Thun ‘modella’ 29 nuove assunzioni

BOLOGNA OPPORTUNITÀ di lavoro per diverse figure professionali nei punti vendita dell’azienda Thun in Emilia Romagna, Marche e Veneto. Tra le 29 posizioni aperte in diverse regioni d’Italia, segnalate sul sito della stessa azienda, ci sono richieste di personale per i negozi del noto marchio di oggetti e complementi d’arredo pregiati in ceramica con sede a Bolzano: nelle Marche si cercano un addetto alle vendite e uno store manager per lavoro a Fano (Pesaro-Urbino) mentre in Emilia Romagna sono richiesti un addetto alle vendite e uno store manager a Savignano sul Rubicone (Forlì-Cesena), un addetto alle vendite a Casalecchio di Reno (Bologna); inoltre in Veneto si cercano addetti alle vendite a Vicenza e a Bassano del Grappa (Vicenza). «Siamo alla ricerca di professionisti validi e brillanti sia per la nostra sede centrale che per tutta la rete commerciale dei punti vendita diretti – si legge nel sito dell’azienda –. La risorsa selezionata sarà accolta da un piano di inserimento dedicato, focalizzato all’introduzione ad un percorso formativo costante, centrale nell’idea che Thun ha riguardo lo sviluppo professionale dei propri collaboratori». Oltre che candidarsi per le posizioni aperte, è anche possibile inviare una candidatura spontanea sul sito www.thun.com, sezione Lavora in Thun (foto di repertorio di un negozio Thun).


Le imprese scovano candidati sul web
«Contano le lingue e l’ambizione
Ma il posto si trova grazie ai dettagli»

MILANO

«EVITARE di essere rigidi e di concentrarsi subito e in modo eccessivo sul fattore economico». Questi, secondo Massimo Ghedini, Finance & human resources manager di Powersoft, gli atteggiamenti da non avere al primo colloquio, se si ambisce a farsi scegliere dai «cacciatori di teste». «Ma in realtà – spiega – si tratta di comportamenti sconsigliati un po’ a tutti, non solo agli aspiranti manager, perché generano un’impressione negativa nella persona che conduce il colloquio e che si trova a dover valutare e selezionare i candidati».

Quali sono altri atteggiamenti sconsigliati?

«Per esempio mostrarsi poco propensi alla sfida e al cambiamento, essere particolarmente rigidi relativamente a compiti, mansioni, prospettive, spostamenti o, appunto, stipendi. Per un candidato, a maggior ragione se ambisce a un ruolo dirigenziale, la flessibilità è fondamentale e deve essere prima di tutto un’attitudine, un atteggiamento».

Cosa è cambiato in questi anni nella selezione del personale?

«C’è stata un’evoluzione profonda nella ricerca del personale, soprattutto in aziende come la nostra che lavorano in prevalenza con l’estero, in un’ottica internazionale. Un tempo il profilo tecnico era essenziale. Oggi è sempre un’importante base di partenza, ma per essere scelti servono anche disponibilità a lavorare in un’ottica di squadra e capacità di guardare oltre, accettando le sfide. Il candidato ideale deve essere pronto a gestire il cambiamento, il che può significare mansioni nuove, spostamenti in altre città o all’estero e ancora team sempre diversi».

Oltre ai requisiti si sono modificati anche gli strumenti per la ricerca del personale?

«In modo profondo. Oggi il web è essenziale e soprattutto LinkedIn è uno strumento fondamentale per la selezione del personale in un’azienda come la nostra. Internet ci consente di avere una vetrina internazionale e permette ai candidati di proporsi direttamente. Questo non significa che le società di selezione non siano più utili: continuiamo a utilizzarle molto, ma non sono più l’unica fonte di curricula. Molti ‘specialist’ ci raggiungono in modo diretto attraverso i social e il sito, candidandosi da ogni parte del mondo».

Avete selezioni in corso?

«Attualmente abbiamo otto profili aperti, di cui cinque necessari con una certa urgenza. Si va da tecnici a soggetti specializzati nell’ambito gestionale».

Quali caratteristiche cercate?

«Oltre a quelle attitudinali indicate prima e ai requisiti tecnici richiesti per le singole mansioni, è essenziale un’ottima conoscenza della lingua inglese. Mi stupisco sempre di come tanti candidati, ancora oggi, si presentino a un’azienda come la nostra con un inglese scolastico. La lingua serve anche per funzioni impiegatizie e non manageriali».

E quanto può incidere negativamente il fatto di non saperlo?

«Non conoscere perfettamente l’inglese vuol dire essere tagliati fuori da molte fonti importanti, non potersi informare sulle ultime innovazione. Insomma non avere gli strumenti per essere davvero aggiornati e competitivi su un mercato internazionale».

Cosa rende un candidato ‘diverso’ dagli altri e più interessante?

