OBIETTIVO LAVORO

Occasioni di lavoro estivo con Etjca

NUOVE occasioni grazie a Etjca-Agenzia per il lavoro. Sono oltre 300 le opportunità di lavoro estivo in Emilia Romagna offerte grazie al gruppo attivo in Italia dal 1999 e oggi uno dei primi dieci player nel settore delle APL. Una delle ricerche più significative condotte da Etjca riguarda la selezione di operatori socio sanitari a Parma. Per candidarsi inviare il curriculum a info.parma@etjca.it. Oltre al settore sanitario, nel ramo tecnico-industriale si selezionano montatori meccanici, operations manager, ingegneri elettronici, coordinatori di saldatura e tecnici IT Junior. Nell’alimentare sono molto richiesti operai addetti al confezionamento, commerciali senior, addetti al banco pescheria e addetti alle vendite mentre nell’arredamento la ricerca riguarda tappezzieri, impiegati commerciali, modellisti e magazzinieri. Più di 30 le proposte di tirocinio come addetti alle vendite, addetti al controllo qualità, tirocinanti di negozio, addetti alla fatturazione e receptionist. Nella provincia di Forlì-Cesena si selezionano più di 70 professionisti, soprattutto nel settore metallurgico e meccanico (verniciatori, tornitori, addetti al confezionamento e pulizia, saldatori a filo e tig, manutentori macchine utensili e assemblatori meccanici). A Bologna sono oltre 60 le figure ricercate tra cui addetti al call center, addetti alla logistica e figure professionali da inserire nelle strutture alberghiere come receptionist e aiuto cuoco. Tutte le posizioni aperte sono consultabili sul sito www.etjca.it alla sezione ‘Offerte di lavoro’.

f. m.


Ciak si gira, le aziende vanno sull’App
Monster innova gli annunci di lavoro
«Il recruiting funziona meglio coi video»

Paola Benedetta Manca
FERRARA

TROVARE lavoro, al giorno d’oggi, è diventata una sfida tutta in salita e, ancor di più, trovarne uno che appassioni e soddisfi. Non è facile orientarsi nella giungla degli annunci di lavoro. Spesso, consistono in poche righe di descrizione della figura richiesta e del core business dell’azienda o, al contrario, in lunghe e asettiche offerte vergate in burocratese. Chi cerca lavoro, il più delle volte, non riesce a capire qual è il vero spirito dell’impresa, quale il suo grado di modernità, di dinamicità, la sua cultura aziendale e che aria ‘si respira’ nel luogo di lavoro.

A RENDERE le cose più facili e dirette, permettendo a chi cerca lavoro di entrare in un’azienda ancor prima di mandare il curriculum, ci ha pensato Monster.it, uno dei primi siti creato per mettere in contatto offerte e richieste di lavoro e leader nel settore. Ha lanciato, infatti, una soluzione innovativa, ‘Monster Studios’, una app attraverso cui le aziende si presentano, tramite brevi video di presentazione dell’offerta di lavoro, del brand e della cultura aziendale, video che possono associare, con pochi semplici passaggi, al proprio annuncio.

MONSTER ha rilasciato Monster Studios alla fine del 2018. Dall’inizio del 2019, 100 clienti negli Usa e oltre 200 in Europa hanno partecipato a un programma beta. Clienti di peso come la Volvo. Stefan Begall, direttore recruitment Svezia & Emea della casa automobilistica spiega: «Abbiamo iniziato a usare Monster Studios perché pensiamo che il video ci aiuti a distinguerci ed è più convincente dei semplici annunci di lavoro. I candidati possono avere un’idea migliore dell’azienda e della nostra cultura».

«DA SEMPRE innovazione e tecnologia sono i punti di forza di Monster – sottolinea Nicola Rossi, country manager di Monster.it – e oggi il mercato ci chiede di investire in ricerca e sviluppo per offrire alle aziende servizi sempre più in linea con le nuove modalità di attrazione dei talenti. E’ necessario introdurre soluzioni più intuitive e al passo con le esigenze delle nuove generazioni di candidati, come i millennial: basti pensare che il 66% utilizza Monster dai dispositivi mobili». «E’ fondamentale – aggiunge Rossi – trasferire in modo trasparente i valori e la cultura dell’azienda. È una sfida non da poco e, spesso, una campagna di recruiting poco efficace è legata anche a una strategia di comunicazione poco autentica ».

«MONSTER Studios – spiega Rossi – rappresenta la possibilità per le aziende di comunicare in modo più empatico e diretto e, allo stesso tempo, dà al candidato la sensazione di scegliere più consapevolmente l’azienda. Un approccio che consentirà ai processi di selezione più efficacia e rapidità». A confermare il successo della app, i risultati della sperimentazione.

