OBIETTIVO LAVORO

Bialetti apre nuovi negozi e assume

NUOVE opportunità di lavoro in Bialetti. La nota azienda di elettrodomestici e sistemi di cottura seleziona periodicamente personale per assunzioni nei punti vendita, anche in vista di nuove aperture, e in sede. Durante l’anno il gruppo seleziona personale interessato a lavorare nei negozi del brand, sia di nuova apertura che già operativi, o in vista di assunzioni in sede. Le offerte di lavoro in Bialetti sono rivolte, generalmente, a candidati a vari livelli di carriera, anche a giovani senza esperienza. Per questi ultimi sono disponibili, per lo più, opportunità di stage e tirocini, da svolgere in varie aree aziendali. Le selezioni in corso per assunzioni riguardano soprattutto le sedi in Emilia Romagna, Toscana e Lombardia, ma anche Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Puglia, Campania e Sicilia. Attualmente, le selezioni sono rivolte soprattutto ad Addetti vendita – in particolare nei punti di Savignano sul Rubicone (Forlì-Cesena), Parma, Ravenna e Milano – e Store manager (Ferrara). La società prevede, inoltre, un apposito programma di inserimento per i neoassunti, finalizzato ad apprendere le varie funzioni aziendali, i prodotti del gruppo e le informazioni necessarie all’attività lavorativa. Il Gruppo utilizza diversi strumenti di recruiting online, tra cui il portale riservato alle carriere e selezioni del gruppo, ‘Lavora con noi’, dalla quale è possibile prendere visione delle posizioni aperte a livello corporate e presso i negozi in Italia e all’estero, inviando il curriculum in risposta agli annunci di interesse attraverso l’apposito form online.

Francesco Moroni


Le aziende cercano figure specializzate
«Data Scientist, ma anche saldatori
Evidenziare i propri punti di forza»

Andrea Ropa
MILANO

ASTRONAUTA, ingegnere o avvocato? Macché. Con una buona dose di pragmatismo gli italiani alla ricerca di un’occupazione guardano a supermercati e grandi magazzini. Lo ha rilevato Jobtome, società leader nel campo del recruitment online, che ha messo sotto la lente d’ingrandimento le ricerche dei propri utenti per capire in quali settori cercano lavoro e quali aziende preferiscono. Studiando il comportamento di oltre 4 milioni di persone dal primo gennaio al primo dicembre 2018, è emerso come essi preferiscano affidarsi alle agenzie per il lavoro. Oltre il 65%, infatti, consulta un’offerta proveniente da un’agenzia, contro il 35% che invece valuta le offerte dirette delle aziende.

IL MAGGIOR interesse, in termini di numero di ricerche, lo hanno riscosso le aziende della Gdo, con Esselunga in testa (8% delle preferenze), seguita da Ikea (6%) e Lidl (4%). Subito dopo i player della grande distribuzione, gli italiani hanno dimostrato interesse per il settore bancario e finanziario, con Unicredit e Deloitte in pole position. L’analisi di Jobtome (13 milioni di ricerche di lavoro al mese nei 34 paesi dove il servizio è attivo, di cui più di un milione in Italia) dimostra che, al di là dei settori, gli italiani nella fase di job search cercano una soluzione semplice, intuitiva e personalizzata.

«LE AGENZIE attive nel campo del job recruitment – commenta Gabriele Borga, Ceo di Jobtome – diventano quindi attori fondamentali per far incontrare i talenti e le aziende in un mercato, come quello del lavoro, che cambia ogni giorno, rivoluzionando le strategie di gestione del personale ».

Quali sono queste strategie alla luce delle ultime tendenze del mercato del lavoro?

«Per avere maggiore flessibilità, sempre più aziende decidono di appoggiarsi alle agenzie per il lavoro. Queste ultime partono sempre dalla definizione delle esigenze aziendali, per poi passare alla fase di scouting e selezione. I potenziali talenti individuati sostengono poi dei colloqui al fine di valutare hard e soft skills. La compatibilità con i valori aziendali risulta decisiva ai fini dell’inserimento o meno di un candidato».

Quali sono i profili più ricercati?

«Considerando l’ampia base dati di cui disponiamo dai 34 paesi in cui Jobtome è attiva, è possibile notare due principali filoni nel mercato del lavoro. Da una parte le professioni in ambito IT e Tech, con figure quali Data Scientist, Data Engineer, Cloud DevOps e Cyber Security Officer, che sono sempre più richieste dalle aziende anche tradizionali. Dall’altra, si evidenzia la crescita di domanda di figure specializzate che non richiedono necessariamente un background universitario: tra queste in Italia si parla principalmente di badanti, OSS, saldatori, fabbri, meccanici, addetti alle centrali elettriche e autisti».