«Spesso sono i dettagli e per questo è bene non trascurarli. È dalle ‘piccole cose’ che si ricavano indizi sul carattere, sull’indole e sul modo di gestire le situazioni del candidato. Penso per esempio alle attività sportive, agli hobby, agli interessi, ma anche alle prime esperienze nel mondo del lavoro o del volontariato. Tutti elementi che un cacciatore di teste sfrutta per inquadrare il soggetto che ha davanti. Un’altra strategia utile per i candidati è indicare al ‘cacciatore di teste’ le proprie prospettive e ambizioni. Spiegare, se non proprio dove si vuole arrivare, almeno da dove di pensa di poter partire».


L’IDENTIKIT
«Anni di esperienza nelle multinazionali
Poi l’approdo al gioiello hi-tech Powersoft

Nato a Bologna, 44 anni, Massimo Ghedini è, dal novembre 2016, Finance & hr manager di Powersoft Spa. Laureato in economia aziendale e con un master in finanza e controllo di gestione, ha maturato precedenti esperienze professionali nell’ambito nelle aree «finance», risorse umane e «general services» in multinazionali del settore assicurativo, finanziario e del lusso. La Powersoft Spa, per la quale lavora attualmente, è specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di tecnologie e soluzioni per l’industria dell’audio professionale (nella foto uno dei dispositivi prodotti). Fondata nel 1995, ha sede a Scandicci, in provincia di Firenze, ed è stata la prima al mondo a brevettare e introdurre tecnologie che hanno permesso di ottenere prestazioni fino ad allora inimmaginabili. Oggi è leader nel settore degli amplificatori di potenza, leggeri, ad alta efficienza e qualità audio. Grazie a una rete di partner, distributori e service center autorizzati nel mondo, oltre che a un’azienda in California, i prodotti made in Italy di Powersoft sono presenti in stadi, palazzetti dello sport, parchi a tema, teatri, aeroporti, centri congressuali, chiese e locali, e sono richiesti dalle maggiori aziende mondiali che si occupano di concerti ed eventi live. l.c.


Imparare a modellare i jeans «Le aziende cercano artigiani»

Benedetta Andreoli

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP)

L’IDEA di insegnare come lavorare e dipingere a mano i jeans, tramite un corso professionale, è piaciuta così tanto che a grande richiesta è stato posticipato, fino a mercoledì prossimo, il termine per le iscrizioni al corso di specializzazione ‘Fashion and Denim’: è organizzato a San Benedetto del Tronto (AP) dalla società cooperativa consortile Piceni Art for Job con Cna Federmoda Ascoli Piceno e Rete Its-Integrated Textile Services, filiera integrata di aziende manifatturiere protagoniste del ‘Denim Made in Italy’ nel mondo. Il percorso formativo dedicato alla lavorazione del jeans, oltre ad essere gratuito, garantisce anche un’indennità di 2 ore per ogni ora di formazione frequentata: uno stimolo in più per impegnarsi ad apprendere questa specializzazione «molto richiesta nelle Marche, specialmente in provincia di Ascoli Piceno, e nel Teramano in Abruzzo. Qui – fa notare Morena Pionti di Piceni Art for Job, progettista e coordinatrice dello stesso corso – c’è una filiera di aziende che hanno bisogno di personale specializzato proprio in tecniche di finissaggio, tintura, lavaggio, lavorazioni e interventi manuali come la pittura mano libera su denim, che rende ogni jeans un capo artistico e unico: proprio all’insegnamento di quest’ultima tecnica sarà dedicato un laboratorio pratico di 20 ore all’interno del progetto formativo più ampio articolato in 300 ore. Di queste, sono previste, da ottobre, 210 ore di lezioni tra teoria e laboratori pratici nella nostra sede in via dell’Airone 21 a San Benedetto del Tronto e di visite guidate a ditte specializzate di Marche e Abruzzo, seguite da 90 ore di stage in aziende leader del settore del trattamento del jeans e suoi accessori».

PIONTI spiega che «ad invitarci ad attivare questo percorso di formazione è stata proprio la presidente regionale Cna Federmoda Doriana Marini, che sarà anche una delle docenti del corso, insieme ad altri esperti». Il progetto formativo è rivolto ai disoccupati – possono essere ammessi 15 allievi dei quali almeno 9 donne e 3 uditori – ed è finanziato dalla Regione Marche. I partecipanti hanno un obbligo di frequenza del 75% delle ore totali per ottenere, dopo il superamento dell’esame finale, l’attestato di specializzazione di II livello in in ‘Tecnico di finissaggio per il lavaggio e il trattamento del capo tinto e denim’. Durante il corso, particolare attenzione sarà «dedicata anche al tema della moda sostenibile, consentendo agli allievi di confrontarsi con le metodologie e soluzioni applicate da aziende del settore che si impegnano nel seguire standard ambientali e di sicurezza chimica sempre più ambiziosi», evidenziano gli organizzatori. Chi è interessato ad intraprendere questo percorso formativo con concreti sbocchi occupazionali può iscriversi entro mercoledì 20 settembre: i moduli sono scaricabili dal sito www.scuoladartigianato.it nella sezione News. Info: 0735.657562.