OBIETTIVO LAVORO

Contratti estivi con Openjobmetis

OPENJOBMETIS, l’unica agenzia per il lavoro quotata in Borsa in Italia, ricerca e seleziona 1.500 persone in tutta Italia da inserire all’interno di aziende appartenenti a diversi settori, nel periodo compreso tra giugno e settembre, con contratti a tempo determinato in somministrazione. Anche se per molti è il periodo delle ferie, l’estate è un momento di grande vivacità lavorativa: dinamiche ed esigenze specifiche portano le aziende a ricercare nuovo personale cui affidare incarichi non solo stagionali. I settori di riferimento sono quelli della Logistica e Agroalimentare, GDO e Retail, Horeca e Turismo, Sanità e Assistenza familiare. Tra le Regioni che presentano il maggior numero di posizioni aperte, ci sono sicuramente la Lombardia e l’Emilia Romagna, ma anche Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Puglia e Toscana. Nel settore Agroalimentare si cercano circa 400 persone: si tratta di opportunità per addetti alla raccolta e alla cernita di frutta e ortaggi. E ancora: Gdo e Retail (200 persone), Horeca e Turismo (300 persone); Sanità (200 persone, tra cui infermieri, Oss e ausiliari socio-assistenziali per residenze e case di cura). La Divisone Family Care di Openjobmetis, infine, segnala più di 100 posizioni aperte per badanti.Per ricevere i dettagli delle posizioni aperte e per inviare la propria candidatura, accedere al sito www.openjobmetis.it, sezione Candidati/Trova. Per maggiori informazioni sulla Divisione Family Care accedere al sito www.familycarebadanti.it, oppure scrivere a familycare@openjob.it

Francesco Moroni


Bper, il futuro con l’innovazione
«Nuove soluzioni per le imprese
Valorizziamo chi punta sui giovani»

Andrea Ropa
MODENA

«CREDERE nell’innovazione significa valorizzare le aziende che hanno modelli di crescita sostenibile, creano valore per i territori e puntano sui giovani talenti». Proprio l’innovazione è il cuore della strategia di Bper, il gruppo bancario quotato a Piazza Affari che ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto di 48 milioni. «Oggi lo scenario di mercato è molto complesso: gli attori del sistema cambiano continuamente, si affacciano player che sfruttano le nuove tecnologie, crescono le aspettative dei clienti» commenta Pierpio Cerfogli, vice direttore generale e chief business officer di Bper Banca, al termine di una lunga serie di incontri con gli imprenditori in tutto il territorio nazionale.

LA RIVOLUZIONE digitale ha portato un approccio nuovo per chi vuole essere banca di riferimento: non solo vicinanza, ma specializzazione e consulenza. Ormai anche le aziende più piccole e meno strutturate, infatti, hanno necessità di servizi specialistici che fino a pochi anni fa erano richiesti solo dalle grandi imprese. Per questo, oltre alla concessione del credito tradizionale, serve una gamma allargata di prodotti e attività. «Al centro della nostra offerta – spiega Cerfogli – c’è il progetto Global Advisory, che guarda a 360 gradi ai bisogni dell’impresa e dell’imprenditore, raggruppando con strategie personalizzate vari servizi, anche diversi da quelli tradizionalmente bancari. La risposta dei clienti c’è: nel 2018 i nostri specialisti hanno incontrato oltre 500 aziende, trovando interesse concreto». Gli ambiti sono diversi. Sul fronte internazionalizzazione, il Global Transaction Banking promuove un business basato sull’analisi delle informazioni dai mercati e sulla conoscenza delle caratteristiche della domanda estera, definendo strategie adeguate. Svolge poi un ruolo specifico il Corporate Finance e M&A Advisory, che offre consulenza finanziaria e finanza strutturata, mentre il servizio Investment Banking guida e accompagna le società, in particolare le Pmi, nel percorso verso la quotazione.

SUL FRONTE dell’ecosostenibilità, ‘Life4energy’ è pensato per finanziare a lungo termine le imprese che vogliono migliorare l’efficienza energetica, mentre ‘Soluzione Welfare’ è un progetto di Bper Banca, d’intesa con Willis Towers Watson e SiSalute, dedicato alle Pmi, per aiutarle a sviluppare migliori condizioni di lavoro in vari modi: necessità di integrazione pensionistica, servizi di welfare, attenzione alla salute, al sociale e alla mobilità. Nel 2018 il dialogo è stato avviato con circa 350 aziende. «Tutte queste attività – precisa Cerfogli – vanno inquadrate in una tema più generale: per essere davvero motore di sviluppo, condividendo gli interessi dei clienti, la banca deve ridisegnare il futuro con l’innovazione. Ecco perché proseguiamo il potenziamento dell’offerta digitale. Ma non basta: in collaborazione con Fabrick, che è una piattaforma di open banking, abbiamo iniziato un percorso nel segno della condivisione dei dati tra i diversi attori dell’ecosistema. Vogliamo sviluppare un’offerta di light banking rivolta a un nuovo pubblico, più giovane e alla ricerca di servizi snelli, rapidi e accessibili via smartphone ».

