%. Siamo ancora distanti da Paesi come quelli scandinavi o anglosassoni dove si registrano 300 transazioni all’anno contro le nostre 67 ma, secondo Alessandro Perego, responsabile scientifico degli Osservatori Digital innovation del Politecnico si assiste a un trend confermato anche dalla riduzione dell’importo medio delle transazioni sceso dai 60,5 euro del 2017 a 57. In particolare i new digital payment continuano a crescere a un ritmo elevato (+56%) e rappresentano ormai un terzo del totale dei pagamenti digitali con carta per un totale di 80 miliardi.
Una crescita trainata in particolare dalla componente di prossimità delle carte contactless e dei pagamenti in prossimità da mobile. Una crescita che dovrebbe portare nel 2021 a superare i 125 miliardi in valore. In questo sviluppo un ruolo importante è rappresentato anche dalle nuove normative europee (PSD2) entrate in vigore il 14 settembre che oltre a introdurre norme di sicurezza più stringenti hanno favorito il cosiddetto Open banking. Ovvero l’affacciarsi – grazie allo scambio dei dati – sul mercato di nuovi player fintech, start up, giganti di Internet, operatori della telefonia.
Le opportunità dell’Open banking, sempre secondo lo studio di PwC, sono chiare dal 2018, ma le banche non ne hanno ancora sfruttato pienamente i vantaggi nonostante proprio gli istituti di credito tradizionali e le società che emettono carte di pagamento siano gli enti preferiti con i quali i consumatori italiani condividerebbero i loro dati (18%) seguiti dai provider di pagamenti (come PayPal) con il 12%. Solo il 5% dei rispondenti condividerebbe invece i propri dati con fintech e l’8% con i giganti del web (Google, Amazon, Facebook, Apple). Il passaggio chiave per le istituzioni finanziarie europee sarà quindi lo sviluppo di un modello sostenibile di Open banking, ottimizzando i servizi per i clienti.
«Le banche devono cogliere le opportunità dell’Open Banking – avverte Marco Folcia, Emea payments leader di PwC – sviluppando un modello di servizio innovativo, attraverso l’introduzione di nuove funzionalità in grado di migliorare la user experience lato cliente e contemporaneamente i ricavi commissionali della banca, attraverso servizi e prodotti creati in collaborazione con terze parti in logica di ecosistema. È ora necessario un cambio di passo»