OBIETTIVO LAVORO

Sarti e costumisti, il teatro chiama

Vittorio Bellagamba
ANCONA

I SARTI TEATRALI hanno opportunità di impiego nelle Marche. Fino al 30 giugno sono aperte le iscrizioni per il corso di formazione professionale in «Sarto teatrale», gratuito e ad occupazione garantita. Il progetto formativo è finanziato dalla Regione Marche e promosso dalla Fondazione Pergolesi Spontini. Il corso si rivolge a chi ha un’età compresa fra i 18 ed i 65 anni, disoccupati, inoccupati e occupati residenti o domiciliato nel territorio regionale, in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado e col desiderio di lavorare come sarto nel mondo dello spettacolo. Il corso, aperto a 15 allievi e a 3 uditori, si compone di 400 ore formative (86 ore teoria, 186 ore pratica, 120 ore tirocinio, 8 ore esame finale) e si svolgerà tra luglio 2018 e febbraio 2019 a Corridonia, nella Sartoria Teatrale Arianna per teoria, pratica e stage, e nel Teatro Pergolesi di Jesi per lo stage. Il corso si propone di formare figure professionali in grado di realizzare costumi per spettacoli teatrali, basandosi sulle indicazioni e sui disegni del costumista, affiancandolo nella scelta dei materiali e delle stoffe da usare. Il modulo di iscrizione è reperibile sul sito www.sipariobisbis.it e potrà essere inviato tramite posta raccomandata A/R a Fondazione Pergolesi Spontini Largo Degrada, 5 60035 Jesi (Ancona), tramite e-mail a formazione@fpsjesi.com o consegnato a mano completo di: curriculum, fotocopia documento di riconoscimento, entro e non oltre il 30 giugno (farà fede il timbro postale).


L’istituto che ha inventato il polpo robot
«Lavoro assicurato per i nostri laureati
Un mix tra scienziati e imprenditori»

Valentina Conte
LIVORNO

U N NUOVO CONCETTO di ingegnere, non solo scienziato e accademico, ma anche inventore, imprenditore in grado di sviluppare progetti di alta innovazione tecnologica. Accade al Centro di ricerche sulle tecnologie del mare di Livorno, articolazione dell’istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, con sede principale a Pontedera. Un istituto di eccellenza che forma ‘eccellenze’, crea opportunità di lavoro, apre nuove frontiere alla medicina e propone strumenti innovativi all’industria. Al Centro livornese ci sono oggi una ventina di dottorandi: sono, per lo più, laureati in Biorobotica ed in Ingegneria biomedica, ma molti provengono dal percorso di studi di alta formazione chiamato Bionics engineering, che si svolge interamente in lingua inglese e nasce da un’iniziativa congiunta tra l’istituto di BioRobotica della Sant’Anna e il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa. Ma non solo, come spiega Cecilia Laschi, che insegna Bioingegneria industriale proprio all’istituto della Sant’Anna: «La biorobotica mette insieme tante componenti. Al Centro accedono anche ingegneri meccanici, aerospaziali e laureati in Informatica e Matematica. È un’ottima palestra per la formazione. Qui si fanno cose che nessuno ha mai fatto. Si trovano soluzioni a problemi che la soluzione (teoricamente) non ce l’hanno, vengono acquisite conoscenze e competenze che, poi, saranno traslate in qualsiasi altro ambito. I nostri dottori vanno a lavorare in aziende che spesso non hanno niente a che fare con il mare e che, magari, fanno turbine. Opportunità di lavoro continue arrivano, ad esempio, dal Nuovo Pignone e da General Electric».