BPER, inoltre, studia proposte tra i servizi non bancari. «Sul fronte cybersecurity – dice ancora il vice direttore generale – lavoriamo a un pacchetto per imprese e privati che va dalla prevenzione alla protezione, dalla consulenza alla formazione ». Infine, l’Innovation Room del Gruppo Bper sperimenta tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale, il riconoscimento facciale e l’interazione uomo-computer. «Il futuro va costruito oggi – conclude Cerfogli – In collaborazione con il Cnr è stato realizzato un vero e proprio avatar in grado di muoversi all’interno della filiale. E sono già allo studio i suoi possibili utilizzi al servizio della clientela».

BDO ITALIA
Premio Mario Unnia-Talento & Impresa
Boom di iscrizioni: +30% sul 2018

MILANO

SONO cresciute del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso le iscrizioni fin qui pervenute alla terza edizione del Premio Mario Unnia-Talento & Impresa, iniziativa promossa da Bdo Italia con il supporto del main partner Bper Banca e dei partner Ersel e Quaeryon, e con la collaborazione di Elite-Borsa Italiana. Il Premio, dedicato ad un poliedrico studioso dell’impresa e di scenari socio economici, allievo di Norberto Bobbio e collaboratore di Adriano Olivetti, nasce dalla volontà di valorizzare quelle aziende capaci di visione e sviluppo del proprio talento, come tali capaci, pur in un contesto economico, finanziario e tecnologico in continua evoluzione, di perseguire modelli di crescita sostenibile, creando valore per il territorio e per il Paese, valorizzando i giovani talenti e le Risorse Umane. Quelle aziende che coniugano quotidianamente capacità innovative e predittive, indirizzando il loro patrimonio di risorse alla ricerca di un successo duraturo e costante nel tempo nel rispetto dei valori etici e di sostenibilità. A due settimane dalla chiusura delle iscrizioni la Lombardia guida con il 42% le iscrizioni, seguono il Veneto con il 24%, la Campania con il 9% ed Emilia Romagna, Puglia, Toscana e Umbria con il 5%. Il campione ad oggi iscrittosi complessivamente rappresenta oltre 882 milioni di euro di fatturato, capace di offrire oltre 2.000 posti di lavoro. È possibile candidare la propria azienda online fino al 31 maggio 2019, attraverso la sezione dedicata del sito www.bdo.it. La proclamazione delle imprese vincitrici si svolgerà a Milano il 24 giugno 2019.


Le aziende di recupero dei crediti
chiedono una legge più moderna
«Rapporti migliorati con i debitori»

Luigi Manfredi
ROMA

SOLO NEL 2018 hanno gestito crediti «per un valore pari ad oltre due volte il Pil di un Paese come la Giordania ». Sono le oltre 200 aziende associate ad Unirec (Unione nazionale imprese a tutela del credito) operanti nell’ambito di un settore di straordinaria delicatezza: il ‘core business’ è infatti il recupero in senso stretto dei crediti, una parte rilevante (circa la metà) costituita da quelli deteriorati (gli Npl), una delle spine del sistema bancario italiano. Bastano i numeri del report annuale per farsi un’idea del trend di crescita del comparto: l’anno scorso la galassia Unirec (quasi 17mila addetti, copre l’80% del mercato italiano del settore) ha gestito qualcosa come 39 milioni di pratiche per un valore di 82.3 miliardi di euro (+ 15%), recuperandone 7.8 miliardi (+ 5%). E i crediti deteriorati costituiscono appunto il 48% della massa (38.3 miliardi). C’è un altro dato significativo: nel quinquennio 2014-2018 il monte-crediti affidato alle società di gestione è aumentato del 70%.

«QUESTO dato – commenta il presidente di Unirec, Francesco Vovk – è legato al discorso del deteriorato bancario e finanziario. Il 2015 ha segnato un anno record con oltre 350 miliardi di deteriorati che da lì in poi le banche hanno cominciato a vendere. Queste masse sono state in parte raccolte dalle nostre associate. C’è anche da tenere presente la crisi economica che all’inizio del decennio ha colpito l’Italia: minori posti di lavoro, minor capacità di spesa delle famiglie, minor capacità di rimborsare le proprie obbligazioni». Tra le committenti di Unirec ci sono banche, società finanziarie e di leasing, noleggio, telecomunicazioni, energia e pubblica utilità, Pmi, grandi industrie e la Pubblica amministrazione sia centrale che locale. In concreto le imprese Unirec svolgono per conto dei committenti (o i detentori originari del credito oppure i soggetti terzi che l’hanno acquistato da altri) un servizio che consiste in un percorso di confronto col debitore durante il quale le due parti si accordano per trovare una soluzione a fronte delle obbligazioni non adempiute quali rate scadute, bollette non pagate, fatture non saldate. Il 67% degli importi gestiti fa capo alle famiglie, il 31% alle imprese, il 2% alla PA.