«DURANTE la fase beta, a seguito della pubblicazione dei video, è stato registrato un considerevole aumento delle candidature – riporta Rossi – . Chi è alla ricerca di lavoro trova più immediato e convincente un video, piuttosto che un semplice testo. E non dimentichiamo l’aspetto umano: con questo strumento si entra in una prima relazione diretta con i futuri colleghi, con la cultura aziendale e con l’ambiente che accoglierà il candidato».

IN ESTATE
Tempo di saldi e opportunità
Jobrapido: servono 12mila figure

MILANO

IN VISTA dei prossimi saldi, pronti a partire nella prima settimana di luglio con date diverse di regione in regione, sono più di 12mila le figure ricercate nel nostro Paese nel commercio, la maggior parte delle quali si concentra nei punti vendita di abbigliamento (oltre 7.000) e cosmetici (quasi 4.300), seguiti a distanza dalle calzature, con poco meno di 1.000 posizioni aperte. Questo lo scenario che mostra un’indagine Jobrapido, motore di ricerca di lavoro leader nel mondo con oltre 20 milioni di lavori pubblicati ogni mese e 85 milioni di utenti registrati in 58 Paesi. In Italia Jobrapido conta 5.8 milioni di utenti registrati e 500.000 lavori pubblicati al mese. La Lombardia, dove i saldi partiranno sabato 6 luglio, è ampiamente in testa alla classifica per regioni, con quasi 4.000 ricerche aperte, seguita a considerevole distanza dal Veneto (oltre 1.400) e dall’Emilia Romagna (oltre 1.300). Toscana e Lazio si fermano poco sotto quota 1.000, seguite da Piemonte e Campania. Tra le grandi regioni, la Lombardia si distingue anche per essere l’unica in cui il settore cosmetici supera quello dell’abbigliamento, con quasi 2.000 posizioni aperte contro poco più di 1.600. «Quella dei saldi rimane una buona occasione, non solo per chi vuole fare acquisti, ma anche per chi cerca lavoro nel settore del retail. Si tratta di un ambito in cui le cosiddette soft skill, dalla capacità di relazionarsi con il cliente, alla proattività, all’attenzione al dettaglio, sono fondamentali», commenta Filippo Meraldi, vice president marketing & communication di Jobrapido.


Boom dei servizi legali in Italia
Il risiko delle law firm
fa bene al mercato: +6,4%

Luigi Manfredi
MILANO

CONTINUA a crescere il mercato dei servizi legali in Italia. I primi 50 studi d’affari (o d’impresa) attivi nel nostro Paese – stando alle stime elaborate dal centro ricerche di Legalcommunity.it per MAG – nel 2018 hanno prodotto un fatturato complessivo di 2,38 miliardi di euro con un aumento del 6.4% rispetto all’anno precedente (solo nel 2013 il giro d’affari mosso era di 1,6 miliardi). Ed emerge come le grandi insegne collegate al mondo della consulenza si ritaglino una posizione di prima evidenza.

COMINCIAMO dal podio della ‘best 50’ degli avvocati d’oro. In vetta si conferma BonelliErede con 166 milioni di euro (in linea con il 2017). Al secondo posto Gop (Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners) con 145 (+ 9.85%) e al terzo Pwc Tls con 140,3 (+ 11.97%). Proprio il risultato di Pwc testimonia quanto dicevamo sui servizi di consulenza. Le cosiddette ‘Big 4’, vale a dire Pwc, EY, Deloitte e Kpmg, rappresentano il 18,8% del mercato, quindi la fetta più corposa dopo quella del 30.8% rappresentata dai grandi studi italiani.

SUL MAG Nicola Di Molfetta, direttore di Legalcommunity.it, fotografa il «dinamismo delle strutture collegate al mondo dei servizi di consulenza che, come si sta notando da tempo anche all’estero, stanno tornando a giocare un ruolo di primissimo piano». Per quanto riguarda le law firm che sono cresciute percentualmente di più in termini di fatturato, al primo posto c’è Dentons con una performance del 39.52%, seguita da Latham & Watkins (+ 25%) e Gitti & Partners (+ 24%): quest’ultima è l’unica insegna italiana in questa speciale top ten. Allora vale la pena dare subito un’occhiata al ‘market share’. La sintesi è che se i big per fatturato restano italiani, la quota di mercato occupata dalle law firm internazionali è ampia. Complessivamente il cluster degli studi inglesi ha raggiunto una quota del 13.8%.

LE INSEGNE americane presenti in Italia producono circa l’11% del fatturato generato dalle prime 50 insegne. In evidenza l’angloamericana Dla Piper che ha chiuso il 2018 con 87.3 milioni di fatturato e una crescita del 15.35% che la mette all’ottavo posto tra gli studi che sono cresciuti di più. La torta del mercato legale, sempre relativa alle ‘best 50’, è composta così: 30.8% i big italiani; 18.8% le ‘Big 4’; 13.8% gli studi inglesi; 11.5% gli studi americani; 8.6% le super boutique italiane; 3.2% le specialistiche; altri 13.3%. Sul versante big law, Legance è lo studio che, dopo Gop, ha registrato la crescita più consistente (+7,7%) raggiungendo gli 84 milioni. Chiomenti, pur mantenendo sostanzialmente stabile il numero dei suoi professionisti, ha segnato un incremento del 3% dei ricavi arrivando a 130.8 milioni (quarto posto).

