OBIETTIVO LAVORO

Opportunità sul Colle dell’Infinito

LA CULTURA crea anche occupazione. La dimostrazione arriva da Recanati, città natale del grande poeta Giacomo Leopardi, dove il Fai (Fondo Ambiente Italiano) in vista della prossima apertura del Colle dell’Infinito ricerca personale per garantire l’accoglienza dei visitatori e la gestione del bene culturale. Chi fosse interessato può inviare la propria candidatura all’indirizzo e-mail recruiting@fondoambiente.it indicando nell’oggetto «Recanati candidatura». Gli aumenti degli organici si rendono necessari in vista del momento di inaugurazione di questo nuovo Bene del FAI, in programma per il mese di settembre 2019 e la conclusione del cantiere di lavori avviato a seguito dell’accordo del luglio 2017 con il Comune di Recanati, il Centro Nazionale di Studi Leopardiani e il Centro Mondiale della Poesia e della Cultura ‘Giacomo Leopardi’, che ha visto affidare al Fai il restauro, la valorizzazione culturale e la gestione di parte degli spazi del Centro Nazionale di Studi Leopardiani e dell’annesso Orto delle Monache. Terminati a luglio 2018, i primi interventi curati dall’architetto e paesaggista Paolo Pejrone hanno riportato l’orto alla sua originaria semplicità, con l’obiettivo di mantenere intatta l’atmosfera dell’antico monastero medievale. I lavori in corso prevedono la messa in sicurezza delle mura perimetrali, la riqualificazione della facciata del monastero, il restauro di alcuni edifici all’interno dell’orto e altri lavori di completamento degli arredi, degli impianti di illuminazione e dei pergolati.

Vittorio Bellagamba


L’altra faccia della robotizzazione
Nuovi professionisti specializzati
al lavoro nelle fabbriche del futuro

Antonio Vecchio
ROMA

SONO circa 7mila – annunciano fonti Volkswagen – i posti di lavoro che la progressiva robotizzazione delle linee di montaggio allontanerà dal ciclo produttivo entro il 2023. Un ridimensionamento che riguarderà anche i colletti bianchi, che si ridurranno del 15% a causa degli investimenti dovuti alla digitalizzazione dei processi amministrativi aziendali, pari a 4,7 miliardi di euro. Numeri importanti, il cui impatto sarà parzialmente mitigato dagli 11mila lavoratori che il colosso di Wolfsburg manderà in pensione nello stesso periodo.

DA TEMPO non mancano esempi industriali che conducono nella stessa direzione di Volkswagen. La taiwanese Foxconn, principale fornitore di Apple e Microsoft, grazie all’introduzione di robot ha più che dimezzato la propria forza lavoro, passando da 110mila a 50mila operai. Anche Tesla è famosa, tra l’altro, per essere il primo marchio automobilistico al mondo con linee di produzione interamente gestite da sistemi automatizzati. Con tali premesse, è naturale chiedersi quali lavori usciranno dal ciclo di produzione nei prossimi anni e quali confermeranno la propria validità. Affronta il problema il World Economic Forum (WEF) di Davos nel suo recente Paper, ‘The future of Jobs’, che prevede per il 2025, il 52% delle attività lavorative attuali gestite esclusivamente dai robot (quasi il doppio rispetto al dato odierno). Questo soprattutto grazie alle quattro principali innovazioni tecnologiche attorno alle quali si snoderà la crescita del prossimo quadriennio: la diffusione ubiquitaria di Internet ad alta velocità, l’analisi dei Big Data, l’intelligenza artificiale (IA) e la tecnologia cloud.

TRA I LAVORI più gettonati in assoluto – spiega il Paper del WEF – vi sono quelli come analista e ricercatore di dati, di sviluppatore di software e applicazioni, e di esperto di e-commerce e di social media. Il documento prevede una crescente importanza per gli impieghi che sfruttano competenze cosiddette ‘umane’, cioè ad alta caratterizzazione empatica, come i lavori al servizio del cliente, quelli legati alle vendite e al marketing, gli impieghi come addetto alla formazione e come esperto culturale. Saranno richieste figure specialistiche nel campo dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento artificiale (machine learning e del deep learning), e in quello dell’automazione dei processi. Anche gli esperti di cyber security conosceranno un periodo di grande richiesta, assieme agli ingegneri robotici e ai maghi del blockchain. Se da un lato, a restare tipicamente ‘umane’ saranno le capacità legate alla creatività, quelle di problem solving e di coaching, lo studio del WEF mette in luce un crescente impiego dei robot anche in campi di tipo cognitivo, come il decision making, il reasoning, e quello della comunicazione.

DI FRONTE a questa sfida l’unica soluzione – suggeriscono gli analisti di Davos – è ripensare la riqualificazione del personale, non solo nel senso dell’aggiornamento delle capacità possedute dal lavoratore, ma anche nello spirito di una completa loro ridefinizione basata questa volta sull’abbinamento uomo- macchina. L’avvento dei robot, infatti, renderà sempre più labile il confine tra le competenze umane e quelle affidate ai sistemi automatizzati, con la conseguenza di una sostanziale trasformazione dei posti di lavoro, che saranno maggiormente orientati a lavorare in completa sinergia con i robot.

DALLA ridefinizione delle competenze e dalla formazione continua dei lavoratori dipenderà la capacità di tradurre a nostro vantaggio la rivoluzione industriale in atto, facilitando la distribuzione del reddito e incrementando la qualità della vita. Diversamente, l’avvento dei robot incrementerà disuguaglianza, comporterà polarizzazione e sarà foriero di instabilità sociale.

MIUR – MICROSOFT ITALIA
Edu Day 2019: studenti e imprese
insieme a lezione di cultura digitale

MATERA

ROBOTICA e storia, intelligenza artificiale e letteratura. Per preparare i giovani al domani, saranno indispensabili tutte le discipline, e per dimostrare che conoscenza e innovazione non sono in disaccordo, non poteva esserci scenario migliore di Matera, capitale della cultura 2019, che nei giorni scorsi ha ospitato l’Edu Day 2019, il festival della scuola del futuro promosso da Microsoft. Più di 1500 tra studenti, docenti e rappresentanti di istituzioni e imprese, hanno partecipato all’evento nato per promuovere la diffusione della cultura digitale e la consapevolezza delle opportunità che la tecnologia può generare in termini di occupazione e crescita economica. Entro il 2020, infatti, in Italia saranno creati 135mila nuovi posti di lavoro nel settore dell’Ict, che non riusciranno a essere coperti a causa del divario tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle effettivamente disponibili, un fenomeno che rallenta la crescita e l’innovazione. «Il nostro futuro – ha commentato Silvia Candiani (nella foto), ad di Microsoft Italia – dipende da quanto saremo efficaci e determinati insieme al mondo della scuola nel far sì che i nostri ragazzi abbraccino con consapevolezza e con un ruolo attivo, da veri protagonisti, le sfide del digitale, non come spettatori di fronte al cambiamento in atto». Con l’Edu Day, Microsoft si propone di coinvolgere entro il 2020 oltre 2 milioni di giovani, studenti, Neet e professionisti in tutta Italia, formando oltre 500.000 persone e certificando 50.000 professionisti.

Di |2019-04-29T13:18:16+00:0029/04/2019|Lavoro|