Quali consigli darebbe a chi deve affrontare una selezione e a chi è alla ricerca di un’occupazione?

«Il suggerimento principe che mi sento di dare a chiunque sia alla ricerca di un impiego è presentare al meglio i propri punti di forza, preparando una sintesi completa delle proprie qualità ed esperienze passate, raccontandosi con onestà e tenendo ben presente quali potrebbero essere i successivi sbocchi di carriera nel mediolungo termine».

INDAGINE JOBRAPIDO
Addetti alla logistica e alle vendite:
i lavoratori più richiesti sotto l’albero

MILANO

SE BABBO Natale esistesse davvero, gli oltre 13mila professionisti della logistica – tra magazzinieri, addetti alle spedizioni e personale amministrativo che le aziende cercano oggi in Italia – si potrebbero considerare i suoi assistenti. Un numero molto significativo, che con le feste di fine anno ormai alle porte non riesce comunque a strappare il primato al settore del commercio che tra commessi, addetti vendite e store manager, offre circa 36mila posti di lavoro. Questo lo scenario che mostrano i dati Jobrapido, motore di ricerca di lavoro leader nel mondo con oltre 80 milioni di utenti registrati in 58 Paesi. Analizzando le posizioni aperte alla fine del 2018, numeri interessanti emergono anche nel settore ristorazione, particolarmente attivo in vista del periodo festivo e della stagione invernale appena iniziata, con circa 15mila posizioni aperte, come ad esempio quelle per cameriere e barista. Aperte anche 72 posizioni come Babbo Natale, un classico del periodo per centri commerciali, eventi e strutture ricettive. Per tutti i settori analizzati, per quanto diversi, il maggior numero di opportunità si presenta in Lombardia, seguita dall’Emilia Romagna – specie per la logistica – e dal Veneto. Le uniche eccezioni, che riguardano però il secondo posto della classifica, sono costituite dalla Toscana, per quanto riguarda le posizioni di animatore turistico, e dal Lazio, per la ricerca di Receptionist.


Trasparenza, concorrenza e merito
Il primo talent sul mondo legale
per selezionare gli avvocati 4.0

Luigi Manfredi
MILANO

È IL PRIMO TALENT dedicato al mondo legale. Sono cinque i giovani laureati in giurisprudenza che si contenderanno il titolo di «Legal talent of the year». Dieci puntate di una web serie che andranno in onda a partire da gennaio 2019. Non è un concorso ma un contest, il ‘4cLegal Academy’ ideato e organizzato da 4cLegal, società fondata nel 2014 da un’intuizione di Alessandro Renna, fornire cioè alle imprese una piattaforma digitale per selezionare attraverso beauty contest online i professionisti in campo legale di cui hanno bisogno attraverso una procedura competitiva «basata su trasparenza, concorrenza e merito ». Il talent rappresenta un‘evoluzione naturale di questa idea. «Cinque giovani neolaureati (tre ragazzi e due ragazze, ndr) – spiega Renna, fondatore e ceo di 4cLegal – svolgono un percorso formativo che li porta a misurarsi su casi concreti con aziende leader nei propri settori e con studi professionali di eccellenza».

I RAGAZZI sono stati selezionati da una giuria composta, oltre che dallo stesso Renna, dall’head hunter Sarah Cartasegna e dal business coach Mario Alberto Catarozzo. Aziende e studi legali presso i quali i giovani hanno svolto il loro percorso formativo interamente ripreso dalle telecamere sono top player che hanno messo a disposizione i docenti: Anas, studio legale Carnelutti, Deloitte, IBSA, Magneti Marelli, studio legale Nctm, Sorgenia, studio legale Puccio Giovannini. Le telecamere hanno seguito di pari passo i partecipanti al talent durante la loro attività formativa sul campo al termine della quale, come in ogni talent, i giovani si sono sottoposti al giudizio della giuria che ha emesso il verdetto assegnando il titolo. Adesso il materiale girato è in fase di montaggio per la realizzazione delle puntate – durata media stimata attorno ai dieci minuti l’una – che saranno visibili in streaming una volta alla settimana sulla piattaforma 4clegal.com a partire da metà gennaio.

