OBIETTIVO LAVORO

L’Oreal, opportunità dalla cosmesi

SE HAI sempre sognato di lavorare nel settore cosmetico, potrebbe essere arrivata l’occasione che stavi aspettando. Il gruppo francese L’Oreal, leader nella produzione e vendita di cosmetici e prodotti beauty, cerca personale per assunzioni all’interno del proprio organico, anche giovani senza esperienza da inserire in stage. Oltre 82mila collaboratori, 41 stabilimenti, 16 centri di valutazione, 23 centro di ricerca, 6 hub regionali e 8 canali di distribuzione, con una presenza radicata in 150 Paesi del mondo: questi i numeri di una catena che ricerca personale, prevalentemente, in Emilia-Romagna e Marche, ma anche Lombardia, Piemonte, Sicilia, Liguria e altri sedi sparse nel territorio nazionale. Questo un breve excursus delle figure professionali ricercate attualmente: Customer care and Logistic specialist, Addetti vendite e Beauty advisor (Bologna), CRM Specialist, Beauty Advisor Itinerante, Beauty advisor categorie protette (L.68/99),Sales Representative (Ancona, Pesaro e Urbino, Parma, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto), Demand planner divisione Luxury. Non mancano, però, le opportunità all’estero, in tantissimi Paesi: tra tutti, Francia, Hong Kong, Cina, Australia, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Turchia, Argentina, Danimarca e tanti altri ancora. Per coloro che desiderano lavorare in L’Oreal, l’azienda mette a disposizione un servizio web gratuito, dedicato al ‘recruiting’ del personale: attraverso il portale riservato alle carriere e selezioni, ‘L’Oreal Lavora con noi’, è possibile prendere visione delle opportunità.

Francesco Moroni


Galgano e l’innovazione intelligente
«Costruiamo una cultura della qualità
Si ricorda il servizio, non il prezzo»

Francesco Moroni
BOLOGNA

«LO SPIRITO della nostra campagna nazionale sul valore etico della qualità è quello di creare una cultura della qualità, condividendo esperienze di successo e mettendo a fattor comune le proprie esperienze». Parte da questo obiettivo il pacchetto di workshop presentato da Galgano, gruppo di consulenza di direzione a capitale interamente italiano: una serie di incontri con parole chiave termini come qualità, lotta agli sprechi, miglioramento continuo, innovazione culturale e tecnologica.

‘IL RUOLO chiave delle persone nei processi di cambiamento: creare una cultura orientata all’eccellenza’: questo il focus del primo dibattitto andato in scena a Milano, nel pomeriggio del 22 novembre, con Enrico Bertolino – che per molti anni ha svolto il ruolo di consulente e formatore presso il gruppo Galgano – e Alessandro Garofalo, uno dei massimi esperti di creatività in Italia. Il giorno dopo, a Bologna, si è parlato di ‘Lean organization’: un evento promosso dalla multiutility Hera – esperienza importante di successo e qualità sul tema –. «La Lean Organization è lo strumento di miglioramento delle performance e di cambiamento culturale – sottolinea Mariacristina Galgano, ad dell’omonimo gruppo –: una sfida determinante che guarda al futuro».

VENERDÌ scorso a Milano, invece, il terzo appuntamento dal titolo ‘Cross Cultural Competition, how to excel in Operations around the World’, in collaborazione con Odexa e con l’importante testimonianza di Luxottica. «La ricchezza culturale e la civiltà di un Paese si misurano dalla qualità dei suoi servizi: questo evidenzia il valore etico della qualità, che assicura una cultura in cui ciascuno è consapevole che può e deve fare la sua parte – puntualizza l’ad di Galgano –. La Cultura della qualità nasce nell’epoca del movimento del ‘total quality’, che oggi consente alle aziende che l’hanno compresa di essere pronte alle sfide attuali. Ad esempio, la cultura del dato è fondamentale oggi per poter valorizzare le potenzialità dei Big Data – aggiunge Galgano . La cultura del miglioramento continuo favorisce la capacità di innovazione intelligente: il Cross Cultural Competition è un tema che ci sta molto a cuore, perché il ‘Cambiamento a Gemba’ significa sperimentare il nuovo modo di lavorare, prima di dire come cambiare il modo di lavorare».

