OBIETTIVO LAVORO

Costa Crociere imbarca 147 giovani

PESARO

COSTA CROCIERE è alla ricerca di personale di bordo. Sono aperte le iscrizioni per otto corsi di formazione, per un totale di 147 posti, finalizzati all’assunzione di personale sulle navi della compagnia. Tutti i percorsi sono gratuiti, finanziati dal Fondo sociale europeo o da altri fondi sociali. Due bandi sono realizzati da Costa, Assindustria consulting e dalla Regione Marche, rispettivamente per addetto all’accoglienza (15 posti) e cuoco tecnologo (10), e si svolgeranno a Pesaro. Il termine per iscriversi alle selezioni è fissato per il 18 settembre 2018. Il corso per diventare addetti al ricevimento e ai servizi di informazione per l’ospite (20 posti), con sede a Trento, è stato invece promosso insieme a l’ente di formazione Seac Cefor, Confcommercio Trentino e all’Agenzia del lavoro della provincia di Trento. I restanti cinque corsi, organizzati insieme alla Fondazione accademia italiana marina mercantile, in collaborazione con la Regione Liguria, si svolgeranno presso l’Accademia ospitalità italiana crociere ad Arenzano (Genova). Nel dettaglio, sono aperti i bandi per animatore per bambini e ragazzi, tecnico per gli spettacoli e l’intrattenimento (scadenza 24 settembre), pasticciere di bordo (scadenza 1 ottobre), cuoco di bordo (scadenza 22 ottobre), con 20 posti disponibili ciascuno. Tutte le domande d’iscrizione e le schede informative sono disponibili sul sito http://career.costacrociere.it/courses/

Francesco Moroni


I fisioterapisti conquistano l’Albo
«Professionalità al servizio dei pazienti
e servizi di assistenza integrata per tutti»

Tommaso Strambi
PISA

UNA PROFESSIONE ‘ordinata’. La recente legge del 3 gennaio scorso, infatti, ha inquadrato tra i nuovi ordini professionali i fisioterapisti. Un passaggio importante, che disciplina le figure che ruotano intorno alla salute e che giunge al termine di una lunga battaglia condotta dall’Associazione italiana terapisti della riabilitazione. Un universo di 65mila professionisti sparsi per l’intera penisola – in Lombardia se ne stimano poco meno di 9mila, in Emilia-Romagna quasi 4mila, in Toscana 4.500 e in Liguria 3mila – che, adesso, per continuare ad esercitare dovranno iscriversi all’Albo. Una garanzia per i pazienti, ma anche per gli stessi fisioterapisti che, in questo fine settimana, si sono ritrovati a Tirrenia, sulla costa pisana, per fare il punto sulle novità. A fare gli onori di casa Gino Petri, presidente Regionale dell’Aifi, l’Associazione italiana fisioterapisti.

Petri, cosa vi aspettate dall’istituzione dell’Albo nazionale?

«L’istituzione dell’albo costituisce il raggiungimento di uno status giuridico che consente di sgombrare il campo da incompetenze e soprattutto dall’abusivismo. Il fisioterapista in Italia diventa tale solo attraverso un percorso di laurea che è l’unica abilitazione alla professione. L’ordine professionale, come per tutti gli altri professionisti, si rende garante della riconoscibilità del professionista per il cittadino. La tutela della professione e la conseguente valorizzazione sono quindi requisiti fondamentali per la tutela dei cittadini-utenti, a garanzia della loro salute».

Qual è oggi il ruolo del fisioterapista?

«Molti guardano alla nostra professione solo in riferimento allo sport. Ed è indiscutibile che lo sport sia uno degli ambiti di intervento del fisioterapista che si configura come quel professionista sanitario che risponde alle diverse problematiche di movimento e di funzione che insorgono nelle persone, dall’infanzia alla terza età, e che possono riguardare la gran parte degli apparati che costituiscono il corpo umano (problematiche neurologiche, muscolo-scheletriche, cardiovascolari, respiratorie, uroginecologiche) e che derivano da eziologie diverse. Il fisioterapista – attraverso la valutazione funzionale – prende in carico la persona, ne individua le disfunzioni e le potenzialità residue, trova le soluzioni più idonee a favorire il recupero del miglior livello di vita possibile garantendo la massima autonomia. Ma si occupa anche della individuazione degli eventuali dispositivi/ adattamenti ambientali utili e appropriati per ciascuna singola situazione. Il fisioterapista svolge la sua attività professionale principalmente in ambito sanitario, in strutture pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero- professionale, in rapporto diretto con la persona assistita o in collaborazione con altre figure. Si occupa anche di prevenzione in tutte le fasce d’età e in contesti diversi, dal lavoro allo sport. La ricerca scientifica ha prodotto – e sta producendo sempre di più – numerose evidenze che supportano le scelte terapeutiche del professionista ».

A Tirrenia, con la presenza del presidente nazionale Mauro Tavarnelli, è partita la campagna di mobilitazione e sensibilizzazione di adesione all’Albo. Quali sono le vostre aspettative?

«L’obiettivo di Aifi (che, nel 2017, contava già 11mila iscritti, ndr) è superare il prima possibile i 50mila iscritti, in modo da avviare la procedura per il riconoscimento dell’ordine professionale, come previsto dalla norma. In un Paese come l’Italia la corretta visibilità del fisioterapista e la sua completa integrazione all’interno del ‘sistema salute’ costituiscono garanzia per la sostenibilità del sistema medesimo. Da questo assunto deriva l’importanza di mettere in atto scelte e strategie politiche che possano rinforzare la professione e favorire l’implementazione della ricerca».

MODA
Rm Raffles apre le porte agli aspiranti studenti
«Creiamo i designer e gli stilisti di domani»

MILANO

RM RAFFLES MILANO, scuola internazionale di moda e design, apre le porte agli aspiranti studenti con gli Open Days che si terranno da mercoledì a domenica nella sede di Milano (registrazioni sul sito rafflesitaly.com). La scuola, unica nel suo genere, affronta il nuovo anno accademico 2018/2019 con una squadra rinforzata di docenti, composta da oltre 300 professionisti e ispirata da nuovi e ambiziosi obiettivi. Sono tre i corsi triennali già avviati e ora al secondo anno – Fashion design, Product design e Visual design, ognuno con circa 60 professori – e sette i Master di livello internazionale, che vantano la collaborazione di studi e agenzie di fama e la partecipazione di studenti di ogni continente. Rm Raffles punta a trasferire le conoscenze fondamentali combinate con il sapere professionale e parla nelle lingue dei 14 Paesi in cui opera con i suoi 26 campus nel mondo. Diretta da Pasquale Volpe (college director, nella foto), la scuola dialoga quotidianamente con i più importanti designer e manager del mondo del design e della moda che, oltre all’attività di insegnamento, partecipano alla formazione attraverso un monitoraggio continuo dei profili professionali emergenti. Per quanto riguarda i master, il bando è pubblicato sul sito della scuola, due le scadenze: 15 dicembre 2018 per i master in partenza a febbraio 2019 in Fashion design Menswear, Fashion design Womenswear e Product design; 15 marzo 2019 per i master in partenza a novembre 2019 in Advertising, Architettura, Fotografia e Visual design.

Di |2018-09-10T10:57:49+00:0010/09/2018|Lavoro|