I DOTTORI che fanno ricerca all’Istituto di Biorobotica sono in grado di trasformare le scoperte scientifiche in nuove opportunità di mercato perché «si insegna la tecnologia, la conoscenza e il metodo: per questo le opportunità lavorative sono infinite – continua Laschi –. Certo, passano anni prima che i progetti arrivino nelle aziende e diventino business. Non è molto frequente, ma c’è anche chi decide di fare il suo spin off». Nei laboratori livornesi affacciati sul mare, allo Scoglio della Regina, è nato ‘Octopus’, il primo robot soft al mondo, ispirato alla destrezza del polpo, l’unico capace di camminare sui fondali marini. Sistemi che prendono spunto dalla natura per creare macchine in grado di esplorare le profondità del mare o altri luoghi potenzialmente pericolosi per l’uomo. Octopus – creato dal team coordinato della Laschi – è stata una rivoluzione, ma la donna premiata come «genio della robotica mondiale» è già oltre.

«PER NOI il ‘progetto polpo’ è ormai vecchio. Da allora, ne abbiamo sviluppati molti altri – racconta la professoressa –. Penso, ad esempio, al ‘catamarano’ che naviga da solo: basta impostargli il gps e lui si muove e va ad eseguire la campionatura dell’acqua fino a 50 metri di profondità, per poi misurare gli agenti inquinanti. Ecco, gli strumenti per eseguire campionamenti di acqua o di sedimenti sono molto richiesti». La RoboSoft, del resto, con le sue macchine costruite con materiali morbidi e deformabili, in grado di interagire con gli esseri umani e l’ambiente circostante, sembra avere potenzialità infinite. A Livorno le attività di ricerca sono per lo più finalizzate allo sviluppo di nuove tecnologie per la robotica marina e alla realizzazione di robot marini per il monitoraggio ambientale. «Lo scopo – conclude la scienziata – non è sostituire l’uomo, ma aiutarlo nelle incombenze pericolose e sostenerlo e agevolarlo nel campo medico, basti pensare alle applicazioni chirurgiche poco invasive. Anche per gli anziani sono stati creati soft robot utilissimi, perché l’esperienza del ‘progetto polpo’ ci ha insegnato a controllare il movimento di un braccio morbido e, così, ad esempio, è nato il bracciodoccia che consente di lavare la schiena alle persone con difficoltà motorie».

OPPORTUNITÀ ALL’ESTERO
In Germania mancano un milione tra medici e infermieri. Offerte e richieste sulla piattaforma employland.de

AMBURGO

NELLA TEUTONICA Germania c’è carenza di infermieri. Solo nel settore dell’assistenza agli anziani e ai malati si calcola che manchino 35.000 figure professionali. La situazione è simile per quanto riguarda gli ostetrici: il numero di annunci di lavoro è raddoppiato dal 2017. Una mancanza che rischia di diventare cronica, in quanto fino al 2030, la carenza di personale nel settore sanitario aumenterà a circa un milione di persone: oltre a 165.000 medici, mancheranno 800.000 assistenti nel settore medico sanitario. Senza l’immigrazione di personale, il settore medico sanitario si ritroverà davanti a gravi problemi. Per questo, il governo federale ha deciso di facilitare l’ingresso di professionisti. Non è facile, però, contattare i datori di lavoro in Germania. La piattaforma di collocamento www.employland.de, a cui ci si può registrare e creare il proprio profilo personale, offre uno strumento interessante. I datori di lavoro tedeschi, infatti, cercano nuovi dipendenti sulla piattaforma e li contattano. L’aspirante candidato non dovrà sostenere alcun costo di collocamento. Oltre alla mediazione, Employland si occupa su richiesta anche di formalità legali come il permesso di soggiorno e il riconoscimento di una qualifica necessaria per svolgere la professione medico sanitaria. Le spese per i servizi legali di solito sono a carico dell’azienda che assume il nuovo dipendente. A livello di lingua, il requisito imprescindibile è la conoscenza a livello B2, anche se si può provare a candidarsi anche con un livello A2, per poi approfondirla sul posto.

Di | 2018-06-12T11:24:49+00:00 11/06/2018|Lavoro|