«LA GENTE, i clienti si ricordano del prodotto e del servizio, più del prezzo pagato – chiosa Carlo Salomoni, direttore customer service Luxottica –. la nostra sttrategia commerciale tiene conto del fatto che abbiamo a che fare con mercati internazionali estremamente diversi fra loro, e vuole essere coerente rispetto alla diversificazione geografica e culturale nella vendita dei prodotti: in logica di Cross Cultural Competition, seguiamo una strategia complessa per armonizzare il tipo di servizio, la gestione delle complessità culturali e legislative diverse nei vari Paesi». Altri due workshop, infine, sono previsti a inizio 2019: a Roma, il 29 gennaio, l’incontro ‘Eccellenza nel servizio al cliente: il ruolo chiave delle persone’; a Milano, il 12 febbraio, in collaborazione con Ansaldo Energia, l’evento ‘Qualità 4.0’.

AGENZIE PER IL LAVORO
Sotto l’albero 16mila opportunità
Spazio per hostess e data scientist

ROMA

NON SOLO i settori tradizionali come commercio e turismo, ma anche profili meno scontati come data scientist o game designer. Sono tra le oltre 16mila opportunità offerte dalle Agenzie per il Lavoro relative alle attività per il periodo natalizio. Dalla rilevazione di Assolavoro emerge che accanto ai settori tipicamente interessati da un picco di assunzioni legato alle festività quali la grande distribuzione, il turismo, la moda e il lusso, si registra una rapida crescita della domanda di specialisti legati all’intelligenza artificiale e al trattamento dei dati, molto difficili da reperire sul mercato. Nella grande distribuzione, in particolare, si registra un boom di ricerche per inventaristi, scaffalisti, magazzinieri e addetti al packaging oltreché banconisti esperti e operatori cassa. Dalle hostess ai sales assistant anche il settore moda e lusso offre numerose opportunità, in particolare per chi conosce le lingue straniere e abbia buone capacità relazionali. Grazie alle vacanze invernali è boom anche per le professioni legate al turismo: molto richiesti animatori, personale alberghiero e personale di terra e di volo per le compagnie aeree. E se Natale fa rima con tavola imbandita e pranzi e cene con amici e parenti, ecco aumentare le richieste per una figura sempre più apprezzata anche in Italia: lo chef a domicilio che, dalla spesa alle pentole, dal menu alle pulizie, offre un servizio personalizzato e completo. Tra le figure professionali nuove, comunque, spiccano quelle collegate al mondo digitale e all’intelligenza artificiale: in particolare, data scientist, big data developer e game designer.


Collezionismo o investimento
Avvocati al servizio dell’arte
per tutelare opere e creatività

Luigi Manfredi
MILANO

NON SOLO passione. Il mondo dell’arte presenta tante sfaccettature che richiedono ormai un approccio giuridico sempre più interdisciplinare. Tanto da poter parlare di un vero e proprio «diritto dell’arte» che si sta ritagliando una posizione privilegiata nell’attività di molti studi legali. E’ il caso dello studio legale Negri-Clementi, una boutique fondata dall’avvocato Gianfranco Negri-Clementi, grande appassionato e collezionista d’arte scomparso lo scorso anno. Sedi a Milano, Verona e Vicenza, core business offrire alla clientela un servizio integrato di assistenza e consulenza nell’ambito del diritto d’impresa con un dipartimento specifico che si occupa appunto di diritto dell’arte. A raccogliere la sfida dell’avvocato Negri- Clementi, è adesso la figlia Annapaola.

Avvocato, in cosa consiste il diritto dell’arte?

«E’ un’area del diritto multidisciplinare che abbraccia più branche: dal diritto civile e commerciale, alla proprietà intellettuale, al diritto penale e amministrativo per arrivare al codice dei beni culturali. Nel nostro ordinamento i due testi normativi di riferimento sono la legge sul diritto d’autore e il codice dei beni culturali. Quindi la tutela dell’opera dell’ingegno che abbia un elemento di creatività e l’opera tutelata dal codice dei beni culturali in quanto vi è un interesse culturale. Poi si applicano anche istituti ‘normali’ come la compravendita, il contratto di trasporto o di assicurazione adattati al particolare bene giuridico».

Quali sono alcune problematicità dell’arte?

«Sono legate ad esempio alla verifica dell’autenticità e attribuzione dell’opera, e alla verifica della provenienza. A tutte quelle attività di ‘due diligence’ che devono essere espletate prima di un acquisto o prima di una vendita. E poi è essenziale il cosiddetto ‘condition report’ sullo stato dell’opera che si acquista».

Il diritto dell’arte abbraccia tutte le forme espressive?

«Sì certo. Anche se è vero che oggi le maggiori richieste che riceviamo si riferiscono alle arti figurative ».

