OBIETTIVO LAVORO

Big Data, assegni per 58 ricercatori

Francesco Moroni
BOLOGNA

L’EMILIA-ROMAGNA continua a investire sempre di più sui big data. Sono 58 le nuove borse di Dottorato di ricerca triennali presentate dalla Regione, che continua a puntare forte su un settore in ascesa, con un investimento per oltre 5 milioni di euro accompagnato anche da progetti di formazione per i neolaureati in tutte le discipline degli atenei regionali (900mila euro). «La crescita e la capacità di generare buona occupazione della nostra società si fondano sulla diffusione delle conoscenze e delle competenze e su un’ampia capacità di innovazione nella produzione e nei servizi delle imprese – sottolinea Patrizio Bianchi, assessore regionale alla Ricerca e al Lavoro –. Questo grazie alla connessione tra sistema produttivo e il mondo della ricerca e della formazione». Secondo uno studio promosso da Nomisma, infatti, 3 aziende su 4 riescono a incrementare il proprio fatturato e la produttività lavorando con i big bata con progetti su almeno due o tre anni. L’analisi ha riguardato un campione di aziende come Bper, Cir, Coop, Granarolo, Unipol Sai, Yoox, Crif, Sacmi e Ima, e ha evidenziato gli ostacoli che le imprese incontrano nel raggiungimento degli obiettivi fissati nei progetti, tra cui la mancanza di adeguata formazione sul tema, anche a livello manageriale. L’insieme dei soggetti che in Emilia Romagna opera nell’ambito dei Big Data rappresenta uno degli hub più importanti a livello europeo.


Imprese familiari e grandi ricchezze
L’impegno di Unicredit-Cordusio per la gestione dei patrimoni

Achille Perego
BOLOGNA

UN TERRITORIO ricco di imprese familiari di successo e di patrimoni, anch’essi familiari, accumulati, con l’impegno e il lavoro negli anni. Stiamo parlando di una tra le Regioni più importanti, dal punto di vista della creazione del reddito nazionale, del nostro Paese, ovvero l’Emilia Romagna. In Emilia Romagna, secondo la nona edizione dell’Osservatorio Aub, lanciato da Unicredit-Cordusio insieme con l’AIdAF (Associazione italiana delle aziende familiari) e l’Università Bocconi, si contano 1876 imprese con un fatturato superiore ai 20 milioni di euro, pari al 12,1% di quelle presenti in Italia. Un buon numero di aziende familiari dell’Emilia Romagna – visto che i capi imprese ultra 70enni dono il 29% – dovrà però affrontare nei prossimi anni processi di passaggio generazionale. Allo stesso tempo si dovranno confrontare con la governance aziendale che vede una forte presenza di modelli familiari (il 45% dei cda è costituito proprio da membri delle famiglie proprietarie dell’impresa) ma anche la consapevolezza, confermata dai numeri, che quando vengono inserite competenze esterne e vengono adottati modelli di governo più strutturati le aziende godono di importanti benefici in termini di crescita, redditività, internazionalizzazione. E anche una spinta verso la crescita per linee esterne tenendo conto, sempre secondo i dati dell’Osservatorio Aub, che dal 2000 al 2015 solo il 6% delle aziende familiari emiliano-romagnole ha effettuato almeno un’acquisizione.

NON È DA MENO neppure la ricchezza personale delle famiglie che vedono sempre l’Emilia Romagna al secondo posto in Italia con un ammontare di ricchezze private pari, secondo il rapporto Aipb (Associazione italiana del private banking) a 115 miliardi nel biennio 2015-2016, secondo solo per valore a quello della Lombardia (314 miliardi). Alle esigenze sia di chi dispone di importanti patrimoni privati sia di chi guida un’azienda familiare, esigenze diversificate che vanno dalla difesa e dalla redditività del patrimonio investito al passaggio generazionale nelle imprese, risponde in Emilia Romagna Cordusio, la società di wealth management del gruppo Unicredit nata nel novembre del 2016 proprio per offrire servizi dedicati ai clienti con patrimoni superiori ai 5 milioni di euro. «Seppur molto giovane, Cordusio è già leader di mercato nel suo settore, questo dimostra come l’appartenenza ad un grande gruppo come Unicredit e insieme la volontà di personalizzazione del servizio per rispondere alle esigenze sofisticate dei clienti, sia la soluzione vincente per rispondere ai nuovi contesti di mercato – conferma Paolo Langè, amministratore delegato di Cordusio –. La missione di Cordusio quindi è quella di diventare un partner strategico per le famiglie e le imprese in grado di interpretare il cambiamento del mercato ed essere un punto di riferimento per i clienti con esigenze più sofisticate ai quali fornire tutte le risposte con il valore aggiunto dell’accesso al network del gruppo Unicredit come piattaforma di integrazione dei servizi».

Alla guida Schrievers: «Disegnamo la strategia per ogni cliente»

BOLOGNA

«VOGLIAMO SOSTENERE i nostri clienti imprenditori nel momento delicato in cui tutto quanto costruito nel tempo viene trasferito alle generazioni future». Stefano Schrievers, responsabile di Sede Centro Nord , racconta così la missione di Unicredit – Cordusio. «In questo contesto crediamo che una pianificazione strutturata e programmata – prosegue – per tempo sia la chiave fondamentale per un processo può durare anche a lungo. Per questo proponiamo un metodo che alla fine di un percorso articolato porta a individuare le strategie più adatte a il raggiungimento degli obiettivi del cliente».

Come avviene l’approccio strategico?
«Metodo, visione unitaria del patrimonio e risposte concrete. Si parte da un attento ascolto, dall’approfondimento della conoscenza e delle esigenze della famiglia fino all’individuazione degli obiettivi da raggiungere. Il nostro metodo pone le sue fondamenta sulla fotografia e lo studio delle caratteristiche del patrimonio e si concretizza nella valutazione delle diverse possibili soluzioni considerando i singoli punti di forza e di debolezza. Il nostro supporto che è quello di disegnare la migliore strategia sostenendo il cliente e la sua famiglia in tutta la fase di passaggio generazionale».

Quanto conta un percorso personalizzato?
«E’ un aspetto fondamentale. Un patrimonio articolato merita una consulenza personalizzata, per Cordusio non esistono soluzioni standard. Siamo nati per offrire un modello di servizio completamente dedicato con una consulenza integrata che va anche oltre la finanza».

Consulenza integrata, imprenditori con grandi patrimoni e vicinanza al territorio, qual è la risposta di Cordusio agli imprenditori locali?
«La nostra presenza nel territorio parte proprio dalla consapevolezza che l’Emilia Romagna e le Marche , per sua stessa natura e storicità, hanno delle necessità che vanno gestite localmente, con la forza di un gruppo paneuropeo. Per fare questo ci avvaliamo anche della collaborazione delle specializzazioni del gruppo UniCredit: strutture di Corporate e investment banking e di Cordusio Fiduciaria. Quando i nostri clienti necessitano di un supporto nella gestione di operazioni societarie importanti, affianchiamo i banker corporate offrendo agli imprenditori e alla loro famiglia una consulenza a 360 gradi». Cordusio dopo solo un anno e mezzo di vita è già leader di mercato fra le banche specializzate con più di 25 miliardi di asset gestiti. Oltre alla rete commerciale guidata da Fabio Lanza, Cordusio può contare su una Direzione Investimenti interna indipendente, guidata da Manuela D’Onofrio.

Achille Perego

Di | 2018-06-26T08:47:07+00:00 26/06/2018|Lavoro|