OBIETTIVO LAVORO

Banco Desio cerca giovani risorse

DESIO (Monza Brianza)

«IL NOSTRO CAPITALE più prezioso sono le persone». Il gruppo Banco Desio è alla ricerca di figure professionali per ampliare la propria rete: sul sito online dell’istituto bancario, infatti, si può trovare l’apposito format dove candidarsi per diventare un consulente finanziario. «Cerchiamo persone che ci arricchiscano umanamente e che si prendano cura dei nostri clienti»: questo il messaggio rivolto dalla banca con oltre cento anni di esperienza nel settore a giovani candidati che «vogliono investire su se stessi», e che entrando nel gruppo Banco Desio potranno trovare le caratteristiche che contraddistinguono l’itituto lombardo.

OVVERO: «Un elevato standard di servizio per tutti i clienti, prodotti esclusivi di norma riservati a clienti privati, servizi bancari e di finanziamento per i clienti aziendali di ogni livello, supporto da parte di personale qualificato, un ufficio dedicato ai consulenti finanziari nelle proprie filiali, opportunità di crescita professionale e manageriale, una struttura di rete snella e livelli provvigionali ai vertici del settore», continua la banca. Per candidarsi è necessario compilare il form, indicando la modalità in cui si preferisce essere ricontattati e allegando il proprio curriculum. Il gruppo Banca Desio si occuperà poi di selezionare i profili più interessanti, ricontattando i candidati e fissando un colloqui nella filiale più vicina. Per maggiori informazioni si può contattare anche il numero telefonico 800608760.

Francesco Moroni


Johnson & Johnson a caccia di talenti
«Studiate l’inglese e collaborate in team:
la strada giusta è investire su voi stessi»

Giulia Prosperetti
ROMA

COMPETENZA, flessibilità, una perfetta conoscenza della lingua inglese e la capacità di operare in team dinamici, insieme a colleghi che provengono da generazioni e culture diverse. Sono queste le caratteristiche necessarie per lavorare in Johnson & Johnson. Parola di Angela Paladini, direttore Risorse umane Emea della multinazionale americana che ai giovani consiglia: «Investite sulla vostra formazione, siate imprenditori di voi stessi, imparate ad evidenziare le vostre aree di forza. Il segreto, in molti casi, è nella propria apertura al cambiamento e nella velocità di adattamento al nuovo contesto di riferimento».

Quali sono i profili professionali che ricercate maggiormente in Johnson & Johnson?

«In Italia abbiamo tre settori di business: Biomedicale (Johnson & Johnson Medical), Farmaceutico (Jansenn-Cilag) e Consumer (Johnson & Johnson) e una supply chain molto importante, quindi lo spettro è decisamente vario. Cerchiamo laureati in tutte le discipline, in riferimento al tipo di posizione e di funzione disponibile. La laurea in Economia è molto richiesta per i ruoli commerciali, ma anche Giurisprudenza e anche lauree di matrice umanistica sono indicate per alcuni tipi di professioni (risorse umane; ufficio gare ed altro). Anche la laurea in Ingegneria gestionale è molto richiesta, perché ha un tipo di approccio sistemico che in azienda è molto utile. Sicuramente gli ingegneri, in particolare meccanici e chimici, sono tra le figure fondamentali per tutta la parte di produzione. Vi è poi richiesta nel settore della chimica e della tecnologia farmaceutica».

Come avviene la selezione?

«Dipende dai diversi profili e dai settori per cui ci si candida. Abbiamo un team di talent acquisition che si occupa della selezione dei candidati e dell’employer branding. Nel caso dei neolaureati, la chiamata per il colloquio di selezione avviene, principalmente, in base a un’analisi del profilo e del background dei candidati».

Il colloquio, invece, com’è strutturato?

«Generalmente quando si tratta di giovani senza esperienza lavorativa si possono utilizzare prove e dinamiche di gruppo, test cognitivi, questionari di personalità, role playing e altre tecniche simulative in cui si mettono alla prova i candidati ricreando una determinata situazione. La selezione, nel caso dei neolaureati, è in gran parte basata sul potenziale e sulle capacità personali. Valutiamo le attitudini della persona e la sua capacità di giocare in squadra».

Quindi i giovani non si trovano più ad affrontare un colloquio tradizionale?

«Se la selezione è per un profilo senior o se i requisiti sono già molto selettivi, è probabile che non si faccia una prova di gruppo e si proceda con i classici colloqui individuali. In generale più la richiesta è selettiva, nel senso che si cercano delle competenze molto specifiche o un determinato background, più ci si orienta verso una selezione più tradizionale che guarda principalmente al tipo di preparazione del candidato ».

Parlando sempre di giovani, puntate maggiormente su persone da formare o cercate ragazzi che abbiamo già esperienza?

«Il nostro business è molto diversificato e trattandosi di un’azienda dinamica, non abbiamo criteri rigidi a riguardo. Siamo abbastanza equilibrati in questo, dipende dall’esigenza del business e del momento. I profili che ricerchiamo vanno dal neolaureato fino al vice president».

È possibile che i ragazzi, selezionati in Italia, vengano poi impiegati all’estero?

«Più che posssibile, da noi tale disponibilità è molto richiesta e soprattutto consigliata. La conoscenza della lingua inglese è un requisito imprescindibile anche per chi lavora in Italia. Siamo una multinazionale americana quindi comunicazioni e presentazioni vengono effettuate principalmente in lingua inglese».

IL COLOSSO DEI SURGELATI
Smart Working, Findus vince il premio Lc Diversity Award. La flessibilità in ufficio migliora la vita al 98% dei dipendenti

MILANO

FINDUS, azienda leader nel settore surgelati, è stata premiata agli Lc Diversity Awards 2018 nella categoria ‘Smart Working’. La manifestazione, organizzata da Legal community publishing group col patrocinio del Comune di Milano, è supportata da organismi internazionali per il sostegno di diversità e inclusione. Il ‘lavoro agile’ è stato introdotto dalla Findus a gennaio, coinvolgendo oltre 100 dipendenti del settore marketing di Roma e, in applicazione di un apposito accordo sindacale, sarà esteso anche ai 50 impiegati della sede di Cisterna di Latina. «L’obiettivo è restituire alle persone flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti, a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati – commenta Valerio Vitolo, direttore risorse umane e legale di Findus Italia (nella foto con Claudia Puziello) –. Sono le persone a fare la differenza». Tra le motivazioni della vittoria, la capacità di consentire un migliore equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. Il lavoro agile è parte integrante di un progetto più ampio, ‘FinduSmart’, che comprende una serie di misure volte a rafforzare il rapporto di fiducia tra dipendenti e azienda, tra cui maggiore flessibilità negli orari di ingresso e di uscita (raddoppiando da 45 a 90 minuti) e un miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti anche in ambito safety and security. I feedback dei colleghi coinvolti sono stati «molto positivi – continua Vitolo –: oltre 2/3 della popolazione aziendale lavora da remoto ogni mese; l’86% non ha riscontrato alcun ostacolo e il 58% ha riscontrato una maggiore efficacia nel lavoro da casa. Il 98% ha dichiarato che la flessibilità ha migliorato il proprio work-life balance».

Di | 2018-07-31T10:58:46+00:00 31/07/2018|Lavoro|