PER QUANTO riguarda le super boutique, hanno avuto un buon andamento praticamente tutte le principali insegne comprese in questa categoria. Partendo da Pedersoli che ha chiuso l’anno con un fatturato di 40 milioni con il tratto significato delle 51 operazioni (m&a) chiuse per un valore di 11.3 miliardi di euro. Risultati positivi anche per Gatti Pavesi Bianchi (+ 5.17%) e Grande Stevens (27.4 milioni con + 4.38%). Lateral hire: esempio più significativo del risiko legale è stato l’integrazione tra BonelliErede e Lombardi Segni e Associati (29.2 milioni di fatturato) con la nascita di una struttura da 750 professionisti. «BonelliErede – afferma Di Molfetta – potrebbe verosimilmente superare quota 180 milioni di ricavi se non sfiorare i 190 e riuscirebbe a scavare un solco importante rispetto ai suoi concorrenti diretti, mettendo a segno un allungo difficilmente colmabile, almeno nel breve periodo». Peraltro non tutti i componenti dello studio Lombardi hanno seguito questa strada. Una parte di loro (un gruppo di 15 professionisti) ha fatto ritorno in Gop.

Il commento di STEFANO SACCHI (*)
SALARIO MINIMO: LEZIONE TEDESCA

IL SALARIO minimo esiste in tutti gli Stati membri dell’Unione europea. La scelta di affidare il compito di determinare il livello minimo alla legge o alla contrattazione collettiva è poi coerente con le tradizioni dei sistemi di relazioni industriali presenti nei singoli Paesi. Nettamente prevalente è il primo regime, quello di un salario minimo legale; nel secondo regime rientra l’Italia, insieme con i Paesi nordici (Danimarca, Finlandia e Svezia) e l’Austria. Se questo è il quadro di riferimento, il caso tedesco è di grande interesse. Nel 2015 è stata infatti introdotta in Germania una norma che fissa il salario minimo per via legislativa. Prima dell’introduzione, il 40% dei lavoratori subordinati in Germania non era coperto da contrattazione collettiva e quindi da alcuna misura di salario minimo. Nel gennaio 2015 il salario minimo è stato fissato a 8,5 euro l’ora, oggi è a 9,19, nel 2020 arriverà a 9,35.

PRIMA dell’introduzione del salario minimo, nel 2014, l’11,3% dei lavoratori (quasi 4 milioni) era pagato meno di 8,50 euro l’ora. Nell’aprile 2015, quattro mesi dopo l’introduzione, il numero di lavoratori sotto gli 8,50 euro l’ora di salario era sceso a 1,4 milioni. Quali sono stati gli effetti della novità? La misura ha ridotto notevolmente la disuguaglianza nei livelli salariali: ne hanno beneficiato in modo particolare i lavoratori meno qualificati, le donne, i giovani e i più anziani, i lavoratori part-time e quelli nelle piccole-medie imprese operanti nei servizi. L’introduzione della misura ha condotto a una maggiore convergenza tra i livelli salariali delle regioni tedesche nel 2015. Tutto questo, senza effetti negativi sui livelli di occupazione. D’altra parte, si sono registrate anche altre conseguenze economiche: una diminuzione marcata del numero medio di ore lavorate in una settimana (-21%) tra i lavoratori in precedenza sotto la soglia; un aumento superiore alla media dei prezzi dei prodotti nei settori maggiormente interessati dalla misura e, negli stessi settori, una diminuzione del turnover; la riduzione, nel 6,1% delle aziende interessate dalla misura, dei benefici monetari aggiuntivi al salario. Naturalmente, l’Italia non è la Germania. Ma questi effetti, sia quelli decisamente positivi sia quelli meno, vanno tenuti in considerazione.

DATA l’incidenza del salario minimo legale in Italia, che riguarderebbe principalmente le piccole imprese del Mezzogiorno, prevalentemente a conduzione familiare, ci si può attendere che i legami tra imprenditori e dipendenti non porteranno a un impatto negativo sui livelli di occupazione. Però ci potrebbe essere un effetto negativo sulle ore lavorate, come in Germania, oppure una spinta alla sottodichiarazione delle ore. Dunque, qualunque sia il livello di fissazione del salario minimo orario in Italia, per ridurre l’impatto sul costo del lavoro potrebbe essere utile immaginare l’introduzione, per una fase transitoria, di un credito di imposta, calibrato sui soli dipendenti beneficiari del salario minimo. Questo consentirebbe di valutare gli effetti benefici del salario minimo legale, senza un impatto troppo forte sulle imprese.

* Presidente Inapp

Di |2019-06-24T09:22:33+00:0024/06/2019|Lavoro|