Quali diritti esistono su un’opera d’arte?

«Ci sono diritti morali come quello di paternità o quello di opporsi a qualsiasi utilizzo che possa essere di pregiudizio all’onore e alla reputazione dell’artista e diritti patrimoniali, ossia di sfruttamento economico. La tutela dei diritti morali non è soggetta ad alcuna limitazione temporale e alla morte dell’autore i diritti potranno essere esercitati dagli eredi. La durata dei diritti economici sulle opere protette è invece di 70 anni oltre la morte dell’autore».

Un limite allo sfruttamento economico di un’opera?

«Ci sono opere che vengono ‘notificate’ quando sussiste un interesse particolarmente importante dal punto di vista culturale, artistico, storico, archeologico o etnoantropologico e non possono circolare fuori dal territorio italiano: questo è un punto di confine con la proprietà privata. La notifica crea spesso una limitazione per i proprietari sotto il profilo della valutazione economica».

Ci può semplificare la vostra attività legata a un caso concreto?

«Un collezionista proprietario di un old master vuole valorizzare al meglio l’opera. In casi come questo, prima valutiamo se l’opera è autentica avvalendoci di un network di professionisti e verifichiamo che sia accompagnata dai documenti che servono per la miglior circolazione, dal certificato di autenticità, al ‘condition report’ e al certificato di libera circolazione (se si vuole vendere all’estero); poi assistiamo il cliente nel valutare il miglior canale di vendita, se trattativa privata o asta. Questo è l’iter normale in caso di vendita. Molte consulenze poi nascono in occasione della gestione del passaggio generazionale oppure operiamo come consulenti al mondo del wealth management per la protezione e valorizzazione del patrimonio artistico ».

Diritto e rovescio di FRANCESCO ROTONDI (*)
PROBLEMI NUOVI, SOLUZIONI GIÀ VISTE

COSA FA LO STATO quando non mantiene le promesse? Cosa fa lo Stato quando non è in grado di assolvere una delle funzioni che lo caratterizzano? Torna al passato, mantiene – seppur sbagliata – la vecchia via. Si è parlato per anni dell’uso distorto degli ammortizzatori sociali, ovvero quegli strumenti previsti a sostegno dei cittadini occupati i cui datori di lavoro stanno attraversando momenti di difficoltà, utilizzati invece quali scivoli verso pensionamenti sempre più anticipati, forme d’incentivazione per gli esuberi aziendali, e cosi via. Pensate che fra le norme di riferimento della cassa integrazione vi è il principio secondo il quale l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale – tranne ovviamente quello per cessazione di attività – deve portare al riassorbimento delle risorse collocate in cassa. Nella pratica ciò non avviene mai. A un certo punto qualcuno ha compreso che il sistema non funzionava, che il carico sociale non era sostenibile e che tutti coloro ai quali veniva esteso tale trattamento e non andavano in pensione, restavano inoccupati creando un problema sociale. Si era dunque deciso (2012) di invertire la rotta: riduzione al mimino del sistema degli ammortizzatori sociali che riguardavano i cittadini che il posto di lavoro lo avevano, ed investimento di risorse e processi verso le famose ‘politiche attive’: potenziamento dei centri per l’impiego pubblici, formazione, collegamento stretto fra la scuola e il mondo del lavoro, collaborazione con le Apl. Questi i pilastri per tentare di risolvere il problema dell’occupazione e della rioccupazione. Come al solito, però, dichiarazioni, convegni, impegni che sono stati fatti sulla base della logica politica, ovvero quella logica che non paga mai il dazio, la responsabilità dell’inadempimento.

QUINDI? Niente politiche attive, il servizio pubblico per l’impiego è ancora oggetto dei servizi de ‘Le Iene’, la formazione resta un tema privato o per qualche Regione virtuosa, ma nulla di strutturale che possa essere visto come adempimento serio e vero o una questione di vitale importanza per il futuro del lavoro. Continuiamo a predisporre norme che cercano di ‘legare’ i lavoratori al posto di lavoro (decreto dignità); continuiamo a pensare alle sanzioni e, ovviamente, non avendo politiche attive il governo cosa fa? Ripristina il sistema della cassa integrazione guadagni straordinaria in forma ancora più lunga ed estesa. Risultato? Siamo tornati da dove eravamo partiti.

(*) Giuslavorista, avvocato e co-founder di LabLaw

Di |2018-12-03T14:22:34+00:0003/12/2018|Lavoro|