«TUTTI i docenti – afferma Renna – sono stati molto contenti e hanno accolto l’iniziativa come una bella innovazione. Per i ragazzi è una grande opportunità: tutti e cinque sono usciti dall’università con 110 e lode. La premessa che hanno studiato quindi c’è, lo scopo del contest è di valutare come applicano le conoscenze ai casi reali, come si relazionano tra di loro, con i docenti e con i giudici e anche che tipo di tensione ideale, di carica di innovazione hanno rispetto al futuro. La vittoria non garantisce un lavoro ma rappresenta un riconoscimento, un debutto da protagonisti in un mercato nuovo dove si viene proposti alla community legale come simboli di quanto le nuove generazioni possono dare».

«QUESTO format – il giudizio dell’avvocato Sara Catapano, responsabile dei servizi legali di Sorgenia – ci è piaciuto perché porta l’innovazione, tema che guida tutte le nostre scelte, in una realtà, quella legale, che più di altre fa fatica ad adeguarsi a un mondo che cambia con grande rapidità ». Il contest, come dicevamo, si inserisce nella piattaforma 4clegal.com, una sorta di market place digitale dei servizi legali che si realizza attraverso beauty contest digitali: «Offriamo uno strumento di best practice. Le aziende – spiega Renna – invitano gli studi professionali a formulare specifiche offerte di assistenza per poi compararle e scegliere a chi affidare l’incarico. I professionisti dettagliano sulla piattaforma la loro offerta. Vince il più adatto dal punto di vista delle esperienze, delle competenze e dei costi. Poter fare una comparazione di mercato sulla base di evidenze oggettive e tracciabili (trasparenza e compliance) è un’esigenza sempre più diffusa nelle aziende».

OGNI settimana la piattaforma organizza in media cinque beauty contest. Utenti sono circa 170 aziende (tra loro ad esempio Enel, Ferrero, Sorgenia, Anas) e 600 studi legali. All’interno di 4clegal.com sono state create otto piattaforme customizzate secondo le esigenze specifiche dell’azienda.

Diritto & rovescio di FRANCESCO ROTONDI (*)
SALARIO MINIMO SU BASE REGIONALE

IN QUESTI giorni si è tornato a parlare di salari sulla base dell’ultimo rapporto di Job Pricing in cui si fa una fotografia della condizione salariale italiana in relazione anche alle differenze territoriali. Uno dei temi principali da affrontare è proprio il legame del salario al territorio di appartenenza in cui il vero indiziato è il salario minimo su base nazionale. Un meccanismo che nella realtà produce disuguaglianza, ossia il contrario di quello che dovrebbe fare. Mi spiego. La nostra Costituzione attribuisce alle parti sociali un compito e una responsabilità di grande rilevanza: ossia la determinazione di un sistema di diritti e doveri all’interno del rapporto di lavoro e per il tramite delle relazioni industriali. Tra i principali temi lasciati alle parti sociali vi è la determinazione dei minimi salariali da applicare al rapporto di lavoro nei vari settori economico-produttivi di appartenenza. E’ quindi il contratto nazionale che stabilisce un minimo salariale uguale per tutti e su base, appunto, nazionale. La conseguenza di tale centralizzazione è la disuguaglianza del reale potere d’acquisto dei salari dei dipendenti rispetto ai differenti territori di residenza caratterizzati da un costo della vita diversificato. La centralità del contratto nazionale anche nella determinazione dei salari minimi non tiene conto delle differenze connesse al potere d’acquisto da regione a regione e da città a città con conseguente squilibrio del salario reale. Da tempo ho sollevato la necessità di una legge che introduca l’individuazione dei minimi salariali su base regionale e territoriale. L’esigenza di differenziare i minimi salariali su base territoriale è soprattutto un’esigenza di concreta applicazione del dettato Costituzionale laddove parla del lavoro quale strumento per realizzare «un’esistenza libera e dignitosa».

CI SONO molte esperienze estere che ci confortano in questo senso. In Germania (nella foto la cancelliera Angela Merkel) da un punto di vista economico e sociale si è potuto apprezzare che la differenziazione territoriale basata su indici collegati al costo della vita nonché alla produttività ha consentito un riequilibrio di eguaglianza e giustizia sociale con effetti positivi sia in termini di recupero di efficienza produttiva che di occupazione. Ecco perché in assenza di una condivisione sul cambio di rotta, occorre un provvedimento normativo simile a quello dei contratti di riallineamento.

(*) Giuslavorista, avvocato e co-founder di LabLaw

Di |2018-12-17T10:10:44+00:0017/12/2018|Lavoro|