L’open banking cresce
Fabrick assume 38 persone

Il laboratorio si occupa di favorire l’utilizzo e la consultazione dei dati dei consumatori

L’ad Paolo Zaccardi: «Siamo alla costante ricerca di talenti che abbiano voglia
di mettersi in gioco per contribuire al cambiamento del mondo finanziario»

di Francesco Moroni
MILANO

L’open banking si fa sempre più strada anche in Italia. E con lui, crescono anche tutte le realtà del settore. A cominciare, soprattutto, da Fabrick: il primo attore nato nel nostro Paese con il preciso obiettivo di facilitare l’accesso e l’utilizzo dei dati bancari. Sono interessanti e numerose, infatti, le nuove opportunità lavorative che arrivano oggi dal fintech (letteralmente, dall’inglese, la «tecnologia finanziaria»), soprattutto da Fabrick, che continua a crescere e cerca ora 38 nuove persone da inserire nel proprio team e nelle diverse società che fanno parte dell’ecosistema, Axerve, Hype, Kubique e Dpixel, tra la fine di quest’anno e la prima parte del 2020. Una grande occasione per lavorare in un vero e proprio laboratorio, nato – come detto – con la specifica volontà di favorire l’open banking. Essere parte della squadra di Fabrick offre la possibilità di lavorare in realtà altamente innovative e in costante sviluppo che, nei propri ambiti di riferimento, continuano a rivoluzionare il settore finanziario e a portare ogni giorno di più ai consumatori finali servizi nuovi, destinati in maniera irreversibile a modificare le abitudini di privati e aziende.
I nuovi talenti che Fabrick ha intenzione di assumere, si aggiungeranno così alle oltre 300 persone già a pieno regime nella squadra (che segna già +35% nell’ultimo anno). Le posizioni aperte riguardano prevalentemente gli ambiti finance e information technology, ma anche legal, Hr e organizzazione eventi. Mentre, invece, il livello di esperienza richiesto varia a seconda del ruolo.
«Quello di Fabrick è un progetto ambizioso e suona decisamente come una sfida – sottolinea Paolo Zaccardi, ceo di Fabrick –: vogliamo promuovere nuovi modelli di business, basati su collaborazione e contaminazione delle realtà bancarie tradizionali e dei nuovi attori fintech». La tradizione che si mischia all’innovazione, dunque. «Attorno alla piattaforma tecnologica – continua il dirigente – abbiamo creato un vero e proprio ecosistema di realtà innovative, che stanno crescendo molto rapidamente e per cui siamo alla costante ricerca di talenti preparati, motivati e che abbiano voglia di mettersi in gioco per contribuire allo straordinario cambiamento che il mondo finanziario sta vivendo grazie all’open innovation ».
Queste le posizioni aperte, nel dettaglio, consultabili anche nella pagine del social network LinkedIn di Fabrick (https://www.linkedin. com/company/fabrickfinance/ jobs/) e che riguardano, in particolare, le aree di Biella e Milano: si va dai ruoli di Anti Money Laundering Officer a Business Development Specialist, da Organization & Corporate Governance Specialist a Responsabile di amministrazione. E ancora: Specialista Segreteria Societaria Business Development and Project Manager; Data Scientist – Hype; Addetto Pianificazione Finanziaria; Senior Frontend Developer – Hype; Specialista amministrativo – Hype; Android Developer – Hype.
Ma in cosa consiste, nello specifico, l’open banking? Inizia a fare la propria comparsa il 13 gennaio dello scorso anno, dopo due travagliati anni di programmazione, quando viene emanata la PSD2 (Payment Services Directive 2), la direttiva europea sui pagamenti digitali. Ma è solo nel 2019 che si stanno cominciando a vedere i primi frutti di quello che appare come un processo di transizione verso il futuro. La misura impone infatti alle banche europee a rendere consultabili le Api (Application Program Interface) a società del fintech e ad altre aziende che si occupano di prodotti e servizi finanziari: una svolta che potrebbe consentire alle imprese esterne la possibilità di consultare e fruire dei dati di pagamento degli utenti. Il che, tradotto, significa una rinnovata competizione nel tradizionale monopolio delle banche. È così che le relazioni tra consumatori e istituti finanziari stanno cambiando per sempre, in un continuo mutamento dai contorni ancora non ben definiti. La PSD2 si è dimostrata così una breccia capace di far sobbalzare il mercato dei pagamenti. C’è chi sostiene possa essere a tutti gli effetti «un nuovo modo di fare banca». Una spaccatura con il passato, che apre verso nuovi scenari.
In questo contesto, le 38 assunzioni già programmate da Fabrick diventano quindi un’occasione per cogliere una sfida importante, lavorando in un settore al centro di una rivoluzione copernicana, in cui gli istituti bancari posso elaborare le proprie strategie e attività sulla base degli open data.

Il progetto con le scuole fra Toscana e Francia

L’economia del mare cerca nuove leve

Favorire le opportunità di lavoro nell’economia del mare con particolare riferimento allo yachting di bordo e a figure professionali quali chef, stewart, comandanti e macchinisti. È l’obiettivo del neonato progetto ‘EJob’ che coinvolge, in Italia, la Toscana e in Francia, la regione Paca (Provenza – Alpi – Costa Azzurra). Nella fase sperimentale, in avvio a marzo 2020, saranno coinvolti oltre 100 studenti tra la provincia di Lucca e Nizza.