LA PA è il committente che presenta il maggior tasso di recupero (44%), il settore bancario e finanziario sono rispettivamente al 9 e 7% Interessante è anche lo spaccato territoriale. La Lombardia è la prima regione per i crediti affidati (11.613 milioni con una percentuale del 14% ) ed è la terza regione per performance di recupero col 12%. La Toscana sesta con 5.463 milioni (6.7%) e una performance dell’8%. L’Emilia Romagna è settima con 5.409 milioni (6.6%) e una performance dell’8%. Le Marche sono all’11° posto con 2.692 milioni (3.3%) ma con la performance di recupero più bassa, appena il 6%. Infine l’Umbria: 1.571 milioni (1.9%) e una performance del 7%.

«ABBIAMO visto che laddove il reddito disponibile è molto superiore alla media (Trentino e Val d’Aosta ad esempio) migliora anche il coefficiente di recupero e viceversa (Campania e Sicilia). In tutte le altre regioni questa correlazione non è così evidente. Le Marche fanalino di coda scontano la crisi di un tessuto industriale in difficoltà». Attività delicata, si diceva. Sotto questo profilo Unirec ha creato alcuni anni fa il ‘Forum Unirec-Consumatori’, un tavolo permanente che ha redatto un codice di condotta che si pone come obiettivo la tutela del consumatore e della professionalità degli operatori del settore.

«POICHÉ la nostra attività è tuttora regolata essenzialmente da un regio decreto del 1931 – chiosa Vovk – auspichiamo da qualche anno di poter avere una legge più moderna. Nel frattempo ci siamo mossi adottando un codice di autoregolamentazione con le associazioni dei consumatori per gestire al meglio il rapporto col debitore: ad esempio non si possono fare più di tre telefonate a settimana al debitore. Se tutto questo non viene rispettato si può ricorrere a una procedura di reclamo con una conciliazione paritetica tra le parti. E, nei casi più gravi, c’è anche la possibilità di un risarcimento ».

Il commento di EMMANUELE MASSAGLI (*)
VERSO UN WELFARE AZIENDALE 4.0

NELLE scorse settimane il sottosegretario al lavoro Claudio Durigon (nella foto) ha anticipato i contenuti di un disegno di legge dedicato al rilancio della qualità dell’occupazione. Nello specifico, le misure in discussione riguardano il dimezzamento della aliquota sostitutiva applicata ai premi di produttività concertati a livello aziendale (dal 10% al 5%), l’innalzamento del valore massimo detassabile da 3.000 a 5.000 euro, l’introduzione di una agevolazione fiscale e contributiva nei limiti di 10.000 euro per le somme corrisposte dai datori di lavori ai propri dipendenti affetti da patologie oncologiche e la ricomprensione tra i servizi di welfare da non considerarsi reddito da lavoro (quindi totalmente detassati e decontribuiti) delle spese sostenute per la cura degli animali domestici. Si tratta di un pacchetto di misure molto interessanti, se confermate. Il dimezzamento della aliquota sostitutiva riconosciuta alle quote di salario legate a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione misurabili e verificabili, come previsto dalla legge di stabilità 2016, è un ulteriore tentativo di promuovere forme di contrattazione di secondo livello espansive, capaci contemporaneamente di innalzare i livelli dei salari e incrementare la competitività aziendale. Un possibile effetto negativo di questa misura potrebbe essere la contestuale diminuzione dei lavoratori che optano per la welfarizzazione del premio di produttività, poiché diminuirebbe il vantaggio del welfare aziendale rispetto al riconoscimento monetario. Un rischio percorribile, poiché utile a fare comprendere che la scelta del welfare non può essere soltanto esito di una comparazione di costi, una mera alternativa economica, bensì parte di un disegno più ampio di gestione del personale e attenzione al benessere dei dipendenti. Si tratta di misure in grado di ancorare ancor più il welfare aziendale alle finalità di natura sociale che ne giustificano il trattamento di vantaggio. È una direzione corretta, che potrebbe essere con ancor più convinzione percorsa permettendo ai dipendenti di cedere tutto o parte del proprio credito a dipendenti che abbiano esigenze di cura proprie o dei propri familiari e di destinare quanto nelle proprie disponibilità ad enti noprofit del Terzo Settore, che troverebbe nelle risorse private del welfare aziendale un portentoso (e inaspettato) canale di finanziamento. Il disegno di legge in discussione potrebbe allora diventare una significativa fase 4.0 del welfare aziendale, indubbiamente l’oggetto delle relazioni industriali e la politica di gestione del personale in maggiore crescita negli ultimi anni.

@EMassagli (*Presidente think thank Adaptland)

Di |2019-05-27T09:01:41+00:0027/05/2019|Lavoro|