ORAZIO IACONO, AD DI TRENITALIA

Trenitalia rivoluziona la flotta regionale
«Si viaggerà come sull’Alta Velocità»

Davide Nitrosi

BOLOGNA

QUANDO entrò in Ferrovie 25 anni fa, fresco di laurea in Ingegneria civile, Orazio Iacono voleva progettare ponti e gallerie. Alla fine si è ritrovato a fare l’amministratore delegato di Trenitalia. Niente gallerie: bisogna gestire 28mila dipendenti, 7mila treni al giorno, 600 milioni di viaggiatori all’anno.

Trenitalia è una delle macchine industriali più complesse del paese. Come ci è arrivato?

«Sono entrato nelle FS dopo la laurea nel 1993 con uno stage, stuzzicato dall’Alta velocità. Poi ho fatto altri studi, fra cui il master in Business administration al Politecnico di Milano. E ho lavorato in RFI, prima di passare a Trenitalia».

La passione per la Tav non si perde però.

«Per me è l’opera più importante del paese dopo l’Autostrada del sole».

Trenitalia è anche le tratte regionali. C’è molto da fare?

«Sì, molto. E nel nostro piano industriale la priorità è rimettere a posto il trasporto regionale in cui operiamo. I pendolari in Italia sono 5,5milioni, di questi 1,5 viaggiano con Trenitalia ogni giorno. Il resto su altre ferrovie locali».

Molti mugugni?

«Guardi, la soddisfazione percepita fra gli utenti è cresciuta negli ultimi dieci anni di 10 punti, dal 73 all’83%. Su 600 milioni passeggeri all’anno, 500 milioni viaggiano sul regionale. Il nostro obiettivo è attrarre sempre di più utenti offrendo affidabilità, sicurezza, comfort».

Ma è un viaggio lungo…

«Negli ultimi tre anni abbiamo rimesso a posto i processi industriali, procedendo anche a un turn over di quasi il 90% del management. Fino a 4 anni fa cancellavamo quasi il 2% di corse, oggi lo 0,3 % per cause imputabili all’impresa. Meglio dei francesi, dei tedeschi e di parecchie compagnie del Regno Unito».

Parliamo dei mezzi…

«Stiamo investendo 4 miliardi e mezzo per sostituire circa metà dell’attuale flotta del trasporto regionale (1.200 treni). È un’operazione industriale che per valore economico e numero di treni (500 unità), non ha precedenti in Italia. Più del 25% dei treni l’abbiamo già rinnovato investendo oltre 2 miliardi e tra il 2019 e il 2023 sostituiremo un altro 50% con i treni Rock e Pop. Una rivoluzione di cui beneficerà oltre il 90% dei nostri passeggeri».

Come la finanziate?

«I nostri investimenti sono perla quasi totalità in auto finanziamento. Con FS Italiane, andiamo a reperire risorse sul mercato, prima azienda ferroviaria in Europa a emettere green bond per finanziare treni che riducono i consumi energetici e quasi interamente riciclabili».

Sulle tratte locali contano molto le Regioni?

«Le Regioni ci hanno ridato fiducia e con alcune (Emilia-Romagna, Veneto e Liguria) abbiamo già sottoscritto contratti di servizio lunghi (15 anni e oltre) che ci permettono di pianificare investimenti importanti. Presto firmeremo analoghi contratti con altre Regioni. Vogliamo garantire a chi viaggia sul regionale qualità e comfort pari a quello dell’Alta velocità».

Aumenteranno le frequenze?

«Compete alla Regione programmare l’offerta e stabilire orarie tariffe. In tutto il mondo non esiste un servizio regionale che stia in piedi solo con i ricavi dei biglietti. In una regione come l’Emilia-Romagna, molto virtuosa, abbiamo il 50% dei ricavi da biglietti e il 50% da corrispettivi versati dalla Regione».

La frammentazione di interlocutori nella mobilità è un ostacolo per una rete più efficace?

«Noi lavoriamo ovunque per accordi commerciali e integrazione fra i vari vettori. Certo, è più facile quando le diverse imprese di trasporto, come in Umbria, appartengono ad un unico Gruppo. E in Umbria infatti abbiamo potuto lanciare il biglietto unico per passare da un mezzo all’altro. Ma altrettanto stiamo facendo e completeremo nel 2020 in tutte le altre regioni».

L’ingresso del fondo americano Gip in Ntv vi preoccupa?

«Nessun timore, questa acquisizione evidenzia piuttosto il valore del nostro settore ed è prodromica di sviluppi ulteriori, che saremo pronti a cogliere. I nostri obiettivi non cambiano: accompagnare il cliente al meglio, offrendogli sicurezza, efficienza, affidabilità e un prodotto di alta qualità. Il vero competitor resta l’auto privata. Noi offriamo tempo produttivo durante il viaggio, intendiamo valorizzarlo sempre di più».

L’interesse del fondo Usa in Ntv riaccedeche l’idea della vostra quotazione…

«Sono scelte di competenza dell’azionista. Ma la ricerca di risorse finanziarie non passa necessariamente dalla quotazione, come dimostrano le emissioni di bond della capogruppo FS».

Quindi avanti con la competizione così come è oggi?

«Stiamo investendo su tutti i segmenti di business dal Regionale all’Intercity all’Alta Velocità dove nel primo trimestre 2018 abbiamo aumentato l’offerta dell’11%, raggiungendo bacini strategici come Genova e Perugia, e coperto le fasce orarie di estremità per essere i primi ad arrivare e gli ultimi a partire. Ma dal fondo americano ci aspettiamo che colga soprattutto l’opportunità dell’apertura del mercato europeo dal 2020. Quello europeo diventerà il vero mercato domestico. Lo scorso marzo abbiamo ricevuto una invitation to tender per la linea West Coast (Londra – Edimburgo) in consorzio con un operatore britannico. Siamo presenti a Londra e nel Sud dell’Inghilterra con Trenitalia c2c e con Thello su Marsiglia e Parigi».

Chi saranno i vostri competitor europei?

«Deutsche Bahn e anche i francesi. Le opportunità maggiori con la liberalizzazione si creeranno in Francia, Spagna e Germania. Ma non è detto ci sia solo competizione, possiamo anche ipotizzare forme di cooperazione. Lo vedremo».

Il prezzo del biglietto fa la differenza?

«È una componente importante ma non la sola alla quale guarda il cliente, e dunque anche noi. La vera chiave è la capacità di offrire una esperienza di viaggio di qualità superiore attraverso una gamma di servizi di eccellenza, integrati e calibrati su ogni cliente. Il tutto arricchito da alcuni plus. Siamo tornati a cuocere la pasta sul treno. Un’altra eccellenza italiana, con grande successo tra i passeggeri»

Di |2018-05-14T13:14:01+00:0009/05/2018|Primo piano|